Cultura

Published on Dicembre 10th, 2022 | by Redazione

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STORIA. Ritorno al passato, il Sarrabus medievale

I giudicati Sardi furono dei regni autonomi, con una propria organizzazione politico-istituzionale, originati dopo l’affrancamento Bizantino avvenuto tra l’VIII e il X secolo.
La curatorìa del Sarrabus, in particolare, comprendeva un vasto territorio montuoso, caratterizzato da alcuni tratti pianeggianti in cui hanno trovato sede gli attuali comuni a nord del Rio Picocca: San Vito, Muravera e Villaputzu a pochi chilometri di distanza dalla foce del Flumendosa.
Questa curatorìa in epoca Medievale era scarsamente abitata, la popolazione si sviluppò prevalentemente nelle zone pianeggianti, originando così nell’alto medioevo villaggi basati su un’economia di tipo agro-pastorale.
La capitale di Sarrabus era Sarcapos, villa costiera con un grande porto fluviale (situato nell’attuale Santa Maria di Villaputzu) famoso per i suoi traffici commerciali con l’intero Mediterraneo.
In base alle fonti archivistiche e agli studi della dottoressa Tiziana Pili, le ville della curatorìa erano tredici, alcune di queste sono ancora presenti nel territorio, altre invece sono scomparse. Si tratta delle ville di: Orrea, Ulmus, Cortinia, Ygali, Pranu is Abis, Petrera, Tarruti, Sorrui, Turu, Tronu e Sarcapos.
Villaputzu vista la sua posizione geografica ricevette nel corso del tempo costanti incursioni Arabe, alle quali gli abitanti opposero sempre un’accanita resistenza. Il nome con il quale veniva identificato nel Medioevo non fu univoco, il primo documento che parla del paese in questione risale al 1120 e lo chiama Villa Pupia, il documento riguardava un atto di permuta voluta dal giudice di Cagliari Torgotorio de Gunali il quale per riottenere alcune donnicalie (concessioni territoriali con tutto ciò che vi è al loro interno) che l’anno precedente aveva donato a Genova, era disposto a cedere sei corti tra queste ritroviamo anche Sancta Victoria de Villa Pupia. Il paese restò sotto la giurisdizione del giudice di Cagliari e sotto la tutela Genovese sino al 1258, dopo questa infausta data e dopo che avvenne la ripartizione del giudicato di Cagliari, Villa Pupia passò tra i possedimenti di Giovanni Visconti.
Nel 1316, si può notare come la villa prese un’altra denominazione: Pupussi, in epoca Pisana il paese versava ingenti tributi a Pisa, per essere più chiari elargiva più della metà di quanto versasse tutto il resto del Sarrabus, ciò ci porta alla facile deduzione che il paese fosse un florido centro economico.
Questa sua peculiarità cadde rapidamente quando la Sardegna sprofondò sotto il dominio Catalano-Aragonese.
Anche Muravera come Villaputzu fu sottoposta al costante problema degli Arabi, i quali approdando nelle sue coste, compivano pesanti saccheggi. Dopo il Mille, a causa della piaga Musulmana, gli abitanti di Muravera spopolarono la zona costiera, insediandosi verso l’interno, costruirono così le ville di Petrera e di Murahera. Con la fine del giudicato di Cagliari e la consecutiva spartizione, la parte inerente al Sarrabus, che comprendeva anche Muravera, passò al giudice di Gallura Giovanni Visconti.
Nel 1288 sparì anche il giudicato di Gallura e le ville del terzo orientale passarono direttamente sotto il controllo Pisano.
San Vito invece è circondato per tre lati dai monti: Monte Narba, Genn’Argiolas e Monte Lora, mentre a Levante vi è una sorta di corridoio che punta in direzione del Flumendosa che a sua volta punta verso il mare. Il paese è collocato a ridosso di due fiumi: Flumini Uri (a ovest) e Flumendosa (a est). Questo ci fa capire perché il villaggio in tempi passati è stato soggetto a costanti minacce di alluvioni, poi considerando il fatto che il Flumendosa all’epoca era navigabile, alla minaccia naturale va aggiunta quella Araba, che con facilità approdava nel centro abitato. Questo binomio portò la popolazione a migrare verso la zona più alta del paese con il conseguente abbandono degli aggregati urbani che si ergevano vicino alla zona fluviale, abitazioni che furono poi ricostruite più volte nelle zone riparate dell’interno, che col tempo divennero la base iniziale di nuovi villaggi. Alcuni di questi successivamente scomparvero del tutto, altri invece crebbero, inglobando i più piccoli.
Tra le ville presenti in San Vito, ricordiamo: Ulmus, e Cortinia, quest’ultima si scisse e diede vita a due ville di Orrea e Sancto Iddu.
Passato in mani Pisane con l’avvento dei Catalano-Aragonesi, nel 1363 fu incorporato insieme alle altre ville della curatorìa alla contea di Quirra. Nel registro delle imposte Pisane del 1316, il paese risultava composto dalle ville di Orrea Ulmus, Ygali e Cortina, le quali andavano a formare la Scholca de Orrea, unite nel pagamento dei tributi.

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