Villaputzu

Published on Settembre 12th, 2026 | by Redazione

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VILLAPUTZU, Partita l’attività del Centro socioeducativo: autonomia e inclusione per le persone con disabilità

Un luogo dove uscire dall’isolamento, costruire relazioni e conquistare, attraverso attività concrete, nuovi spazi di autonomia. È entrato nella fase operativa il Centro diurno socioeducativo di Villaputzu, ospitato nei locali dell’ex mercato comunale di via Nazionale e rivolto a persone maggiorenni con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali residenti nei Comuni del Sarrabus. Il servizio, gestito dall’impresa sociale Icnoform, accoglie attualmente una decina di utenti ed è aperto tutte le mattine dal lunedì al venerdì, con due rientri pomeridiani il martedì e il giovedì e la possibilità di modulare la frequenza in base alle necessità individuali. “Il progetto nasce da una coprogettazione con il Comune, perché in questo territorio un servizio di questo genere, di fatto, non esisteva”, spiega Andrea Toscano, coordinatore del centro e responsabile dell’Iknoform che gestisce la struttura. L’équipe è composta da educatori, psicologi, animatori sociali, Oss e Super Oss e viene progressivamente adeguata al numero e alle caratteristiche degli utenti. Ogni nuovo ingresso parte da un colloquio con la persona e la famiglia, seguito dall’analisi della diagnosi funzionale, dalla valutazione dell’équipe e da un periodo di prova per individuare il percorso educativo più adatto. “Il centro vuole essere anche un luogo protetto nel quale trovare un gruppo di persone disponibili ad ascoltare, accogliere e favorire la relazione”, sottolinea Toscano. La struttura punta infatti non soltanto all’assistenza, ma allo sviluppo e al mantenimento delle capacità personali e sociali, lavorando sulle competenze residue e sulle possibilità di autonomia di ciascun utente. 
La giornata comincia alle 9 con un momento di conversazione nel quale gli utenti raccontano come stanno e cosa hanno fatto, seguito da un leggero risveglio motorio e dalle attività laboratoriali. Dietro esercizi che possono apparire semplici c’è un lavoro educativo costruito su obiettivi precisi. In cucina, per esempio, i ragazzi partono dalla scelta della ricetta, preparano l’elenco degli ingredienti, fanno la spesa, imparano a valutare i prezzi, organizzano gli strumenti, seguono la sequenza della preparazione e arrivano al prodotto finito. “Preparare una ricetta può sembrare un’attività esclusivamente ludica, ma in realtà coinvolge numerose capacità cognitive”, osserva Toscano. Lo stesso principio viene applicato ai gesti della vita quotidiana: lavarsi, vestirsi, prepararsi per uscire, utilizzare correttamente gli ambienti o gestire il denaro. Anche giochi, bowling, tombola, esercizi con hula hoop, attività di coordinazione oculo-manuale e piccoli lavori manuali diventano strumenti per allenare concentrazione, motricità fine, memoria e capacità di eseguire una sequenza di azioni. Durante l’estate gli utenti hanno preparato pizzette, lavorato con la frutta e sperimentato attività di cucina e movimento; per i prossimi mesi sono già in preparazione laboratori legati alle festività e un percorso che dovrebbe concludersi con un pranzo preparato dai ragazzi e condiviso con le famiglie. “Cerchiamo sempre di individuare metodi divertenti e giocosi attraverso i quali i ragazzi possano apprendere”, spiega Toscano. “Dove esistono determinate competenze, cerchiamo di mantenerle il più a lungo possibile; quando le condizioni della persona lo consentono, proviamo invece a potenziarle”. 
