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Muravera

Published on Novembre 14th, 2020 | by Redazione

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MURAVERA, Appalti e rifiuti smaltiti illecitamente, l’inchiesta non si ferma

Non si ferma, anzi promette sviluppi clamorosi l’inchiesta che nei giorni scorsi ha portato alla luce irregolarità e illeciti nella gestione dell’appalto sulla pulizia delle strade a Muravera e nella scoperta dello smaltimento illegale di 1500 tonnellate di rifiuti, oltre che di fatturato di costi non riconducibili al capitolato. Il Gip del Tribunale di Cagliari ha infatti proceduto all’interrogatorio dei due indagati, denunciati a piede libero, Tiziana Seu e Andrea Farci, titolari della società La Roccia s.r.l.

 

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Luca Forteleoni e condotta dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Muravera comandata da Leonardo Di Blasi con la collaborazione dei “rangers” del Corpo Forestale, potrebbe portare a svolte che potrebbero mette in evidenza le resposabilità di altre persone. Chi doveva controllare l’operato che aveva in essere un contratto d’appalto con il Comune di Muravera? E, mancato controllo a parte, ci sono altre responsabilità. Tutti elementi che magistrati ed investigatori stanno cercando di appurare con precisione.

Per ora i due indagati rimangono Andrea Farci e Tiziana Seu titolari della società che curava la pulizia strade del comune sarrabese, assistiti dall’avvocato Giandomenico Sabiu. Un contratto che l’amministrazione comunale di Muravera, in seguito alle iregolarità rilevate dagli uomini della Guardia di Finanza, ha già provveduto a fare in mille pezzi. Il Gip del Tribunale di Cagliari, Lucia Perra, nel frattempo ha provveduto a far eseguire un sequestro di beni riconducibili all’azienda La Roccia s.r.l. specializzata in  pulizia e stoccaggio rifiuti: i sigili sono stati apposti a beni e immobili per complessivi 214mila euro. Scattata anche la sospensione per sei mesi di Farci e Seu dall’esercizio dell’attività d’impresa in modo tale da consentire agli investigatori di completare le indagini.

Preoccupa, in modo particolare, per le conseguenze sull’ambiente l’illecito smaltimento dei rifiuti, circa 1500 tonnellate, consistenti in materiale edilizio  (provenienti da demolizioni), pneumatici e batterie di auto, insomma una vera e propria bomba ecologica. La discarica abusiva (anch’essa sequestrata) si trova alla periferia sud di Muravera. Le indagini della Guardia di Finanza sono partite dopo alcuni controlli relativi al lavoro sommerso: dall’esame della documentazione contabile, è stata notata la circostanza che la società, nel corpo delle fatture presentate al Comune per la prestazione della pulizia delle strade cittadine, aveva inserito costi inerenti la manutenzione e l’impiego di tre macchinari, i quali non erano mai stati nella disponibilità del parco logistico dell’azienda. Le indagini sono poi proseguite sul fronte dell’illecito smaltimento dei rifiuti. Ora si attendono sviluppi che potrebbero avere del clamoroso e potrebbero portare al coinvolgimento di altre persone.

(ilsarrabus.news)

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