Gerrei

Published on Gennaio 29th, 2021 | by Redazione

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GERREI, San Nicolò ricorda Salvatore Corrias, il finanziere patriota fucilato dalla “Banda Tucci”

Durante la seconda guerra mondiale si prodigò in favore dei profughi ebrei e dei perseguitati politici aiutandoli ad espatriare nella vicina Svizzera. Il finanziere Salvatore Corrias, finanziere di San Nicolò Gerrei è stato ricordato ieri dal suo paese di origine nel 76 anniversario della sua morte, avvenuta il 28 gennaio del 1945 a Bugone di Moltrasio. Alla sua memoria è stata concessa la la medaglia d’Oro al Merito Civile, mentre lo stato di Israele lo ha riconosciuto “Giusto tra le Nazioni”.

Il 3 aprile 1943, Corrias fu assegnato al X battaglione R. Guardia di Finanza, che in quel contesto operava nella provincia di Lubiana, rimanendovi fino all’armistizio dell’8 settembre 1943, data in cui il suo Reparto ripiegò su Trieste. Da questa città, il 15 settembre 1943 raggiunse il Centro di Mobilitazione di Milano, da cui venne smistato presso la Brigata volante di Uggiate, dipendente dalla Compagnia di Olgiate Comasco. Il 15 ottobre 1943, ad appena un mese dal suo arrivo, Salvatore Corrias decise di schierarsi con il movimento resistenziale, entrando a far parte della Brigata partigiana Giustizia e Libertà “Emanuele Artom”, operante in diverse località del comasco e soprattutto sul monte Bisbino.

La medaglia al valor civile concessa al finanziere scelto Salvatore Corrias

Dal gennaio 1944 fu, poi, destinato alla Compagnia di Cernobbio, località che conosceva molto bene essendovi già stato nel 1929, agli inizi della sua carriera. Da qui, sei giorni dopo, raggiunse il suo ultimo reparto: la Brigata di frontiera di Bugone, reparto che già dal settembre 1943 si era distinto in favore dei profughi ebrei e dei militari sbandati. La caserma di Bugone, anche dopo l’arretramento dal confine deciso nel 1944 dalle autorità tedesche, continuò ad essere utilizzata quale base d’appoggio anche dalla stessa “Artom”. In tale contesto non cessarono gli espatri clandestini; aumentò ulteriormente, tuttavia, il controllo dei tedeschi e dei fascisti, anche con l’appoggio di “bande” ausiliarie delle truppe regolari della Repubblica Sociale Italiana.

Una di queste era la “Banda Tucci” che, il 28 gennaio 1945, potenziata mediante l’impiego di altre unità delle Brigate Nere, compì un’imboscata nei pressi del Distaccamento “De Logu”. In questo frangente venne catturato il finanziere Corrias, che ancora indossava la divisa delle Fiamme Gialle, al rientro dalla frontiera ove aveva appena messo in salvo un ex prigioniero inglese. Dalla perquisizione a cui fu sottoposto spuntarono documenti compromettenti, che confermavano il suo ruolo di staffetta portaordini per conto della Brigata “Artom” e dei partigiani rifugiati in Svizzera . Accusato di aver messo in salvo nella neutrale e vicina Svizzera centinaia di famiglie di ebrei in fuga dalla sterminio, ma anche tanti politici e perseguitati dal regime fascista e dai tedeschi, il finanziere Corrias fu fucilato sommariamente dalla “Banda Tucci” il medesimo giorno, nel recinto della stessa caserma della Brigata di Bugone, pagando così con la vita il suo generoso impegno a favore dei profughi ebrei e dei perseguitati di ogni genere. La sua salma, recuperata solo nel maggio del ’45 grazie ai partigiani della “Artom”, fu tumulata nel cimitero di Moltrasio, ove è esposta la lapide la cui epigrafe è citata in apertura. (ilsarrabus.news) fonte: museostorico.gdf.it

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