SAN VITO, La chiesetta di San Lussorio, la sua storia, i suoi segreti
Fra i Santi martiri della Sardegna si annovera San Lussorio, che subì il martirio probabilmente nel 304 durante una delle persecuzioni di Diocleziano nell’antica città romana di Forum Traiani (Fordongianus). Luxorius, apparitor del praeses della Sardegna Delphius, entrò in contatto con le Sacre Scritture, le quali colpirono la sua sensibilità fino a spingerlo a convertirsi alla religione cristiana, rinnegando in tal modo gli dei venerati dai Romani.
Luxorius fu condotto davanti al tribunale romano e dopo aver appurato che nemmeno i peggiori tormenti avrebbero potuto farlo allontanare dalla fede cristiana fu condannato a morte per decapitazione.
«(H)ic effusus est sangu(is) beatissimi martyrisLuxuri. Celebraturnatale eius XII c(a)l(enda)s S(e)p(tem)b(re)srenobatu(r) sup temporibus Helia(e) ep(is)c(o)p(i)»
Questa è l’iscrizione latina risalente al VI secolo che attesta l’esistenza storica del martire Lussorio ritrovata fuori dal centro abitato di Fordongianus.
Durante l’Alto Medioevo il culto del Santo di diffuse in tutta l’Isola; la comunità di San Vito è testimone della venerazione del martire nel Sarrabus, infatti nel centro abitato del paese è ubicata una chiesetta dedicata al culto di San Lussorio.
Attualmente l’edificio religioso risulta essere inglobato nel rione di Orrea; la tradizione orale del paese, non documentata da fonti scritte, cita la chiesa come la parrocchia dell’antica villa di Cortinia o addirittura come antica chiesa parrocchiale della villa di Orrea, sostituita in seguito dall’attuale parrocchia.
La chiesa, il cui primo impianto pare risalire al XII secolo, presenta un prospetto piuttosto semplice; nella facciata è visibile un portale d’accesso centrale al di sopra del quale si innalza il campanile a vela, mentre ai lati del portale sono presenti due contrafforti. Osservando la facciata è possibile scorgere la conformazione del tetto della chiesa composto da due falde a spioventi. Sul lato destro è presente un loggiato, realizzato in un periodo successivo rispetto alla costruzione dell’edificio religioso.
Entrando nel cuore della chiesa si consta la presenza di una sola navata in fondo alla quale si colloca il presbiterio di base quadrata sormontato da una volta a botte.
L’area dedicata ai fedeli è divisa dal presbiterio da un arco trionfale in pietra con volta a botte.
La navata è sormontata da una copertura composta dal tipico incannucciato locale e da imponenti capriate lignee decorate con pitture aventi motivi floreali e geometrici; questo tipo di decorazione pittorica posta sulle capriate è molto rara in Sardegna, una simile ornamentazione è presente nella chiesa intitolata a Santa Maria Maddalena vicino a Oristano, ove, secondo la tradizione, furono seppelliti i Giudici di Arborea.
Angelica Porcu
(ilsarrabus.news)
