San Vito

Published on Agosto 31st, 2021 | by Redazione

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SAN VITO, La famiglia di Sandro Casula: “Grazie a tutti per esserci stati vicini, ecco la nostra storia”

Ciao Sandro, come tu saprai qui ha avuto inizio la nostra storia di vita. Ti ho conosciuto per caso perché una nostra amica in comune mi aveva invitato al compleanno del suo orsacchiotto come lo chiamavo io (c’è anche in questa foto) che con gli anni è diventato anche nostro compare. Io avevo appena 17 anni, tu 24. Eravamo belli, giovani e spensierati, due caratteri molto simili. Abbiamo iniziato a programmare la nostra vita e dopo cinque anni ci siamo sposati. Abbiamo iniziato a seguire l’attività che ci avevano ceduto i tuoi genitori. Quanto lavoro: abbiamo lavorato tanto, ma tanto. La nostra attività è andata a gonfie vele, grazie anche a tutte le persone che ci hanno voluto bene. Grazie a loro abbiamo creato un piccolo patrimonio: ci siamo finiti la casa, acquistato dei giardini che riuscivamo a seguire con tanti sacrifici. Tu mi prendevi sempre in giro scherzosamente perché avevo imparato ad usare il decespugliatore e mi dicevi che ero peggio di un maschio.
Con gli anni sono nati i nostri due adorati figli, Stefano e Alberto. Che gioia. Io che non vedevo l’ora di diventare mamma e tu che mi dicevi “c’è tempo adesso siamo giovani e ci dobbiamo divertire”. Ma a me del divertimento non importava. Che gioia quando sono nati. Abbiamo fatto tanti sacrifici per cercare di non far mancare loro niente nel nostro piccolo.
Tu eri super orgoglioso di loro. Io li ho sempre amati più della mia vita. Abbiamo avuto anche dei momenti di crisi penso che sia normale in tutte le coppie: abbiamo superato anche questi, tra mille difficoltà. Poi sono mancate con gli anni le due colonne portanti della tua famiglia, prima tuo padre, poi dopo un paio d’anni tua mamma. Quanto hai sofferto anche per questo. Poi ci ha lasciato anche il mio papà, dopo tante sofferenze. Tu lo chiamavi angelo perché era un uomo che non si lamentava mai.
Poi con gli anni l’attività non andava più e dopo un po’ di tempo abbiamo dovuto chiudere con tanto rammarico. Ma non ci siamo arresi. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo iniziato a fare le stagioni. Io facevo la cameriera ai piani per Giorgio Fanni, una persona umana e splendida come tutta la sua famiglia e tutti i suoi fratelli che mi hanno aiutato per più di 10 anni.
D’estate la stagione in inverno ti aiutavo a lavorare le arance e mandarini nei nostri giardini. Hai fatto il portiere notturno anche se per pochi mesi. Poi sei riuscito ad entrare come cuoco e macellaio al pullman Timi Ama. Questo posto ti ha stregato da subito. Quando uscivi per andare al lavoro eri raggiante dalla gioia, avevi trovato la tua seconda famiglia. Non vedevi l’ora di rientrare a casa per poterci raccontare la tua giornata lavorativa. Mi raccontavi di tutti quei ragazzi che ti circondavano, ne parlavi con tanto entusiasmo e affetto. Conoscevo i loro nomi uno per uno. Persino i nostri figli ti prendevano in giro scherzosamente perché parlano in continuazione di loro del grande chef Joel di Momo, il grande manager come lo chiamavi tu, per non parlare della favoloso Patrice Rainces, direttore generale del Timi Ama, persone che ti hanno rubato all’anima.
