Apertis Verbis

Published on Gennaio 11th, 2019 | by Redazione

1

L’INTERVENTO. La salvezza per l’ospedale di Muravera? Un’alleanza fra pubblico e privato

Per l’ospedale di Muravera il destino è segnato? Niente affatto. Basterebbe ripetere (in piccolo) ciò che è stato fatto con il Mater Olbia. No, non è necessario scomodare esotici e danarosi emiri per il San Marcellino ma prevedere un investimento pubblico di non più di dieci milioni di euro e garantire non solo l’esistenza del San Marcellino ma solo l’implementazione e l’efficienza dei servizi offerti dalla struttura sarrabese.

 

Il Mater Olbia è nato in un’ottica turistica: la Gallura, non è un mistero è un polo d’attrazione di straordinaria importanza per il turismo internazionale e la presenza di strutture efficienti come il Mater e il Giovanni Paolo II è una garanzia di sicurezza per chi va a trascorrere le vacanze in quella zona.
Il Sarrabus, coi suoi due milioni e mezzo di turisti che si riversano nella zona ogni estate riempiendo alberghi, residences e seconde case, deve assolutamente poter offrire una struttura ospedaliera all’altezza, pena pesanti perdite per l’industria delle vacanze locale.

Questo gli imprenditori turistici che operano nella nostra zona lo sanno molto bene. La maggior parte dei nostri ospiti chiede servizi ospedalieri efficienti con particolare riferimento alla chirurgia.

Il San Marcellino è un ospedale efficientissimo per il quale non occorre spendere nemmeno un euro per migliorare le sue strutture e nelle quali potrebbero operare le migliori èquipes chirurgiche provenienti da Cagliari o costituire uno sbocco per tanti valenti professionisti che, una volta andati in pensione, vogliano continuare il loro lavoro.

Con l’ingresso dei privati, con un’alleanza pubblico-privat, l’ospedale potrebbe offrire quei servizi che attualmente i cittadini sarrabesi devono andare a cercare direttamente nel capoluogo. Pensiamo all’ortopedia, all’oculistica, all’otorino, al punto donna. Certo, pensare alla riapertura del punto nascita è utopia pura, visto che non ci sono i numeri previsti dalla legge ma in ogni caso i servizi offerti ai sarrabesi e ai turisti sarebbero qualitativamente elevati.

A proposito di turisti, che spesso chiedono di poter usufruire del servizio dialisi, questa terapia potrebbe essere effettuata in notturna per permettere a chi sta da noi per trascorrere le vacanze di godersele senza perdere nemmeno un giorno.  Anche l’oncologia, se potenziata, potrebbe permettere ai sarrabesi di evitare pesanti ed estenuanti trasferte a Cagliari.

L’ospedale, inoltre, potrebbe essere dotato di un reparto di lungodegenza adeguato come numero di posti letto, il che equivarebbe ad evitare trasferimenti in quel di Jerzu.

Tutto questo se, finalmente, si esce fuori dall’ottica, secondo me, perdente del pubblico come unico gestore dell’ospedale. Sono convinto che i privati interessati a scommettere sul San Marcellino sono tanti e un’eventuale gara per il suo affidamento lo dimostrerà sicuramente.

Se si seguirà la strada attuale il finale sarà quello che tutti temono e non vogliono: una magnifica scatola ma vuota.

Bonus Medicus

(ilsarrabus.news)

:
Condividi sui social e seguici:
error

Tags: , ,


About the Author



One Response to L’INTERVENTO. La salvezza per l’ospedale di Muravera? Un’alleanza fra pubblico e privato

  1. walter says:

    Immaginiamo che la struttura diventasse realmente pubbico-privata…. La gestione diverrebbe subito più risparmiosa… molti sprechi sarebbero eliminati a vantaggio di tutti, persino degli ipotetici azionisti che investendo nella sanità ne ricaverebbero utili economici. Il San Marcellino quotato in borsa, avrebbe tutto l’interesse a fornire prestazioni elevate a tutti i livelli reinvestendo nella teconologia e diventando un competitor sanitario vero senza assistenze a carico della collettività. In breve diventerebbe attrattivo applicando la meritocrazia per tutti gli operatori nonchè per la qualità delle prestazioni erogate. Le strutture attuali sono in ottime condizioni, si tratta solo di essere coraggiosi e creare le condizioni per una nuova rinascità che non trascuri la disabilità e le esigenze di una popolazione anziana anche bisognosa di lungodegenze, unitamente a un nuovo modo di concepire la sanità preventiva dove si applichino terapie geniche. Immaginate, che gli amministratori locali abbiano a cuore veramente il territorio, si tornerebbe a nascere “a casa” e non sarebbe necessario correre in città per trovare assistenze adeguate… Immaginate, che si venisse chiamati nominativamente a casa propria a fare degli screening preventivi sulle malattie più fraquenti ( disfunzioni renali, reumi, osteopatie, vista, etc) nonchè incomiciare a mappare il DNA dei cittadini… ci sarebbero solo vantaggi per tutti, sarebbe bello pensare che il San Marcellino diventi inclusivo per chi sta male e per chi sta bene contribuendo e migliorando all’educazione sanitaria di tutta la popolazione a partire dalle scuole primarie ed a seguire nelle superiori.
    Un San Marcellino che funzionasse come un centro di monitoraggio permanente per la telemedicina a distanza sulla popolazione, curve glicemiche, pressione, cardiopatie e tante altre cose fattibili con sensori corporei e uno smartfone… Sarebbero soldi ben spesi, ci sarebbe più occupazione e ovviamente una sanità più consapevole e meno costosa per tutti i cittadini, turisti compresi. Il Sarrabus News ci sta offrendo una ottima finestra di osservazione… Cosa ne pensate?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top ↑
  • Notizie più recenti

  • Seguici su Facebook

  • Commenti recenti

  • Archivi

  • Categorie