Castiadas

Published on Agosto 10th, 2020 | by Redazione

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CASTIADAS, «La ragazza del nocciomiele». Valentina e la «Casa delle api»

Una piccola azienda nel cuore del Sarrabus. Un azienda a gestione familiare che porta con sé un bell’esempio di imprenditoria femminile: la giovane apicoltrice Valentina Murru. L’azienda è Sa Domu de S’Abi a Castiadas. Camisa, per essere precisi. Da alcuni anni è un’azienda in crescita di produzione e di fama, grazie al lavoro della famiglia Murru di cui fa parte Valentina che è ormai diventata «la ragazza che fa il nocciomiele».

 

Sa Domu de S’abi può contare su un’attività che non smette mai di evolversi. Una tradizione ma sempre al passo coi tempi. È ufficialmente nata circa 20 anni fa ma ha alle sue spalle una storia più lunga, che riguarda i nonni di Valentina. Ed è la stessa apicoltrice castiadese a raccontare: «L’attività è nata vent’anni fa, dal lavoro dei miei genitori ma fonda le sue radici molto prima, grazie alla passione dei miei nonni, nonno Giuseppino e nonna Peppina. Mio nonno si occupava del controllo dei bugni, la nonna della smielatura. Io sono entrata in azienda nel 2015. Inizialmente si faceva il miele solo per i torroni, poi piano piano abbiamo affinato il laboratorio, rendendo tutto a norma per poterci occupare anche dell’invasettamento. Con noi lavora un operaio. Abbiamo più di 500 alveari. E usiamo pochi macchinari, facciamo tutto a mano, siamo fedeli alla tradizione e soprattutto vogliamo che il nostro miele rimanga un prodotto di nicchia, facilmente trovabile ma ben lontano dalla produzione industriale. Il miele è molto delicato». Valentina continua a raccontare come si svolge l’attività: «Pratichiamo il nomadismo. Seguiamo il ciclo delle fioriture e spostiamo le api in diversi posti della Sardegna».

Le fa eco la madre, Marinella Pisanu: «E’ un investimento ma ne vale la pena, per la qualità del miele e per il benessere della api. Siamo stati nel Gennargentu, a Turri, nella Marmilla. Ai piedi della giara siamo riusciti a ottenere il miele di sula e di trifoglio. In fondo è un’occasione anche per noi, per vedere dei posti nuovi. Pratichiamo il nomadismo da quando abbiamo cominciato a invasettare. È importante che le api rimangano lontane dai terreni coltivati perché l’eventuale uso dei pesticidi metterebbe a rischio tutto. C’è tanto lavoro ma anche tanta soddisfazione». E racconta un po’ del passato dell’azienda: «Nasce dai nonni paterni di Valentina, si utilizzavano le arnie in sughero, riciclati dalle tavole. Inizialmente avevano cinque arnie ed era un’attività nata come hobby, per passione. Avevano altri lavori e la sera si faceva il miele».

Un altro investimento sostenuto dall’azienda è l’analisi del miele per verificarne la qualità. Qualità che è stata più volte riconosciuta con l’ottenimento dei premi qualità di Montevecchio e il premio Gocce d’oro. Alla base dell’azienda c’è la passione. Dei nonni di Valentina, che l’hanno poi tramandata ai genitori Antonello e Marinella. E che, a loro volta, l’hanno trasmessa a Valentina, che essendo cresciuta in questo ambiente non si immagina a fare altri lavori.

E dice a proposito: «Io devo ringraziare i miei genitori che mi hanno trasmesso la passione per questo lavoro e hanno dato vita all’azienda. Mio padre e il nostro operaio si occupano più dell’apiario, io e mia madre più della vendita. Ma in verità tutti facciamo tutto, a seconda della necessità».

Il prodotto per cui, negli ultimi anni, Sa domu de s’abi si è fatta conoscere ancora di più è il Nocciomiele. Valentina spiega: «È una produzione che esisteva già in norditalia, qui però non era molto diffusa. Abbiamo provato noi. L’abbiamo sponsorizzato un po’ e ne è valsa la pena. È un’attività tradizionale ma che sposa l’innovazione. Colpisce molto la golosità del Nocciomiele, è un prodotto nuovo e ottimo per tutti, perché gli unici ingredienti sono le nocciole e il miele, appunto».
L’attività di vendita non è certamente meno impegnativa della produzione. Oltre al punto vendita a Camisa, i prodotti de Sa domu de S’abi si trovano nei mercati di campagna amica. «È molto impegnativo. Quando ci sono i mercati la sveglia suona alle 5. Nel periodo del lockdown ci siamo organizzati anche noi per le consegne al domicilio, siamo andati molto nel cagliaritano e a Cagliari città. Poi spediamo il prodotto in tutta Italia, in ogni vasetto c’è il nostro numero di telefono, prendiamo gli ordini per chiamata e via Whatsapp. Inoltre abbiamo la pagina Facebook. Ci manca il sito internet, ma provvederemo a breve. Con l’aumento della produzione è necessario». Le spedizioni in tutta Italia avvengono anche grazie alla filiera corta, la filiera produttiva caratterizzata da un numero ridotto di passaggi. Dal produttore al consumatore finale. Il villaggio Santa Giusta è da qualche anno in prima linea per questo tipo di rapporto di produzione. Anche il miele de Sa domu de S’abi finisce nelle tavole degli ospiti che, entusiasti dei sapori naturali, cercano l’azienda per acquistare i prodotti anche una volta rientrati dalle vacanze. «Inoltre – aggiunge Valentina – con Giovanni Iozza, direttore del villaggio, collaboriamo tutto l’anno, inviando il miele anche per i suoi alberghi a Madonna di Campiglio. Gli ospiti sanno cosa mangiano, sanno da dove arriva il miele. All’interno del villaggio è stato apposto un cartello informativo sui nostri prodotti. Pian piano anche altri hotel della zona si fanno avanti e collaboriamo con pizzerie e ristoranti».

«Il lavoro dell’apicoltore nasce dalla passione – prosegue – per una grandissima attenzione verso le api e verso la produzione. Termina con la vendita ma dietro c’è un ulteriore, importantissimo, tassello: la sensibilizzazione sull’importanza del rispetto della natura. Valentina ha un aneddoto da raccontare: «È capitato che mi chiedessero il miele di agrumi fuori stagione e che alla mia risposta negativa mi venisse chiesto «E non puoi rifarlo?». Ci spendiamo anche per questo, per parlare di cicli della natura che vanno rispettati se vogliamo conservare un prodotto naturale».

Sara L. Canu

(ilsarrabus.news)

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