MURAVERA, Il Tar respinge il ricorso degli ex gestori del camping Le Dune. Il Comune: “Riconsegnate le chiavi”
Il Tar Sardegna ha respinto i due ricorsi della Coosreyturs, la società che gestiva il campeggio comunale Le Dune di Muravera, ritenendo legittimi i provvedimenti adottati dal Comune in seguito ai quali la società avrebbe dovuto sgomberare le casette ritenute abusive (cosa mai avvenuta) e riconsegnare le chiavi della struttura. Ne dà notizia l’edizione odierna del quotidiano L’Unione Sarda. Per quanto riguarda le case mobili, il Tar ha evidenziato che «la documentazione fotografica prodotta in giudizio evidenzia che si tratta di opere che non possono ritenersi precarie ma, al contrario, risultano stabilmente installate nell’area del campeggio sicché, come tali, necessitavano di titolo edilizio». Inoltre «le case mobili risultano posizionate nel campeggio “Le Dune” ininterrottamente da oltre dieci anni (come ammesso dallo stesso legale rappresentante), sicché non può dirsi che si tratta di opere destinate a soddisfare esigenze meramente temporanee». Tra le altre cose, «le autorizzazioni ottenute in passato dal campeggio nel suo complesso non sono sufficienti a escludere la necessità del previo rilascio dell’autorizzazione paesaggistica per l’installazione delle case mobili tenuto conto del vincolo insistente sull’area».
I magistrati hanno giudicato corretta anche la decisione del Comune di annullare in autotutela la gara del 2019 che assegnava la gestione sempre alla Cooreyturs. «La valutazione operata dal Comune circa la totale inaffidabilità e la mancanza d’integrità del ricorrente non può ritenersi irragionevole», hanno argomentato i giudici amministrativi, secondo i quali gli ex gestori avrebbero «violato rilevanti disposizioni edilizie e paesaggistiche ed è venuta meno agli obblighi di correttezza e buona fede che l’avrebbero dovuta indurre a chiedere preventivamente l’autorizzazione per l’installazione delle case mobili al Comune».
Ora il Comune con un’ordinanza ha dato sette giorni di tempo alla Cooreyturs (che potrebbe però ricorrere al Consiglio di Stato) per la riconsegna delle chiavi.
Quella che si è trasformata in un’autentica odissea per il campeggio comunale di Muravera, è iniziata nell’aprile del 2021, quando la Guardia di Finanza, su disposizione del giudice delle indagini preliminari Manuela Anzani, sequestrò 136 casette mobili interne al mini-villaggio turistico, strutture, secondo gli inquirenti, prive di qualsiasi autorizzazione, via libera, tra le altre cose, impossibile da ottenere in quanto sorgono su un sito considerato Zona Speciale di Conservazione in quanto habitat naturale di fenicotteri.
Le casette, inoltre, non sarebbero state del tutto amovibili, come prescritto dalle norme vigenti, che impongono l’obbligo di smantellamento al termine della stagione turistica.
Un avviso di garanzia, emesso dal pubblico ministero Giangiacomo Pilia, fu notificato dall’amministratore della Cooreytours, Giampaolo Aresu, cooperativa che dal 1999 ha in locazione le aree comunali su cui sorge il campeggio. L’accusa è quella di lottizzazione abusiva in area sottoposta a vincolo paesaggistico e e abusi previsti da Testo Unico Ambientale di cui al D.Lgs. 152/2006. (ilsarrabus.news)
