STORIA, Costa Rei, ecco come nacque
I giovani Guido van Alphen e Marcel Stoffelen, originari della zona di Aversa in Belgio, avevano progettato di realizzare nel sud dell’Isola ciò che Karim Aga Khan stava realizzando in Gallura dopo aver acquistato 1800 ettari di terra. Figli di una generazione che aveva colonizzato il Congo ed era stata poi costretta a fuggire con l’indipendenza del paese africano, portandosi dietro il mal d’Africa, cercavano luoghi selvaggi dove investire e l’idea di trovare aree a prezzi concorrenziali come quelle che aveva trovato l’Aga Khan li stimolava. Era stato il padre di Van Alphen, agente immobiliare, a suggerire di cercare in Sardegna, perché in quel periodo era una regione che poteva offrire buone opportunità di investimento. Trovarono quello che cercarono in quella che oggi si chiama Costa rei, 80 ettari di terreni utilizzati a pascolo per capre e buoi sino a Capo Ferrato, il costo era di 200 lire al metro quadro. Trovato l’accordo con i proprietari i giovani imprenditori iniziarono una massiccia campagna pubblicitaria sui giornali belgi che suscitò subito molto interesse: tanti ex coloni rientrati in patria dal Congo avevano soldi da investire o volevano tornare al sole e Costa Rei sembrava il posto perfetto. In Belgio Van Alphen trovò due soci: Eddy Schillemans e Frans Verhoeven, che voleva trasferirsi in Sardegna e ripartire da zero con un villaggio turistico al caldo del Sud. Costituirono la “Costa Rei spa“. Schillemans iniziò a costruire un albergo, van Alphen e Verhoeven si dedicarono a un’operazione immobiliare che prevedeva la costruzione di un villaggio con decine di ville. Prima dell’estate del 1965 erano pronti l’albergo con un ristorante, alcune villette del villaggio, un bar-negozio e una piscina con acqua di mare. Cominciarono ad arrivare i primi acquirenti. Ma le cose stavano per prendere una brutta piega: Schillemans attendeva un contributo della Regione, che in quegli anni distribuiva i primi finanziamenti per favorire il turismo, ma i soldi non arrivarono, i rapporti con Verhoeven si guastarono, Stoffelen si mise per conto proprio. La situazione si complicò enormemente con la legge “Ponte” sulle lottizzazioni balneari. Il Comune di Muravera non poteva fornire le concessioni edilizie perché non esisteva alcun piano di lottizzazione per Costa Rei, quindi non si potevano vendere i lotti e non si potevano pagare i vecchi proprietari. Iniziò il tracollo che si concluse con il fallimento dell’iniziativa immobiliare. Ma ormai Costa Rei era nata e negli anni a seguire è diventata una delle mete turistiche più importanti della costa sud orientale della Sardegna.
EMANUELA LOCCI (Università di Torino)
(ilsarrabus.news)
