C’è anche il Sarrabus nel più recente libro di poesie di Fabri..." /> CULTURA, Fabrizio Raccis, il poeta che racconta il Sarrabus – IlSarrabus.news

Cultura

Published on Settembre 14th, 2020 | by Redazione

0

CULTURA, Fabrizio Raccis, il poeta che racconta il Sarrabus

C’è anche il Sarrabus nel più recente libro di poesie di Fabrizio Raccis, a riprova del fascino e della magia che questo territorio è capace di trasmettere. “Carne di Betzabea”, questo il titolo del recentissimo lavoro del poeta Raccis, classe 1983 (edito per i tipi della Catartica Edizioni di Sassari), contiene alcune liriche sull’incantevole costa sud-orientale della Sardegna, ricca di contrasti e di colori, come appunto il territorio del Sarrabus.

 

Sono strofe perlopiù raffinate e di profondo amore, di solitudine e di riscatto: «la mia anima ristagna, sentimenti marini, a formare croste di sale in superficie per mascherare le emozioni…». Raccis, giovane autore, ha pubblicato numerose raccolte di poesie e ha dichiarato che alcune liriche contenute nel suo ultimo libro parlano di alcune «spiagge deserte e di acque cristalline situate tra Muravera e Costa Rei; posti bellissimi che mi ospitano spesso e che, ancor più spesso – precisa Raccis – mi offrono momenti di pace e di tranquillità. Ritengo che questo angolo di Sardegna sia come un paradiso nel quale poter scrivere e leggere vivendo momenti intimi».

Il Sarrabus, per Fabrizio Raccis, è però tutt’altro che distese di sabbia, acque cristalline, rocce e falesie. «È un territorio magico che sprigiona l’energia degli antichi insediamenti umani e, ovviamente, anche quella di madre natura. Il Sarrabus offre inaspettate sorprese come i siti nuragici che sono vecchi di millenni e paradossalmente, sconosciuti ai più. Non sarà affatto un caso se i nostri antenati scelsero queste zone per poterci vivere».

«Infatti, tra le colline e i rovi – prosegue il poeta – si nasconde, in una zona di grande valenza ambientale, anche il complesso nuragico arcaico posto in località Piddia: è tra quei luoghi ancora intimi, incontaminati, e che l’estate possono offrire al calar della sera, storia ed emozioni della nostra terra. Tra quegli enormi massi – sostiene il poeta – trasportati da antiche mani nei millenni passati, godersi il tramonto, riflettere e scrivere lontani dal caos della modernità, è ancora possibile». Ed ecco perché capita spesso di vedere come se fosse un antico volatile messaggero, o una sentinella del passato, il poeta Raccis, seduto lassù, sulla sommità di uno dei nuraghes del Sarrabus, a meditare, a scrivere e ad immaginare amori, sentimenti, storie di vite vissute o vicende assopite, guardando il territorio circostante, la sua storia, le sue leggende. Insomma il vissuto che Raccis è solito annotare, per poi trasformare in emozioni da leggere.

Marcello Polastri

(ilsarrabus.news)

:

Tags: , ,


About the Author




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top ↑