Villaputzu punta sulla collaborazione con l’Università di Cagliari per contrastare il calo della popolazione: tra il 2020 e il 2025 il Comune ha perso 187 residenti. La nuova amministrazione ha inserito la questione al centro delle linee programmatiche 2026-2031, collegando il futuro del paese alla possibilità di offrire condizioni migliori per abitare, lavorare e avviare un’attività. Il confronto con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura dell’Ateneo servirà a definire un piano urbanistico e socio-economico di lungo periodo, superando gli interventi isolati. Durante la presentazione in Consiglio comunale, il sindaco Pierpaolo Piu ha indicato nel contrasto alla perdita di abitanti il criterio con cui valutare i risultati del mandato: “Possiamo realizzare opere e ottenere finanziamenti, ma nel 2031 dovremo porci una domanda semplice: abbiamo creato qualche ragione in più per vivere, lavorare, investire e costruire una famiglia a Villaputzu? Se non saremo riusciti almeno a contrastare quella tendenza, ciò che avremo fatto non sarà bastato”.
La strategia concordata con l’Ateneo comprende il recupero degli spazi pubblici, la valorizzazione turistica e ambientale della costa di Porto Corallo e della foce del Flumendosa, il rafforzamento dei servizi alla persona e la soluzione delle criticità nei collegamenti. Tra le priorità figurano il Centro Diurno, le strutture per anziani e il ripristino del Ponte di Ferro. L’amministrazione intende definire prima gli obiettivi e i progetti, per poi individuare i finanziamenti regionali ed europei utili a realizzarli. Il percorso punta anche a frenare la partenza dei giovani, mettendo in relazione la qualità degli spazi, l’accessibilità dei servizi e le opportunità economiche. Piu ha associato il dato demografico alle difficoltà delle famiglie e delle attività locali e alla maggiore complessità di mantenere i servizi quando diminuisce il numero degli abitanti. Le opere e le risorse ottenute, secondo l’impostazione illustrata dal sindaco, dovranno quindi essere valutate anche per la loro capacità di rendere il paese più attrattivo.
Marco Meloni, consigliere comunale di maggioranza, ha richiamato il legame tra urbanistica e contrasto allo spopolamento: “La riduzione dei volumi edificabili disponibili per i cittadini nel centro abitato rischia di favorire lo spopolamento. La capacità di un territorio di mantenere e attrarre residenti è strettamente legata alla sua qualità urbanistica. Case vuote, meno servizi e meno illuminazione alimentano un circolo vizioso”. (ilsarrabus.news)







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