Villaputzu

Published on Gennaio 4th, 2020 | by Redazione

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VILLAPUTZU, Capodanno da far west in un ristorante del litorale: locale devastato dagli avventori imbufaliti

Un capodanno stile far west, un locale devastato dai clienti imbufaliti. E’ accaduto la vigilia di Capodanno a Villaputzu in un ristorante ubicato nel villaggio di Porto Tramatzu. A scatenare la furia di alcuni avventori imbufaliti i ritardi nel servire le pietanze che facevano parte del menù della serata, la quantità delle stesse e le disfunzioni all’impianto di riscaldamento del locale.

 

“Fino al pomeriggio del 31 i preparativi per la cena erano perfettamente in linea e nulla lasciava presagire una concatenazione di incidenti così devastante – spiega il titolare del locale, Marco Roccasalvo – Tre caloriferi su quattro hanno smesso di funzionare e le pompe di calore erano in tilt e non sono ripartiti nonostante tutti gli sforzi profusi”.

Non basta. Il racconto del titolare del locale prosegue con una lunga serie di imprevisti: “Un ragazzo in cucina monta in maniera errata un tritacarne-grattugia che lavora a 380 volts, il quale è andato in corto circuito, dismettendo la stessa linea in cui erano collegati sia la friggitrice che il forno, essenziali per rigenerare le pietanze (15 teglie per volta). Anche in questo caso niente da fare. Dopo qualche minuto anche la lavastoviglie, nonostante fosse collegata su una linea diversa, inizia a creare problemi: quando andava a temperatura faceva saltare il differenziale in cucina. Tutto questo è successo tra le 19.00 e le 20.30. Nel delirio, sono riuscito almeno a rifar partire le pompe di calore interne”.

Insomma, cominciano ad accumularsi ritardi su ritardi e i clienti in sala hanno cominciato a spazientirsi: “Alcuni clienti hanno iniziato a lamentarsi del freddo e i camerieri venivano a chiedermi disposizioni su come gestire la cosa. Alcuni clienti sono arrivati sin dentro la cucina con fare minaccioso e ostile – racconta Marco Roccasalvo –  Erano ormai le 21.30, stavamo provando a far uscire i piatti ma non ci riuscivamo. Io e lo staff eravamo fermi, persi, attoniti ed io con quel poco di lucidità continuavo a parlare, spiegare, cercare di dare qualche disposizione”.

In breve tempo la situazione sfugge di mano: tanti clienti hanno lasciato il ristorante altri hanno dato in escandescenze: “Questo forte ritardo in alcune persone ha scatenato ira e rabbia – ha spiegato il titolare del locale di Porto Tramatzu – Sicuramente l’effetto del vino ha amplificato tutto rendendo la situazione ancora più ingestibile e pericolosa. Iniziano i primi atteggiamenti di anarchia dati dall’ebbrezza: qualcuno ruba le bottiglie di vino da uno scaffale della sala, bottiglie di Turriga, Barbaresco, Barolo Cogno del 97 e del 98, alcune delle quali oltre la valore economico avevano un importante valore affettivo. Altre persone sono andate dietro il bancone del bar ed hanno iniziato a spillarsi la birra da sole. Ho potuto vedere con i miei stessi occhi delle persone prendere d’assalto il bar rubando bottiglie di gin, limoncello, whisky e mentre provavo a fermarle, delle altre ubriache spingevano per poter entrare in cucina. Hanno preso ogni cosa. Minacciavano e gridavano che volevano parlare con il titolare. La confusione era ormai totale. Mai e dico mai avrei lontanamente immaginato che potesse verificarsi, soprattutto nella mia attività, a casa mia, dove io vivo e lavoro, una cosa simile”.

Ora la parola passerà alle carte bollate: “Capisco che la notte di Capodanno tutti coloro che hanno pagato un servizio pretendano di avere il meglio e di godersi i festeggiamenti – ha concluso Marco Roccasalvo – ma è pur vero che nessuno ha il diritto di distruggere volontariamente un locale a dispetto di un cenone andato male, come non si giustificano le minacce rivolte al personale e tanto meno le aggressioni fisiche. In merito a questo mi riservo la possibilità di intraprendere un’azione legale nei confronti dei responsabili.

Sui social network tante lamentele sulla serata andata nel modo peggiore. “Sono dispiaciuto per una festa di Capodanno così malriuscita – si è scusato il titolare del ristorante – ma mi rammarica altrettanto l’aver preso atto dell’inciviltà di alcune persone che ha contribuito ad aggravare la situazione e non ci ha consentito di rimediare, nei limiti del possibile, alla serata, scontentando invece chi, in silenzio ha lasciato il ristorante”.

(ilsarrabus.news)

 

 

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