Villasimius

Published on Ottobre 4th, 2021 | by Redazione

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VILLASIMIUS, Ambientalisti contro Comune: “Tentano di sottrarre diritti di uso civico ai cittadini”

L’Amministrazione comunale di Villasimius, assistita dallo Studio legale associato Ballero, insiste con il tentativo di sottrarre i diritti di uso civico ai propri cittadini e, in pratica, a tutti i sardi residenti nei 339 Comuni dove sono già state completate le operazioni di accertamento. La denuncia arriva dall’associazione ambientalista Gruppo di intervento Giuridico.
Il Comune di Villasimius, in buona sostanza, ha chiesto alla Regione di annullare la procedura con cui la Regione nel 2005 accertò i terreni ad uso civico ricadenti nel territorio comunale o, in via subordinata, l’avvio di una nuova procedura di accertamento. Gli ambientalisti hanno inoltrato oggi al Direttore generale dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, come spiegano in una nota, “una specifica istanza perché venga dichiarata l’irricevibilità della richiesta comunale per manifesto superamento del termine (12 mesi) in cui un atto può esser annullato per verificate illegittimie venga nominato, dopo gli opportuni accertamenti, un commissario ad acta perché provveda al recupero dei terreni del demanio civico di Villasimius illegittimamente occupati, stante la prolungata inerzia comunale”.
Nella relazione inoltrata dai legali del Comune alla Regione, si legge che “si è potuto appurare che una parte rilevante delle aree individuate dalla Regione Sardegna come gravate da uso civico, ricade non solo su aree inedificate (come le aree di Minni Minni) ma su estesi territori sui quali sono presenti strutture alberghiere tra le più importanti del territorio quali Stella Maris (per intero), Timi Ama (parte), Cormoran (parte), Capo Boi (parte) solo per citarne alcuni, e ville di pregio – che peraltro sono state alienate ai privati molti anni orsono dallo stesso Comune di Villasimius previo nullaosta della Regione Sardegna – con la conseguenza che una eventuale azione di recupero, benchè possa avere, in teoria, come presupposto la nullità dell’atto dispositivo, esporrebbe l’Amministrazione comunale ad un’azione di risarcimento del danno da parte degli acquirenti che in buona fede hanno confidato nella bontà dell’acquisto, con un conseguente e concreto rischio per il Comune di dover rifondere rilevantissime somme a titolo di danni (in questo senso si veda Corte Costituzionale 1991 n. 51), senza considerare il danno all’industria turistica dell’intero paese”. In buona sostanza, si suggerisce di agire davanti al Commissario per gli usi civici al fine di dichiararne l’inesistenza sul territorio di Villasimius. E così è stato fatto: il 29 ottobre 2021 è fissata la prima udienza davanti al Commissario per gli usi civici.
“Il Comune di Villasimius, gestore ex lege del demanio civico per conto dei cittadini residenti a Villasimius, unici titolari, – scrivono gli ambientalisti del Grig – sembra proprio che cerchi di farlo dichiarare in qualche modo inesistente, con una serie di conseguenze per tutti gli altri demani civici presenti nel 92% dei Comuni della Sardegna. Il GrIG interverrà nel giudizio per la difesa dei demani civici sardi e del grande patrimonio ambientale che rappresentano”.
Per il Grig “la finalità, nemmeno tanto occulta, appare proprio quella di privare i cittadini di Villasimius dei loro diritti di uso civico, favorendo nel concreto società immobiliari e occupatori di dubbio titolo, come emerso (2018) grazie alle azioni ecologiste nelle aree boscate di Minni Minni (massiccio dei Sette Fratelli)”. (ilsarrabus.news)

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