Villasimius

Published on Luglio 15th, 2023 | by Redazione

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L’INTERVISTA, Roberta Bruzzone, criminologa, rockstar e con Villasimius nel cuore

Lei è una famosa criminologa e questa sera si esibirà a Villasimius in piazza Margherita Hack alle 21 nella seconda edizione del Bikernight, un evento che unisce la passione per le moto e il fascino del rock. In questa insolita veste di rockstar, Roberta Bruzzone si prepara a stupire il pubblico di Villasimius con la sua band, i Rock Riders, in una serata che promette di essere indimenticabile.
Iniziamo col parlare dell’inaspettato legame tra criminologia e rock. Questi due mondi apparentemente distanti, come si sono uniti nella sua vita?
Sebbene possano sembrare due ambiti completamente diversi, il passaggio tra la criminologia e il rock è veicolato dalla mia grande passione per le moto. Sono una motociclista da sempre e ho notato una profonda affinità tra il mondo delle moto, in particolare le Harley Davidson, e il rock. Entrambi incarnano un’anima ribelle, una voglia di libertà e di avventura che mi ha sempre affascinata. Ho cercato di coniugare la mia passione per la musica rock con la mia attività criminologica, e così è nato l’evento di questa sera, arrivato alla seconda edizione.
La sua passione per la musica sembra radicata nel tempo. Da cosa nasce il suo amore per il rock?
La mia passione per il rock è datata. L’ho amato il rock, soprattutto quello “old style”. Con la mia band abbiamo deciso di ripercorrere il repertorio dei brani che erano molto in voga quando eravamo più giovani. È stato un modo per rivivere quegli anni e per trasmettere al pubblico l’energia e l’emozione che quei brani ci hanno sempre regalato.
Come si sente nel passare da un ruolo di criminologa a quello di cantante rock? Il pubblico sembra apprezzare entrambi i suoi talenti?
Mi sento completamente a mio agio in entrambi i ruoli. Sono sempre io, con la stessa energia e la stessa voglia di fare bene. Sorprendentemente, il pubblico reagisce molto positivamente e mi trova credibile anche nella veste di cantante. Non fa fatica a cambiare prospettiva nell’osservarmi. Penso che questo sia dovuto al fatto che entrambe le sfere, criminologia e rock, richiedono passione, determinazione e una buona dose di carisma. Ecco perché credo che il pubblico possa apprezzare entrambi i lati di me.
Com’è nata la sua band? Chi è stato il motore principale di questa avventura?
L’idea di creare la band è stata di mio marito, Massimo Marino, alto funzionario della Questura di Cagliari, appassionato musicista e amante delle motociclette, non per niente è componente dei Legionaires nei quali ricopre il ruolo prospect di primo livello. Suona benissimo il pianoforte e la chitarra. È stato determinante nella decisione di iniziare questa attività. Tra di noi, è lui il vero motore principale. Inizialmente, la band rappresentava per noi un modo per staccare dalle nostre attività principali, per rifocillarci di energia positiva e immergerci in qualcosa di bello, considerando il lavoro che facciamo entrambi. Ma col tempo, la band è diventata qualcosa di più strutturato e ora suoniamo a un buon livello.
La sua relazione con la Sardegna. Cosa rappresenta per lei questa terra e come influisce sulla sua musica?
La Sardegna è una terra che amo moltissimo. Ho persino comprato una casa a Villasimius e conto di viverci sempre di più. È una zona meno modaiola dell’isola, ma offre un ambiente stupendo e un’autenticità che mi affascina. La Sardegna ha una bellezza selvaggia e incontaminata che mi ispira profondamente. Questo si riflette anche nella nostra musica, che cerca di catturare l’anima libera e selvaggia dell’isola. (ilsarrabus.news)

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