Un porto antico, un impianto per la produzione di vino e olio, un vero e proprio insediamento produttivo e commerciale. Dalla seconda campagna di scavi per riportare alla luce l’antica Sarcapos emergono interessanti elementi per la ricostruzione della storia di Villaputzu e del Sarrabus. Lo scorso 30 settembre si è chiusa la seconda campagna di scavi che ha visto impegnati gli archeologi per cinque settimane. Il team dell’Università di Bologna ha ritrovato resti di strutture murarie e due vasche che fanno pensare a un impianto destinato alla produzione di alimenti, forse risalente al periodo romano. Impianti analoghi in altre zone servivano per la produzione di olio o vino, ma non si può escludere che, in qualche caso, potessero essere utilizzati anche per altro. Ora di attende l’esito delle analisi archeometriche che saranno condotte in collaborazione con l’università di Pisa. Gli scavi andranno avanti fino al 2023 grazie all’intesa con la Soprintendenza archeologica di Cagliari e grazie alla concessione triennale da parte del Ministero per i beni e le attività culturali. Una grande occasione per il paese anche in chiave turistica. Da qui l’appello del sindaco del paese, Sandro Porcu, per un importante intervento finanziario della Regione a sostegno del progetto. (ilsarrabus.news)

VILLAPUTZU, Dalle nebbie del passato riemerge l’antica Sarcapos
Redazione
Categorie: Villaputzu
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