Armungia

Published on Luglio 11th, 2026 | by Redazione

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GERREI, Da Crema ad Armungia: la scelta di vita di Simone Mizzotti che ha scommesso sul turismo lento

C’è chi arriva in Sardegna per qualche giorno e riparte con una cartolina. E c’è chi, dopo un viaggio nato quasi per caso, decide di cambiare vita. È la storia di Simone Mizzotti, fotografo professionista originario di Crema, oggi residente ad Armungia e titolare del B&B Cannedu 11, dove fotografia, accoglienza e valorizzazione del territorio si fondono in un unico progetto. Il suo percorso è stato raccontato dal Gal Sole Grano Terra (SGT), di cui è socio, come esempio di un nuovo modo di vivere e promuovere le aree interne.
L’incontro con il Gerrei risale al 2014, quando Mizzotti arrivò ad Armungia per partecipare a una residenza d’artista dedicata alla fotografia. Quella che avrebbe dovuto essere un’esperienza temporanea si trasformò ben presto in un legame destinato a consolidarsi negli anni, fino alla decisione, maturata alla fine del 2023, di acquistare una casa nel piccolo centro montano e trasferirvisi stabilmente.
A fare la differenza, racconta il fotografo, non è stato soltanto il paesaggio, ma soprattutto l’incontro con la comunità locale. Ricorda di essere arrivato quasi per caso e di essersi trovato subito accolto con grande calore, ringraziando in particolare Tommaso e Barbara Lussu, che lo ospitarono nella loro casa e con i quali nacque immediatamente un rapporto di amicizia. Da allora, spiega, pur tornando periodicamente al Nord per lavoro, con la mente non ha mai lasciato Armungia. Anche il territorio ha avuto un ruolo decisivo nella sua scelta. Provenendo dalla pianura lombarda, racconta di essere rimasto affascinato da un paesaggio completamente diverso, fatto di orizzonti che cambiano continuamente e che hanno alimentato la sua curiosità e il desiderio di conoscere sempre più a fondo il Gerrei.
Nel corso degli anni Mizzotti ha costruito un ampio archivio fotografico dedicato alla vita quotidiana di Armungia. Lontano dagli stereotipi della Sardegna da cartolina, il suo lavoro punta a raccontare le persone, i gesti e la memoria della comunità attraverso un progetto documentaristico sviluppato nell’arco di un decennio. Un patrimonio di immagini che oggi sta prendendo forma in un volume dedicato all’isola.
Dal legame con il territorio è nata anche la scelta di aprire una struttura ricettiva, sostenuta da un bando del Gal SGT destinato alla micro-ricettività. L’obiettivo, spiega Mizzotti, non era semplicemente avviare un’attività economica, ma aprire la propria casa a chi desidera vivere un’esperienza autentica. Preferisce infatti parlare di “viaggiatori” più che di turisti, persone interessate a condividere il tempo con il territorio e con chi lo abita. Alla base del progetto ci sono due parole che sintetizzano la sua filosofia: residenza e resistenza. Vivere in un piccolo centro dell’entroterra, osserva, significa affrontare ogni giorno difficoltà legate ai servizi e allo spopolamento, ma rappresenta anche una forma di resistenza culturale e relazionale, capace di mantenere vivo il tessuto sociale.
La casa ospita oggi anche uno studio fotografico e presto sarà dotata di una camera oscura destinata a laboratori e corsi. L’idea è quella di trasformare il soggiorno degli ospiti in un’occasione di scambio culturale, esperienza già avviata con studenti dell’Università di Cagliari. Per Mizzotti il rilancio delle aree interne passa inevitabilmente dalla cultura e dalla capacità di fare rete. Armungia, ricorda, dispone già di un patrimonio importante, con i musei dedicati a Emilio e Joyce Lussu, il Museo Civico di Archeologia Industriale e il nuraghe che domina il paese. (ilsarrabus.news)

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