Cultura

Published on Luglio 18th, 2020 | by Redazione

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VILLAPUTZU, San Nicola di Quirra e Sant’Roxi, gioielli dell’architettura medievale

Nel territorio del Comune di Villaputzu è possibile ammirare due piccoli gioielli architettonici romanici, la chiesa di San Nicola situata a Quirra, lungo l’ex SS. 125, e la chiesa di Sant’ Roxi ‘Ecciu (San Giorgio Vecchio) nel centro abitato. I due edifici religiosi conducono la mente di chi li osserva in un’epoca molto lontana da quella contemporanea, che consente di fare un salto indietro nel tempo fino al Medioevo, riscoprendo la storia millenaria che ha interessato il territorio.

 

Come è possibile apprendere dalle Epistole di Gregorio Magno, già nel VI secolo sorsero i primi monasteri cristiani in prossimità della località di Quirra, ma non esiste alcun documento scritto in grado di datare con sicurezza l’anno di fondazione della chiesa di San Nicola; ciò nonostante alcuni storici dell’arte sono concordi nel datare l’edificio alla fine del XII secolo.

Eretta nella vallata ove a far da sfondo è la rocca su cui si innalzano i resti del Castello di Quirra, lungo una delle antiche strade costruite dai Romani che collegava Cagliari con Olbia, la chiesa di San Nicola (restaurata negli anni ’90 del Novecento) è una delle due chiese romaniche della Sardegna realizzata in mattoncini in cotto, fabbricati probabilmente nei pressi dell’edificio religioso. Si tratta di una chiesa mononavata, composta dunque da un’unica aula, ove a decorare la facciata sono il portale ligneo sormontato da un’arcata in mattoni a tutto sesto, una serie di arcatelle pensili nella fascia mediana e un campanile a vela. La serie delle arcatelle percorre tutto il perimetro della struttura, due monofore interrompono la muratura laterale e la parte posteriore è movimentata dalla presenza di un’abside con calotta semisferica, al di sotto della quale è visibile un’altra sequenza di arcatelle pensili e una monofora nella parte mediana.

L’interno della chiesa di San Nicola si caratterizza per l’austera semplicità, è visibile una pavimentazione in cotto e una copertura composta da capriate lignee, mentre le pareti non presentano l’antico aspetto originale in mattoncini in cotto, ma uno strato di intonaco bianco. All’interno della chiesa era custodito un antico simulacro ligneo del santo, attualmente andato perduto.

A differenza della chiesa di San Nicola, che grazie ai lavori di restauro è oggi possibile ammirare nella sua primitiva forma, la chiesa di Sant’Roxi ‘Ecciu si presenta oggi in un avanzato stato di degrado. La struttura si presentava in un buono stato di conservazione fino ai primi anni del Novecento, ma già dal 1944 venne chiesto un urgente intervento di restauro, richiesta che, come è possibile capire osservando la chiesa allo stato attuale, è stata completamente trascurata.

L’edificio religioso era menzionato nelle fonti scritte già nel 1316, ma probabilmente doveva già esistere una chiesa tardo-bizantina (il culto di San Giorgio, infatti, fu portato in Sardegna dai Bizantini), anch’essa a una sola navata, interamente ricostruita e ampliata nel corso del XII secolo. Grazie ai reperti fotografici del secolo scorso si apprende che la chiesa fu eretta in virtù di influenze provenzali e toscane, queste ultime intuibili dalla presenza dell’abside rettangolare con monofora centrale, visibile ancora oggi. La chiesa presentava una facciata a capanna con un campanile a vela.

L’interno era diviso in tre navate, separate tra loro da arcate poggianti su colonne di circa 120 cm. d’altezza, sormontate da capitelli decorati con abaco e pulvino secondo l’uso bizantino, differenti fra loro, probabilmente appartenenti o a una chiesa più antica ubicata nel centro abitato o al santuario di Santa Maria di Eringiana edificato a Sarcapos, città fenicio-punica e romana a poca distanza da Villaputzu.

San Nicola di Quirra, per la sua particolare fabbricazione in mattoncini in cotto, attira i visitatori offrendo loro una piacevole visione anche grazie al paesaggio pittoresco che la circonda.

E’ possibile dire lo stesso per Sant’ Roxi ‘Ecciu? Purtroppo no. Nonostante si tratti di una chiesa d’età romanica, essa non ha ancora riscosso il giusto interesse né come attrazione turistica, dato lo stato di totale abbandono, né nel campo della ricerca storico-architettonica. A differenza di San Nicola, in prossimità della chiesa di Sant’ Roxi non esiste alcun pannello esplicativo che possa illustrare la storia della struttura e non sono presenti, come invece accade a Quirra, indicazioni stradali dell’ esistenza dell’edificio religioso. Se si pensa alla raffinata fattura dei capitelli rimasti visibili si potrebbero ricavare numerose informazioni, attraverso uno studio approfondito da parte di esperti.

Sicuramente si potrebbe ricostruire la storia delle relazioni esistenti fra Villaputzu e i territori nei quali son stati realizzati i materiali lapidei, si ricaverebbero informazioni non solo ascrivibili al campo dell’arte, ma anche a quello economico, politico e religioso. Se si pensa che in passato, sotto l’antico pavimento, sono stati individuate delle sepolture e materiali ceramici, sarebbe il caso di condurre una campagna di scavi da parte delle autorità competenti.

Angelica Porcu

(ilsarrabus.news)

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