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Apertis Verbis

Published on Settembre 12th, 2017 | by adminalex

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EDITORIALE. San Marcellino kaputt, ce lo chiede “l’Europa”

Non sono stati ritenuti degni di essere ricevuti gli amministratori e i manifestanti del Sarrabus e degli altri territori sui quali calerà inesorabilmente la mannaia della Regione i cui rappresentanti, assessori e consiglieri, ripetono come tanti dischi rotti che il San Marcellino continuerà ad esistere, senza però aggiungere che sarà poco più di una scatola vuota.

Il giorno prima della manifestazione per il diritto alla salute, la commissione sanità del Consiglio Regionale aveva dato il via libera alla tanta contestata riforma infischiandosene anche del parere negativo del Consiglio delle Autonomie Locali cui l’assessore alla Sanità Luigi Arru ha risposto così: «Le proposte che avete fatto seguono logiche localistiche, senza una visione unitaria della sanità sarda e non tengono conto che le specialità a bassa diffusione richiedono bacini di popolazione superiori a 1 milione di abitanti. Lo dice la comunità scientifica internazionale». Lo dice la comunità scientifica internazionale, afferma l’assessore.

Insomma, con il vecchio detto «ce lo chiede l’Europa», opportunamente adattato alla bisogna, si tenta di turlupinare le persone. Si, turlupinare, termine che non piacerà affatto all’assessore Arru che nella sua risposta al Consiglio delle Autonomie Locali, reo di aver contestato la riforma, afferma che «ribadire continuamente che questa Giunta fa una programmazione basata su calcoli ragionieristici, nel disinteresse per le zone disagiate e per la sanità pubblica, rischia di creare un clima di rivolta contro le Istituzioni, tutte le Istituzioni».

Una cosa è certa, che che ne dicano i “professori” della Giunta Regionale, gli esponenti del partito di maggioranza relativa (il Partito Democratico) e certo centrodestra che oggi tuona contro il riordino della rete ospedaliera ma che ha posto le premesse di questo sfascio: la riforma non va a vantaggio dei cittadini ma punta alla privatizzazione del sistema sanitario in barba ai malati e alla povera gente che certa politica, specie di stampo progressista, afferma (ipocritamente) di voler difendere.

Michele Garbato

(ilsarrabus.news)

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