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Muravera

Published on Novembre 9th, 2019 | by Redazione

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IL PERSONAGGIO. In pensione lo storico medico di Muravera Roberto Plaisant: ecco i suoi ricordi di vita e di sport

Lo scorso 31 luglio, dopo oltre quarant’anni di professione medica al servizio delle comunità di Castiadas prima e Muravera dopo, il dottor Roberto Plaisant, si è visto costretto, per motivi legati all’età ad andare in pensione. Costretto proprio dall’età anagrafica, perché se così non fosse stato, avrebbe continuato volentieri la sua professione. Una carriera, la sua, svolta dopo una breve parentesi a Cagliari, prevalentemente nel Sarrabus.

 

Nativo di Montevecchio, dove ha trascorso la sua giovinezza fino all’età di diciannove anni, dopo il diploma si è trasferito con la famiglia a Cagliari ed ha iniziato a frequentare la Facoltà di Medicina e Chirurgia. Nel 1975 si è laureato con pieni voti ed ha iniziato il suo lavoro presso una clinica del capoluogo di regione. Nel 1977 si è trasferito a Castiadas, quando ancora il paese era frazione di Muravera, ed ha iniziato il proprio lavoro quale medico della “seconda condotta” di Muravera.

Nella piccola frazione si è fatto immediatamente apprezzare e ben volere per le capacità professionali e le sue doti umane che ha sempre messo a disposizione della gente del piccolo centro Sarrabese. E proprio a Castiadas che mette in campo il suo amore sfrenato per il calcio, giocando ed allenando la squadra locale con la quale è riuscito a conquistare il suo primo importante risultato vincendo il campionato di seconda categoria. La pratica dello sport non impedisce all’allora giovane medico di continuare gli studi tanto da consentirgli di specializzarsi in radiologia diagnostica.

Dopo sette anni di servizio a Castiadas, corre l’anno 1984, il Dottor Plaisant, con famiglia al seguito, si trasferisce a Muravera. Inizia per lui una nuova “avventura” che si protrarrà per oltre trentacinque anni. Anni da raccontare, pieni di aneddoti che vorrebbe raccontare uno per uno.

«Ho cercato di svolgere questo delicato compito – racconta Roberto Plaisant – quasi come una vera e propria missione. Mi sono sempre dedicato ai miei pazienti con amore e impegno, consapevole che il prezzo da pagare per un medico che vive lì dove lavora, è molto oneroso, rispetto a colui che dopo aver svolto la sua giornata lavorativa rientra nel luogo di residenza. Dico questo perché tantissime volte mentre mi sono trovato in giro per il paese anche in compagnia di mia moglie o dei miei figli, mi sono sempre fermato ogni qualvolta il paziente mi ha chiesto informazioni inerenti il suo stato di salute. Proprio per questo, credo vivamente che il pezzo forte della mia professione sia mettere in campo la massima disponibilità verso gli altri. Questo credo sia il principio fondamentale che caratterizza l’attività medica rispetto a qualsiasi altra professione. Il paese mi ha accolto molto bene ed io credo di essermi inserito abbastanza bene nel tessuto sociale, tanto da decidere di mettere radici proprio a Muravera dove, con mia moglie, abbiamo deciso di costruire casa e continuare a vivere in questa bella località anche negli anni a venire. Muravera mi ha dato tante soddisfazioni professionali ma mi ha anche dato la possibilità di coltivare i miei hobby preferiti che sono il calcio e il tennis. Per quanto riguarda il tennis è sempre stato uno sport che mi ha permesso di rilassarmi ed al quale mi sono dedicato in maniera certamente frequente ma alquanto amatoriale. Il calcio invece è stato uno sport che mi ha dato delle soddisfazioni indescrivibili. Pur lavorando e vivendo a Muravera ho iniziato ad allenare a Villaputzu. Successivamente ho allenato il Muravera. E proprio a Muravera ha provato sensazioni straordinarie. Siamo riusciti in breve tempo a vincere due campionato di seconda e prima categoria. Ho anche vinto un campionato di promozione ed ho guidato la squadra per due stagioni in eccellenza regionale. Naturalmente non poteva mancare nell’elencazione dei ruoli svolti in ambito sportivo quella del medico sociale; incarico che ho svolto sempre per conto del Muravera calcio. Ho fino ad ora parlato di parentesi sportive positive. Ad onor del vero vi è anche un periodo che non è stato abbastanza positivo e, non nascondo, anche di particolare sofferenza. Mi riferisco al momento in cui mi è stato chiesto di assolvere all’incarico di presidente della ASD Muravera. Si correva seriamente il rischio di vedere sparire una così gloriosa società, alla quale, come tutti sanno, sono particolarmente legato. Non potevo certamente permettere di vedere sfumare una realtà che mi ha sempre visto in prima linea. Ho quindi accettato l’incarico riuscendo con l’ausilio di diverse persone di buona volontà, ad iscrivere la squadra e ad evitare la retrocessione dopo un campionato molto combattuto e particolarmente sofferto non sono per motivi prettamente tecnici, ma anche per questioni economiche. Per fortuna anche in quella circostanza tutto si è risolto nel migliore dei modi. Mi sento di augurare al Muravera, alla quale società, continuo ad essere legato da forte sentimento, che possa trovare le migliori soddisfazioni e di giungere ad una salvezza diretta perché la piazza e il paese lo meritano davvero. In chiusura ricordo sempre con tanta soddisfazione il periodo in cui per due anni consecutivi con la squadra di calcio a cinque dell’Oratorio Madre Teresa di Calcutta, abbiamo vinto il torneo Anspi regionale e a Bellaria abbiamo vinto il campionato nazionale, dopo aver sconfitto regioni molto più blasonate come il Lazio, la Puglia ed in finale la Lombardia. Anche in quella circostanza si era creato un gruppo di volenterosi ragazzi quali Perra, Cuccu, Tocchetti ed il presidente Don Emilio che ancora oggi desidero vivamente ringraziare, perché un allenatore non può vincere da solo ma ha bisogno del supporto di tutti».

Angelino Boi 

(ilsarrabus.news)

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