Villasimius

Published on Giugno 7th, 2019 | by Redazione

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VILLASIMIUS, Nuovi importanti reperti storici per il Museo Archeologico del paese

Nuova età dell’oro per la storia e l’archeologia del territorio a Villasimius. Due nuove consegne, una anonima ed una non anonima, arricchiscono il patrimonio dei beni culturali locali. Grazie alla pluriennale azione degli operatori culturali del territorio in sinergia con l’Amministrazione comunale, particolarmente attenta alla divulgazione, scientifica, alla ricerca, alla promozione e valorizzazione dei luoghi e dei beni culturali locali (basti ricordare l’avvio della nuova campagna di scavi nel sito di Cuccureddus a cura dell’Università di Sassari sotto la direzione di Michele Guirguis, giunta ormai al terzo anno di finanziamento), la collettività di residenti e turisti si sta avvicinando sempre più in maniera entusiastica alla storia ed alla cultura locale.

 

A tal proposito, il Sindaco Gianluca Dessì ha firmato nei giorni scorsi due verbali di consegna al Museo Archeologico, nella persona della direttrice Elisabetta Gaudina, di reperti provenienti dal territorio a lui affidati da privati cittadini. Il primo, datato 28 maggio, è relativo a materiali lasciati da anonimo all’ingresso del Museo Archeologico, in via Frau, e recuperati dal personale della cooperativa Cuccureddus di Villasimius, che gestisce la struttura e collabora con la direzione museale nell’attuazione di tutte le azioni di promozione, divulgazione e valorizzazione dei beni museali. I materiali consistono in 67 monete di cui una in oro, dieci frammenti di manufatti in bronzo tra cui si distingue uno spillo con decorazione incisa ed un frammento di fibula con decorazione, tre frammenti di ex voto in terracotta. I reperti sopra indicati sono stati consegnati in custodia alla Soprintendenza archeologica per le province di Cagliari ed Oristano.

L’altro verbale di consegna a firma del sindaco Gianluca Dessì, relativo a reperti detenuti da un privato cittadino, riguarda sei teste di mazza in pietra di cui due integre e quattro frammenti, cinque frammenti ceramici di anfore (una parete, tre anse e un collo), un frammento di pipa. Di particolare interesse venti bicchieri e sei coppette in vetro di varie dimensioni di provenienza subacquea, verosimilmente appartenenti al cosiddetto “Relitto dei vetri o delle saliere”, forse facenti parte di un relitto rintracciato “ufficialmente” a metà febbraio 2000 alla profondità di 54 metri, su fondale sabbioso, a circa 1,5-2 miglia dalla costa. Come si legge nella letteratura scientifica del periodo, a detta dei carabinieri sommozzatori che si occuparono illo tempore della ricognizione, sul luogo vi era qualche botte o barile integri ma coperti di incrostazioni, non si vedevano tracce di opera viva o morta dell’imbarcazione, e si trovavano in quantità frammenti di piccole lastre di vetro che spuntano dalla sabbia. In loco è stato trovato un bicchiere di vetro trasparente integro di 17,2 cm di altezza, l’unico di cui si è avuta certezza del contesto, che dalla riproduzione grafica effettuata al momento del ritrovamento, risulta similare ad alcuni dei bicchieri facenti parte della consegna.

Anche i sopra indicati materiali sono stati consegnati dal Sindaco, tramite la direzione museale, ai fini della loro custodia e della tenuta a disposizione, alla Soprintendenza Archeologica per le province di Cagliari e Oristano. Questa mattina al Museo Archeologico si è svolto il sopralluogo dei carabinieri del Nucleo di tutela del Patrimonio Culturale

Elisabetta Valtan

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