Apertis Verbis

Published on settembre 29th, 2018 | by Redazione

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L’INTERVENTO. I servizi del nostro ospedale? Non corrispondono alla normativa nazionale

A proposito dei Piccoli (per noi grandi) Ospedali. “Per i presidi classificati Ospedale di zona disagiata e di Pronto Soccorso si rileva la non coerenza con la configurazione prevista dal DM 70/205.”

 

Il ministero della Salute con queste parole comunica alla regione sardegna l’esito dell’istruttoria in merito alla ridefinizione degli ospedali di zona disagiata e di pronto soccorso a seguito della riorganizzazione della rete ospedaliera approvata dal Consiglio Regionale il 25 ottobre 2017.

(Il decreto ministeriale n.70 del 2 aprile 2015 definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e qualitativi relativi all’assistenza ospedaliera, con l’obiettivo principale di “specializzare” la rete ospedaliera regionale adeguando i posti letto ai reali fabbisogni.)

Il DM 70/2015 (9.2.1) recita “Può essere prevista la funzione di Pronto soccorso in presidi ospedalieri di aree disagiate (zone montane, isole) anche con un numero di abitanti di riferimento inferiore ad 80.000″ e un tempo di percorrenza maggiore di 1 ora al centro DEA di riferimento. (Ricordiamo che) nell’ospedale di Pronto Soccorso devono essere presenti le discipline di Medicina interna, Chirurgia generale, Anestesia, Ortopedia e Servizi di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità H/24 di Radiologia, Laboratorio, Emoteca…

Sempre il DM 70/2015 (9.2.2) stabilisce che le Regioni e le provincie autonome possono prevedere presidi ospedalieri di base per zone particolarmente disagiate, distanti più di 90 miniti dai centri hub o spoke di riferimento (60 minuti dai presidi di pronto soccorso).

Mi chiedo (e ci chiediamo): ma quale Ospedale abbiamo? Il San Marcellino è stato riconosciuto come Ospedale/Stabilimento di zona disagiata ma i servizi ad esso collegati non corrispondono con quanto stabilito dalla normativa. Quali servizi sanitari sono presenti nel territorio? Alcuni di essi sono in grande sofferenza: Dialisi, Diabetologia, Radiologia, Anestesia, Pronto Soccorso, Oncologia… Da poco stiamo assistendo all’interruzione del servizio di mammografia costringendo le pazienti a rivolgersi altrove…

Entro il 31 ottobre 2018 la Regione Sardegna dovrà presentare al Ministero della Salute le proprie controdeduzioni (giustificazioni) e nell’ambito delle reti “tempo dipendenti” dovrà includere l’analisi dei tempi di percorrenza, calcolata anche con la metodologia di analisi e di rappresentazione grafica (c.d. georeferenziazione).

Massimiliano Nibbio

(ilsarrabus.news)

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