Villasimius

Published on Dicembre 16th, 2017 | by Redazione

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VILLASIMIUS, Il violinista Gianmaria Melis orgoglio simiese

Gianmaria Melis, primo violino solista del Teatro Lirico di Cagliari, eccellenza nel campo della musica che dona un importante valore aggiunto al nome di Villasimius. Classe 1980, padre villasimiese e madre campana, il Maestro Melis ricopre il prestigioso incarico dal 2009, a coronamento di un percorso ricco di riconoscimenti e soddisfazioni.

 

A partire dal diploma con il massimo dei voti al Conservatorio “G.B. Da Palestrina”di Cagliari, al premio nazionale per violinisti Città di Vittorio Veneto, ai vari premi  internazionali, alle collaborazioni con le più note orchestre, quali la Sinfonica della RAI, la Filarmonica di Parma, la Sinfonica Siciliana e tante altre ancora. Ha collaborato coi più rappresentativi direttori della scena internazionale, esibendosi nelle più importanti sale in Europa e negli Stati Uniti, e con artisti del calibro di Sergej Krilov, Hans Jorg Schellenberg, Klaidi Sahatci. È anche violinista dei Novafinic Quartet, formazione che propone un repertorio contemporaneo di ispirazione piazzolliana e jazz

Maestro Melis, quando è cominciato il suo rapporto con la musica, in particolare con il violino, e come si è concretizzato?

Sono cresciuto in una famiglia dove la musica era sempre presente, ultimo di quattro fratelli tutti studenti del Conservatorio, nei primi anni della mia vita sono stato circondato da strumenti e suoni. É stato quindi naturale voler cominciare lo studio di uno strumento, cosa che é stata possibile soprattutto grazie al supporto e all’ amore dei mie genitori, che sono stati fondamentali in ogni momento della mia carriera e continuano ad esserlo tutt’ora. Avevo sei anni quando, passando di fronte alla vetrina di un negozio di strumenti musicali, con il dito indicai un violino e dissi a mio padre “babbo me lo compri?” Da quel momento io e il violino non ci siamo mai più separati. Cominciai lo studio del violino immediatamente grazie a mio padre, che mi portò da un Maestro per ricevere le mie prime lezioni.

Il suo percorso artistico…

All’età di undici anni entrai al Conservatorio di Cagliari dove mi diplomai sette anni dopo con il massimo dei voti; nello stesso anno vinsi il secondo premio alla rassegna Nazionale Studenti di Vittorio Veneto, un concorso molto importante per noi violinisti. Successivamente vinsi l’audizione con relative borse di studio per entrare a far parte dell’Orchestra Giovanile Italiana, della quale fui il Primo Violino per due anni. Furono due anni importantissimi per la mia formazione, arrivarono le prime tourneè europee con i migliori direttori d’orchestra del panorama mondiale e, grazie alle borse di studio, potei pagarmi i corsi di perfezionamento con dei docenti di fama internazionale. Terminata la mia formazione, vinsi diversi concorsi per professore d’orchestra, a Bolzano, a Parma  e a Cagliari, e poi numerose audizioni che mi hanno portato a collaborare con molti Teatri Italiani ed esteri. Mi sono esibito in Svizzera, Germania, Austria, Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Romania, Ungheria, Inghilterra, Stati Uniti. Dal 2009 ricopro, dopo aver vinto tre audizioni consecutive, il ruolo di Primo Violino Solista della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari: un lavoro che amo in un teatro meraviglioso.

Quali sono i suoi progetti futuri e le sue aspettative?

Attualmente ho appena terminato il mio ultimo disco, in duo con il pianista Giuseppe Gullotta, interamente dedicato alle composizioni di Astor Piazzolla, celebre compositore argentino che ha fuso sapientemente Tango, musica classica e Jazz. Sono grato e mi sento profondamente privilegiato, sapendo che posso vivere facendo musica; é un grande fortuna poter vivere di ciò che ci piace. Mi piacerebbe che la musica potesse far parte come materia di studio della vita di tutti, non necessariamente come professione, ma come arricchimento dello spirito. Mi auguro che in Italia si faccia qualcosa in proposito, specialmente per i più piccoli. Credo che l’educazione musicale, quando é fatta bene, possa essere di enorme aiuto allo sviluppo piscofisico delle persone, e ciò possa aiutare a creare una società educata alla bellezza, cosa che purtroppo, ai giorni nostri, riscontro con sempre meno frequenza.

Elisabetta Valtan

(ilsarrabus.news)

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