Apertis Verbis

Published on dicembre 3rd, 2018 | by Redazione

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L’INTERVENTO. Il medico? Scienza, coscienza e soprattutto tanta umanità

Oltre al medico c’è di più. Qualche giorno fa in visita domiciliare ai pazienti non ambulabili.

 

Zia Antonia, classe 1922, seduta su una sedia a rotelle per le sue gravi infermità, mi chiede se per cortesia le modifico sul telecomando la temperatura del climatizzatore. Due o tre volte all’anno questo faccio.

Zia Caterina, anziana signora piegata in due da una grave artrosi lombosacrale, con grande difficoltà sta cercando di cucinare due fettine di tacchino su un padellino. La faccio accomodare e proseguo io con la cottura. Dopodiché le servo in tavola il piatto ancora fumante.

Ravvivare la fiamma, smuovendo e riaccostando i tizzoni ormai quasi spenti nel caminetto di molti vecchietti è cosa che mi capita di frequente in questo periodo, come pure portare dentro tronchi e tronchetti pronti all’uso.

Sedermi ad ascoltare dalla loro voce tanti racconti della loro vita, è una delle cose più belle della mia professione. Avere il tempo di ascoltare questi anziani, aldilà di quella farmacologia, è la cura migliore che si possa immaginare.

Questi sono solo alcuni dei momenti della mia vita professionale e quando una signora di 96 anni mi chiese commossa perché facessi questo, le risposi altrettanto commosso che non avendo più mia madre la adottavo come tale.

Fabio Barbarossa

(ilsarrabus.news)

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