Una parte centrale del progetto riguarda la socializzazione e il rapporto con il territorio. Tra gli utenti ci sono persone che hanno vissuto condizioni di solitudine o trascorso molto tempo in casa, e il centro punta a creare una rete di relazioni che prosegua, dove possibile, anche all’esterno della struttura. “Vogliamo far conoscere i ragazzi, permettere loro di interagire con le aziende e le attività locali e, per chi possiede le competenze necessarie, creare in prospettiva anche opportunità di inserimento lavorativo”, afferma Toscano. Sono già stati avviati contatti con realtà del territorio e l’intenzione è coinvolgere commercianti, imprese, associazioni e anche chi conserva gli antichi mestieri di Villaputzu e dei paesi vicini. L’idea è permettere agli utenti di sperimentare attività nuove, imparare tecniche artigianali e confrontarsi con persone esterne al centro. Gli stessi spazi dell’ex mercato vengono progressivamente personalizzati dagli utenti. “Ho scelto volutamente di lasciare le pareti bianche, perché voglio che il centro venga costruito insieme ai ragazzi che lo frequenteranno”, racconta Toscano. Tra i progetti in corso c’è anche un gioco dell’oca a grandezza naturale da realizzare sul pavimento, mentre vengono utilizzati materiali di recupero e vecchi tessuti per insegnare che non tutto deve necessariamente essere acquistato. “Il mio desiderio è che il territorio cominci a sentirsi parte del centro”, aggiunge il coordinatore. 
Il percorso per arrivare alla piena operatività della struttura ha richiesto anche ulteriori lavori nei locali. “Bisogna rimarcare un aspetto: per quanto ci riguarda, questo centro esiste dal 2010”, afferma il sindaco di Villaputzu Pierpaolo Piu, ricordando il lungo iter che ha preceduto l’avvio. “Abbiamo dovuto approvare in Consiglio alcune variazioni di bilancio per mettere a disposizione le somme necessarie a risolvere una serie di criticità”. Gli interventi hanno riguardato ringhiere e corrimano, l’ascensore, la messa in sicurezza di alcuni oblò interni attraverso pellicole protettive, il potenziamento dell’impianto di condizionamento e la realizzazione di un ufficio separato dagli altri ambienti per consentire i colloqui riservati con le famiglie. “Il centro, essendo destinato a persone con disabilità e con particolari patologie, doveva essere adeguatamente sistemato e reso pienamente fruibile. Era necessario avere la certezza che chi entra nella struttura possa farlo in condizioni di tutela e sicurezza”, sottolinea Piu. L’amministrazione punta ora ad ampliare il bacino di utenza oltre Villaputzu: “L’obiettivo è potenziare progressivamente l’attività per riuscire a offrire un supporto anche agli altri Comuni che non dispongono di un centro di questo tipo. L’ambizione è rendere in futuro la struttura fruibile anche dal resto del Sarrabus-Gerrei”. 
La frequenza comporta una compartecipazione degli utenti differenziata sulla base dell’Isee e del numero di giornate mensili. Per un Isee fino a 5 mila euro si pagano 70 euro al mese per una frequenza da uno a cinque giorni, 140 euro da sei a dieci, 210 euro da undici a quindici e 280 euro da sedici a ventidue giorni. Con Isee compreso tra 5.000,01 e 9.760 euro le quote salgono rispettivamente a 80, 150, 220 e 290 euro; nella fascia tra 9.760,01 e 14.650 euro sono previste quote da 90, 160, 230 e 300 euro. Per chi supera i 14.650 euro o non presenta l’Isee il costo varia invece da 100 euro per un massimo di cinque giornate a 310 euro per una frequenza compresa tra sedici e ventidue giorni mensili. Le iscrizioni sono aperte ai maggiorenni residenti nei Comuni del Sarrabus, con priorità per i residenti a Villaputzu e per le persone con disabilità in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104. La domanda deve essere presentata attraverso il Comune, mentre le famiglie interessate possono anche contattare direttamente il centro per visitare gli spazi, conoscere l’équipe e approfondire le attività. Il servizio è attualmente previsto per dodici mesi, ma, spiega Toscano, “le prospettive sono sicuramente quelle di una prosecuzione. Quello che stiamo mettendo in moto è molto e c’è, da parte di tutti, l’intenzione di dare continuità al servizio”. (ilsarrabus.news)

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