Muravera

Published on Febbraio 23rd, 2021 | by Redazione

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MURAVERA, Centro neuropsichiatria infantile, Comandini (Pd): “Assistenza inadeguata”

Il centro di neuropsichiatria infantile di Muravera da oltre un anno non può garantire l’assistenza a chi, purtroppo, necessita di cure e attenzioni “speciali”, in quanto mancano diverse figure professionali iniziando dallo stesso neuropsichiatra, ma è assente anche lo psicologo, il logopedista e i terapisti. Lo denuncia il consigliere regionale Piero Comandini (Partito Democratico), primo firmatario di un’interrogazione in merito all’assessore regionale alla Sanità.
“La carenza generale di una sanità territoriale ben organizzata sta di fatto riducendo la qualità e la quantità dell’assistenza nei territori periferici che da tempo stanno già pagando un prezzo molto alto in termini di depotenziamento dei servizi – ha spiegato l’esponente dem – Il Distretto sanitario del Sarrabus-Gerrei comprende 10 Comuni e garantisce l’assistenza con diverse strutture dislocate nel territorio, tra i quali il Centro di Neuropsichiatria infantile di Muravera, che dovrebbe essere il punto di riferimento per tutti i comuni del distretto ma purtroppo già da diverso tempo il servizio non garantisce né quantità né tantomeno qualità, ma solo disagi ai cittadini, oltre alle lunghe liste d’attesa, i pazienti si ritrovano spesso costretti a rivolgersi alle strutture private, con un dispendio economico non alla portata di tutti, e di tempo ma soprattutto, dovendosi recare a Cagliari, si ritrovano a percorrere molti chilometri di curve in strade che spesso non garantiscono la sicurezza stradale”.
“Oggi più che mai, in tempo di pandemia, garantire l’assistenza socio sanitaria in zone dove gli spostamenti risultano difficili è ancora più importante – ha aggiunto Comandini – anche perché tutelare la salute dei cittadini è una delle attività fondamentali essendo un servizio pubblico al servizio della collettività, per cui deve avere una distribuzione omogenea e ben organizzata su tutto il territorio regionale, garantendo accessibilità a tutti e in qualsiasi momento”.
“Ferme restando – si legge ancora nell’interrogazione di Comandini – le esigenze organizzative necessarie alla riorganizzazione del centro e alla sostituzione degli specialisti, è fuor di dubbio che tale situazione non può costituire elemento limitante del diritto alla salute, il servizio sanitario tramite le altre strutture sanitarie, deve garantire, essendo un servizio pubblico, continuità e accessibilità e un servizio idoneo a tutelare la salute dei cittadini tutti, il mal funzionamento dei propri presidi sanitari da parte della regione è indubbiamente una negazione del diritto fondamentale alla salute”. (ilsarrabus.news)

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