Villaputzu

Published on Settembre 16th, 2019 | by Redazione

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VILLAPUTZU, Nuovi scavi a Sarcapos: «Occasione per il paese»

Sono appena cominciati gli scavi archeologici a cura dell’Università degli Studi di Bologna presso il sito archeologico di Sarcapos. L’intervento di scavo, diretto dal professor Raimondo Secci dell’Ateneo di Bologna, con la supervisione e il coinvolgimento della Soprintendenza ai Beni Culturali di Cagliari, è frutto di una collaborazione e di una convenzione stipulata tra l’Università di Bologna e il Comune di Villaputzu ed è volto alla scoperta di probabili tracce murarie interrate di notevole interesse storico e archeologico.

 

Il sito di Sarcapos ospita le rovine di un insediamento fenicio risalente al 600 a.C., successivamente centro punico e diventato infine stazione commerciale romana, come si evince dall’ Itinerarium Antonini in cui ne è citata la localizzazione. Si suppone che l’insediamento di Sarcapos, data la sua importanza, occupi una porzione molto vasta dell’area ubicata tra il colle di Santa Maria, la piana che conduce al fiume Flumendosa e parte della piana situata a nord della strada provinciale per Porto Corallo. Trattandosi di area perifluviale grazie alla presenza della foce del fiume Flumendosa, si ipotizza anche la presenza di un antico porto fluviale. L’ubicazione dell’antico insediamento di Sarcapos nell’area sopraindicata è stata definita nel 1966 a seguito di studi e sopraluoghi da parte dell’Università di Roma e della Sovrintendenza Archeologica di Cagliari guidata dal dott. Ferruccio Barreca. L’area infatti appare disseminata in superficie di frammenti ceramici di diverse civiltà: da quella nuragica autoctona, a quella fenicio-punica, a quella tardo-romana.

Con decreto emanato in data 26 giugno 1981 il Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali, sulla base del disposto della legge 01.06.1939 n.1089, ha dichiarato l’importante interesse archeologico per dette aree, sottoponendole a vincolo ministeriale. Di recente, l’importanza del sito è stata confermata anche dall’Università degli Studi di Bologna. Prima di questa campagna di scavi, nel 2017, proprio l’Università di Bologna, sempre in accordo con la Soprintendenza e il Comune di Villaputzu aveva effettuato degli studi per approfondire la conoscenza sull’articolazione topografica dell’insediamento e per acquisire elementi utili per la programmazione di interventi selettivi di indagine stratigrafica, attraverso degli interventi di prospezioni geofisiche estensive, basate sull’impiego del metodo geomagnetico.

La campagna condotta nel 2017 presso la riva sinistra del Flumendosa ha permesso di rilevare l’esistenza di numerose anomalie, riferibili con buona approssimazione a strutture archeologiche interrate, che sembrerebbero confermare l’ubicazione in questo settore di un quartiere abitativo pertinente all’antico insediamento di Sarcapos.

Di grande interesse, per la lettura paleotopografica del sito, è risultata inoltre l’individuazione di un’altra anomalia ad andamento curvilineo, interpretabile in relazione alla presenza di un paleoalveo fluviale oppure di un canale o fossato artificiale. I risultati dell’indagine sono stati presentati durante importanti conferenze internazionali sull’archeologia. Ora questi scavi archeologici potrebbero confermare gli studi fatti nel 2017 dall’Università aprendo scenari molto interessanti sia a livello archeologico e storico ma anche dal punto di vista culturale e turistico. Negli scavi sono impegnati gli studenti Cristina Sozzi di Genova, Matteo Masetti di Pesaro, Jacopo Ghilardi di Ascoli, Antea Melizzi di Torino, Daniele Frisoni di Rimini, Irene Trento di Vercelli, Anna Barbariol di Trieste, Melania Marano di Barletta e Andrea Brusa di Usini, coordinati dal Prof. Raimondo Secci e che a breve verranno sostituiti da altri nuovi 10 studenti sempre della facoltà di Bologna. Gli studenti durante la campagna di scavi alloggeranno a Villaputzu. Grande soddisfazione da parte dell’Amministrazione Comunale.

«Sarcapos può rappresentare una nuova prospettiva di sviluppo culturale e turistico per Villaputzu – spiega il sindaco Sandro Porcu – Abbiamo messo a disposizione degli studenti di Bologna dei locali nel quartiere di Santa Maria per permettere il lavaggio e lo studio dei reperti che verranno trovati ed è nostra intenzione, con il benestare della Soprintendenza ai Beni Culturali e Archeologici esporre tali reperti nel futuro museo che verrà a breve ultimato nell’edificio del Vecchio Municipio in Piazza Marconi. L’intenzione futura poi dell’Amministrazione Comunale è quello di coinvolgere l’Università di Bologna e altre Università che vorranno partecipare all’iniziativa, nella creazione di un centro specializzato nello studio e nel restauro di reperti archeologici, con attività didattiche e laboratoriali per archeologi e studenti e valorizzare così al meglio uno dei siti archeologici più importanti del mediterraneo, ancora tutto da scoprire».

(ilsarrabus.news)

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