San Priamo

Published on Gennaio 26th, 2021 | by Redazione

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CULTURA, Il nuraghe Asoru a San Priamo, la porta del Sarrabus

Il 2020, nonostante sia stato un anno nefasto, si è concluso con una nota positiva per quanto riguarda il settore dei Beni Culturali del territorio. Attualmente il complesso archeologico di Su Nuraxi a Barummini è l’unico bene culturale della Sardegna inserito nella lista del patrimonio UNESCO, ciononostante sul territorio isolano sono sparse numerose testimonianze della civiltà nuragica, alcune delle quali presenti anche nel Sarrabus, infatti i Comuni di Castiadas, Muravera, San Vito e Villaputzu hanno approvato la mozione sul riconoscimento da parte dell’UNESCO del paesaggio culturale della Sardegna e del proprio territorio quale “Museo aperto”. In questo nuovo anno La Voce del Sarrabus intende far conoscere ai lettori i numerosi beni culturali ubicati sul territorio. Il primo numero del 2021 dedicherà la propria attenzione a uno dei principali beni archeologici presenti nel territorio comunale di San Vito, il cosiddetto Nuraghe Asoru o Basoru.

Prima di affrontare nel dettaglio la descrizione del Nuraghe sanvitese è opportuno chiarire alcuni aspetti riguardanti questa tipologia architettonica megalitica. Quando si parla dei nuraghi si sente spesso pronunciare anche l’appellativo di protonuraghe e pseudonuraghe; con questi termini non ci si riferisce al nuraghe inteso in senso “classico”, ma si intendono quelle costruzioni realizzate in un arco di tempo precedente. Il protonuraghe, noto anche come nuraghe a corridoio, è una costruzione edificata fra il 1700 e il 1500 a. C. che si distingue dal nuraghe “classico” per la planimetria irregolare, l’aspetto tozzo e per l’assenza della camera circolare centrale, sostituita dalla presenza di uno o più corridoi. Lo pseudonuraghe, che alcuni studiosi ritengono appartenga alla tipologia del protonuraghe, è un’architettura che può essere definita come una via di mezzo fra il nuraghe a corridoio e il nuraghe “classico”.

Il bene archeologico preistorico di San Vito sorge in località Sa Musciolida, nella pianura attraversata dal Rio Picocca, in prossimità del km 50,900 dell’ex SS 125. Il nuraghe Asoru è un’architettura ibrida, che presenta le caratteristiche dello pseudonuraghe, derivante dal protonuraghe, tendente a un avvicinamento verso le configurazioni nuragiche. Osservando il monumento è possibile constatare la presenza di una torre centrale avente pianta circolare, circondata da un rifascio murario nel quale sono presenti il cortile, un ambiente con pianta circolare e due torri ormai interessate da vistosi crolli strutturali. L’ingresso al cortile è visibile sul lato Sud del rifascio murario, collocato quasi frontalmente all’ingresso architravato della torre centrale.

Video tratto dal canale Youtube Thesilentube83 Sardegna di Roberto Bodano

La torre centrale, sviluppata in elevazione in modo irregolare, si innalza su una base a pianta circolare, ove le pareti sono composte da conci di forma quadrangolare e poliedrica di granito. Essa può essere considerata come la struttura architettonica più importante del bene archeologico sanvitese grazie al notevole sviluppo in altezza, con le pareti esterne aggettanti e la riduzione del diametro all’interno della camera, più stretto man mano che si procede verso la sommità. Tale caratteristica prevede il facilitarsi della realizzazione di una primordiale copertura a pseudocupola, elemento caratterizzante i nuraghi intesi in senso “classico”.

Per quanto riguarda il rifascio murario che circonda la torre centrale, realizzato con una differente tecnica costruttiva rispetto alla torre, è possibile affermare che presentasse una planimetria subtriangolare, con i vertici arrotondati a Nord, Ovest e Sud. Sul vertice Nord venne realizzato un pozzo dalla forma cilindrica mentre i vertici Ovest e Sud vennero smantellati agli inizi del Novecento, in modo che i conci del rifascio murario potessero essere impiegati nella realizzazione dei ponti sul torrente Riu Linnamini, nell’ex statale 125. Angelica Porcu (ilsarrabus.news)

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