Apertis Verbis

Published on ottobre 27th, 2018 | by Redazione

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L’INTERVENTO. Caro Beppe Grillo, perché tiri in ballo l’autismo?

Caro Beppe, è comprensibile il tuo sdegno, come quello di tanti cittadini italiani di fronte al degrado politico in essere, ma ti chiediamo perché devono essere usati paragoni con altre situazioni umane di grande sofferenza, quanto di assoluta e integra felicità, cui le persone cosiddette “normali” non riescono più a vivere.

 

Come non darti ragione su quanto denunci in merito al comportamento disumano che, tanti scienziati dell’economia e della politica, impongono alla popolazione in nome di una ideologia o di una dottrina scientifica, che rimuove le esigenze umane dai suoi enunciati.

Ma come possiamo essere d’accordo con te quando, paradossalmente, equipari queste bestialità umane, questo esercizio dottrinale condotto con cognizione dai tanti, dai troppi esseri umani, che rinnegano l’umanità, al comportamento di persone la cui intrinseca umanità è ridondante, ancorché speciale. Perché caro Beppe, chi è affetto da autismo, contiene ed esprime una infinita quantità di emozioni, la cui qualità non è da molti di noi avvertita a causa di quella riduzione percettiva, sensoriale, cui le dottrine e una scolarizzazione mai assimilata determinano.

Probabilmente non era tua intenzione riversare del fango e delle offese nei confronti di chi appare diverso, in questo mondo di normalizzati, ma non possiamo accettare in questo periodo di eccessi, privi di umanità e ragione, associazioni improprie finalizzate ad rendere altisonanti gli inaccettabili comportamenti, di una classe dirigente disumana e normalizzata. Divenuta classe dirigente, appunto perché normalizzata, nella rinuncia individuale e volontaria di qualsiasi umanità, in cambio del potere reso loro disponibile.
Ed è qui caro Beppe, che è a nostro parere necessario focalizzare l’attenzione, sulla sostituzione della classe dirigente appunto, perché anche in questo avvicendamento inevitabile, la nuova o seminuova classe, che strattona per subentrare, non si normalizzi in egual o peggior misura della precedente.

I segnali sono tanti, troppi e se è vero che, in questo Paese storicamente diviso tra due fazioni ideologiche, e del loro fantasma in questi ultimi trent’anni, divorando ed aggredendo qualsiasi posizione laica, non è detto che, in questa rivoluzione globale, la popolazione del nostro Paese, non più acefala, decida di scegliere finalmente la libertà, una laica e umana libertà, che vuole porre al centro l’essere umano rifiutando gli eccessi.
Il tuo intervento, come quello delle fazioni in disgregazione, non meno dei partiti xenofobi in azione, si colloca perfettamente nel binario finora seguito da quegli agglomerati politici moribondi, che hanno negato l’umanità in nome delle dottrine a cui si sono ispirati e per le quali hanno condotto al disastro e alla morte milioni di persone.

Sento di essere più contiguo ad una persona a cui è stato diagnosticato l’autismo, che a tanti esseri umani definiti “normali” seduti in Parlamento o nella Commissione Europea, alla Casa Bianca o al Cremlino, tra i banchi della magistratura e quelli dell’università, tra le forze armate, quelle dell’ordine e tra gli indifferenti comuni o a persone par tuo che, in un eccesso di incoscienza e delirio di onnipotenza, compari chi è privo di umanità a dei campioni di umanità.

Maurizio Ciotola

(ilsarrabus.news) in collaborazione con Il Punto Sociale

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