Ti hanno dato l’opportunità di farti anche la stagione in Francia per tre stagioni invernali. Quanti sacrifici e lavoro ho dovuto affrontare da sola in questi periodi, Dio solo sa. Poi sono riuscita a convincerti che così non si poteva andare avanti. Mi stavi chiedendo troppo non potevo continuare da sola seguire tutti i giardini. Sono susseguiti un po’ di mesi di difficoltà economiche, visto che nessuno dei dei due lavorava e con le arance non c’era più mercato. Siamo comunque riusciti a superarle anche questo periodo. Poi sei riuscito a trovare lavoro nella ditta Stocchino Carni: hai avuto la fortuna anche qui di conoscere delle bellissime persone, in primis il signor Bruno Stochino in persona che veneravi come un dio sceso sulla terra. Per non parlare del grande Gianni Latte, Valentino, Alessio, Giambattista e Gigi e tanti altri che mi scuso con loro se non li nomino tutti. Poi hai deciso di tornare al Timi Ama, visto che nell’azienda dove lavoravi non ti potevano garantire il lavoro per tutta la settimana. Li hai salutati tutti con la promessa che dopo l’estate saresti tornato a lavorare con loro. Sei ripartito con il Timi Ama. Grande gioia per te, nonostante la stanchezza Non vedevi l’ora di tornare al lavoro. Quasi quasi ti dava fastidio quando la domenica avevi il giorno di riposo e non vedevi i tuoi amici. Ero sempre preoccupata per i contributi perché non vedevi l’ora di andare in pensione. Non per riposarti ma per poter seguire i nostri giardini come dicevi tu. Contributi ne hai tanti perché eri un grande lavoratore. Quanti sacrifici hai fatto.
Poi un giorno, al rientro dal lavoro, succede il finimondo. Una cosa che non mi sarei mai aspettata. Mentre torni a casa, un brutto incidente. Potevi rompersi un braccio, la gamba? No, troppo semplice. Non scorderò mai la vista dei carabinieri davanti a casa nostra con al fianco mio fratello. Ho perso 20 anni della mia vita. Che triste notizia mi hanno dato. Non riuscivo neanche a parlare talmente erano emozionati. Il nostro Sandro non è più tra noi. Dio dov’eri quando potevi dare una mano al mio Sandro? Non posso credere che tutto questo sia successo a noi. Non si può accettare una tragedia del genere, tu che avevi una parola di conforto per tutti, una battuta sempre pronta per farla sorridere tutti, tu che hai fatto tanti sacrifici per non fare mancare nulla alla nostra famiglia. Ci adoravi. Adoravi i tuoi figli e ne eri molto orgoglioso. Non può finire così e invece sì, cala il sipario.
Mi auguro solo che tu non abbia avuto modo neanche per un istante di ciò che ti stava succedendo. Non meritavi questo crudele destino. Non immagini quanto rammarico e quante lacrime sono state versate per te. Tutti sotto choc. Quanta gente ha partecipato al tuo funerale, una marea, quanti fiori quante belle parole sono state spese per te, le meritavi tutte, ci hai spiazzato. Game over, come avresti detto tu. E adesso? Da dove cominciamo? Mi auguro che tu ci possa dare la forza insieme al nostro Dio di affrontare tutto questo, la forza di andare avanti perché ce n’è davvero bisogno. Mi auguro che almeno adesso tu possa riposare in pace. Vogliamo ringraziare tutti gli amici, parenti e conoscenti che ci sono stati vicini. Grazie di cuore per tutti quello che avete fatto per Sandro e per la nostra famiglia. Un ringraziamento particolare ai Carabinieri della compagnia di San Vito della caserma di Castiadas che ci hanno sostenuto e guidato in questo doloroso e triste episodio.
Ricordati sempre che ti amiamo e ti vogliamo bene. Riposa in pace, grande guerriero.
Nel dirvi questo vi invito tutti a partecipare alla Messa del trigesimo che si terrà lunedì 20 settembre nella parrocchia San Vito Martire alle ore 19.
Grazie di cuore a tutti.
Cristina, Stefano e Alberto
(ilsarrabus.news)

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