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Published on Aprile 18th, 2020 | by Redazione

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SARRABUS, Ravioli, panadas e pizze a domicilio: «Era l’unico modo per non chiudere l’attività»

«Ci siamo mossi subito con il servizio a domicilio perché era l’unico modo per continuare a lavorare e per non tenere chiuso il negozio».

 

Un’altra attività che ha dovuto adattarsi alle limitazioni imposte dalla crisi Coronavirus è la pizzeria Fantasy di Villaputzu. C’è una preoccupazione più che legittima e soprattutto molta voglia di continuare a lavorare nelle parole di Mara e Francesco Mei, i proprietari.

«Specialmente all’inizio l’abbiamo vissuta con molta paura spiegano – raccontano – Le cose da pagare non tardano ad arrivare, c’era molta preoccupazione, sia per le spese del lavoro che per le spese familiari, abbiamo un bambino, dobbiamo pensare anche al nostro futuro. Ci siamo mossi subito con il servizio a domicilio perché era l’unico modo per continuare a lavorare e per non tenere chiuso il negozio».

Nonostante ciò, non mancano i problemi: «A volte i costi superano il guadagno, a giorni è molto snervante e difficile non farsi prendere dallo sconforto però siamo comunque fortunati, siamo tra i pochi che hanno potuto effettuare questo servizio a domicilio e i nostri clienti rispondono bene – spiegano Mara e Francesco – Certo, logicamente siamo diverse persone nel mondo della ristorazione, a giorni si guadagna qualcosa in più, a giorni qualcosa in meno ma non bisogna lamentarsi, io sono molto contenta perché i nostri clienti ci appoggiano, ci stanno vicini, ci considerano, ci chiedono consigli e sono molto solidali, capiscono il problema e questo mi riempie il cuore».

Una situazione cambiata nel giro di pochissimo tempo e che sembra quasi irreale: «Noi lavoriamo con la gente e il contatto umano manca tantissimo – continuano i titolari di Fantasy – Cerchiamo di pensare anche ai nostri dipendenti, avviamo le pratiche per la cassa integrazione, purtroppo non riusciamo a sostenere tutti i costi in questa situazione ma abbiamo un pensiero anche per loro, per non lasciarli in difficoltà. Cerchiamo di essere positivi, siamo attivi nei social perché è la nuova vetrina, facciamo in modo che i clienti non si dimentichino di noi anche se, per loro, stando in casa è più facile che si preparino da soli i ravioli e le pizze. Speriamo di continuare il nostro lavoro, di poter sostenere i costi fino a quando non ci diranno che potremo riaprire e lavorare come abbiamo sempre fatto».

Sara L. Canu

(ilsarrabus.news)

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