Il mare di Villasimius è una fonte inesauribile di informazioni VILLASIMIUS, I segreti del relitto della nave affondata nel XV secolo vicino all’Isola dei Cavoli – IlSarrabus.news

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Published on Novembre 16th, 2017 | by Redazione

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VILLASIMIUS, I segreti del relitto della nave affondata nel XV secolo vicino all’Isola dei Cavoli

Il mare di Villasimius è una fonte inesauribile di informazioni utili alla ricostruzione della storia dei traffici navali nel Mediterraneo dal periodo Romano all’età  moderna. Di particolare interesse il relitto di una nave  proveniente dalle Baleari e diretta probabilmente verso la Sicilia, affondata nel XV secolo al largo dell’Isola dei Cavoli mentre doppiava il Capo Carbonara. L’identificazione del relitto è complessa a causa della scarsità dei resti rinvenuti.

 

 

 

Dopo le prime indagini archeologiche e geomorfologiche del 1987, gli scavi hanno raggiunto una dimensione internazionale sotto l’egida della Soprintendenza di Cagliari e grazie  al lavoro congiunto dell’università di Cagliari e di quella di Saragozza che, dal 1989 al  1991, hanno approfondito le indagini, sono stati acquisiti importanti elementi per la datazione del relitto. Si pensa comunque che la nave fosse diretta a Palermo e trasportasse un triplice carico: armi,  materiali ceramici e stoffe ( la presenza di queste ultime è documentata dalla presenza di un sigillo maiorchino).

Nel carico era presente un notevole quantitativo di artiglieria e proprio i pezzi di quest’ultima hanno fatto sorgere la questione: si trattava dell’armamento della nave o si trattava di un trasporto?  I pezzi, una ventina circa quelli rinvenuti, erano per lo più  del tipo “bombarda” , tipologia caduta in disuso nel XVI secolo per la sostituzione con armi più sicure ed efficaci.   Costituita da due pezzi, il mascolo ed il cannone, la bombarda era armata con munizioni di pietra e di ferro, presenti in varie dimensioni nel carico. Tenendo presente Il periodo propizio per questo genere di traffici, è stato ipotizzato che si trattasse di un carico per le truppe Aragonesi stanziate in Sicilia, anche se il quantitativo delle munizioni recuperate appare insufficiente e potrebbe altresì far pensare all’armamento   della nave.

La nave trasportava anche materiale ceramico, costituito da stoviglie quali piatti, bicchieri e scodelle, nonché da azulejos prodotti nelle officine di Manises, piastrelline in ceramica smaltata utilizzati di solito nella decorazione architettonica. Gli azulejos rinvenuti  sono quadrati  (16×16 cm.), decorati di blu su bianco. Accanto ad essi sono state rinvenute losetas ugualmente quadrate (10×10 cm.), decorate anch’esse di blu su bianco con il tradizionale motivo islamico della rosa dei venti.

Vi sono poi altri pezzi di dimensioni variabili necessari all’alternanza con le losetas. La presenza nel carico della nave di un numero importante di azulejos con lo stemma araldico  è indicativa della funzione degli stessi: considerando, infatti, che accanto ad essi è stato rinvenuto materiale comune per l’edilizia, si trattava probabilmente  di un carico destinato alla decorazione di un palazzo nobiliare. Lo stemma riportato sugli azulejos, costituito da tre artigli alati, permette di risalire al committente, la nobile famiglia dei Beccadelli, famiglia in quell’epoca al servizio dei sovrani Aragonesi.

Al carico del relitto del XV secolo è dedicata una sala del Museo Archeologico di Villasimius, dove sono esposte le bombarde restaurate e le loro munizioni in pietra e ferro, armi bianche come spade e lance e materiale ceramico, fra cui i preziosi azulejos.

Elisabetta Valtan

(ilsarrabus.news)

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