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Castiadas

Published on Giugno 20th, 2020 | by Redazione

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CASTIADAS, I prodotti agricoli locali negli hotels, il paese riparte dal «chilometro zero»

Alle porte di un’estate quanto mai incerta, anche il settore dei villaggi turistici si interroga sulla ripartenza. Giovanni Iozza, direttore del villaggio Santa Giusta, racconta: «Siamo consapevoli che sarà una stagione molto difficile, sotto diversi aspetti. Intanto per quanto riguarda la responsabilità dei lavoratori. Avremo tantissime regole da seguire, dovremo riorganizzarci e sicuramente ci saranno tanti controlli anche se devo dire che ho piena fiducia nell’ASL, da loro ho sempre avuto ottimi consigli».

 

Il tasto dolente sarà quello riguardante gli introiti. Continua Giovanni Iozza: «La speranza ormai è andare in pareggio. Apriremo il 26 giugno e assumerò tutti i miei dipendenti, il 95% sono di questa zona. Stiamo rimodulando tutto. Le camere, il ristorante, il teatro. Vorrei convincere i turisti di giugno a venire qui a ottobre. Ho sentito dei validi interventi dell’assessore Gianni Chessa, sia per quanto riguarda la possibilità di effettuare la formazione del personale durante la stagione in modo da formarlo già sul campo che per ciò che riguarda di collaborare con i tour operator e offrire prezzi vantaggiosi anche a ottobre».

Se per molti dei lavoratori sarrabesi la stagione turistica rappresenta l’opportunità del lavoro stagionale, vale la pena sottolineare un altro aspetto di collaborazione. Pronti a replicare l’esperienza dello scorso anno, sulle tavole del villaggio Santa Giusta arriveranno le verdure e gli ortaggi dalla terra di un’impresa agricola locale. A questo proposito ecco il pensiero di Giovanni Iozza: «Un’iniziativa di cui vado fiero, non si tratta nemmeno di chilometro zero ma di filiera corta, il cibo che dal produttore arriva direttamente al consumatore, senza altri passaggi. È un grande risultato soprattutto per quanto riguarda la qualità, sono dei sapori straordinari, che quasi nemmeno ricordavo. È un modo per ripartire insieme, tutte le strutture dovrebbero affidarsi esclusivamente ai produttori locali e prediligere la filiera corta». E aggiunge: «Anche su questo sono d’accordo con l’assessore Chessa, quando sottolinea l’importanza di creare una filiera con tutte le attività produttive del territorio. Questa zona è molto forte, è un peccato che non abbia un rappresentante in regione. Per quanto riguarda Castiadas apprezzo molto il lavoro del sindaco Eugenio Murgioni e l’impegno che impiega nell’interesse del suo territorio».

L’impresa locale è quella di Fabio Barbato che racconta: «Nasco come piccolo imprenditore e mi sono ritrovato in un progetto che posso considerare più grande di me. È un campo che non permette di fare grandi numeri come si potrebbe pensare, ci sono svariate sfaccettature da considerare e rimango sempre un piccolo imprenditore. La mia azienda, ereditata da quella di famiglia, nasce nel 2016. Nasce con l’idea del fico e del fico d’India, poi naturalmente la proposta del villaggio ha fatto in modo che potessi pensare un po’ più in grande. Amo sempre ricordare la frase che Giovanni mi ha ripetuto: il lavoro di squadra divide i compiti e moltiplica i successi».

Successo che non ha tardato ad arrivare visto che Fabio Barbato, lo scorso anno, è stato vincitore di un Oscar green, riconoscimento che premia gli imprenditori agricoli che si sono affacciati al lavoro con creatività e innovazione. L’unione fa la forza, sembrerebbe. Questo modello di lavoro potrebbe rappresentare forse una strada vincente per questa zona? Fabio Barbato commenta così: «Assolutamente sì, però non basta solo la volontà del piccolo imprenditore, conta molto anche quella dell’azienda che deve prendere i prodotti. Perché fare l’orto non significa andare al mercato, l’orto è dinamico. Ad esempio, oggi puoi raccogliere dieci cassette di pomodori e domani sette. È un discorso molto più ampio di quanto si possa pensare, deve essere molto bravo chi gestisce la cucina e organizzarsi in base a quelle che sono le quantità. Per quanto riguarda il Santa Giusta devo dire che sono davvero fantastici in questo. E quest’ultimo fattore tengo a sottolinearlo perché non è così scontato».

E se tutte le strutture alberghiere decidessero di intraprendere la stessa strada? Il commento finale di Fabio Barbato è questo: «È un progetto che può funzionare a patto che ci sia una grande squadra dietro».

Sara L. Canu

(ilsarrabus.news)

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