VILLAPUTZU, Che fine ha fatto lo svincolo di Sant’Angelo? Dimenticato fra nuovi ponti sul Flumendosa e tunnel “sub flumine”…
La prima apparizione risale al 13 dicembre 2023, quando il ponte sul Flumendosa era stato appena chiuso e la politica sembrava avere già pronta la medicina: un accesso provvisorio alla nuova Statale 125 in località Sant’Angelo, da realizzare “da subito” per tutta la durata dei lavori al vecchio viadotto. Il tutto accompagnato dalla prospettiva, ancora più allettante, di uno svincolo definitivo per Villaputzu. L’allora assessore regionale ai Lavori pubblici Pierluigi Saiu spiegava che Provincia e Comune si sarebbero divisi i compiti e che, superata l’emergenza, con Anas si era già ragionato sulla soluzione stabile. Il sindaco Sandro Porcu assicurava vigilanza perché la viabilità alternativa venisse realizzata “in tempi rapidi”. Quindici giorni dopo, il 28 dicembre, la bretella era ancora sulla carta, ma pareva quasi di sentire l’odore dell’asfalto: circa due chilometri da Sant’Angelo alla nuova 125, una strada in buona parte già esistente da sistemare e asfaltare, un milione di euro indicato come disponibile e un progetto esecutivo in elaborazione. Dopo le feste, secondo le assicurazioni del Comune, avrebbe potuto esserci persino l’appalto. Passano le feste e il 15 gennaio 2024 arriva un nuovo bollettino ottimistico: la progettazione comunale “sta procedendo spedita” ed è “ad un buon punto”. A leggere oggi quelle parole sembra di osservare il tabellone di una stazione ferroviaria dove il treno è dato continuamente in arrivo, ma nessuno lo ha mai visto entrare in stazione.
Il calendario, impietoso, continua però a girare. Il 17 giugno 2024 il progetto riappare: la Provincia del Sud Sardegna ha predisposto una soluzione da 1,26 milioni di euro, con una bretella di circa due chilometri tra Sant’Angelo e il chilometro 48,7 della nuova 125 e due rampe di collegamento. Ci sono perfino i dettagli: carreggiata asfaltata a doppio senso, limite di 50 chilometri orari, circa sette minuti di percorrenza e problemi idrogeologici giudicati superabili. Durante le piogge più intense alcuni tratti potrebbero essere temporaneamente chiusi. I lavori, però, così si racconta allora, non partiranno prima della fine dell’estate. L’estate, manco a dirlo, passa e ne arriva un’altra, mentre il ponte rimane chiuso e lo svincolo continua la sua fortunata carriera di opera pubblica immateriale. Il 5 febbraio 2025 eccolo di nuovo agli onori delle cronache, “convocato” al tavolo permanente della Regione: il nuovo assessore regionale ai Lavori pubblici, Antonio Piu, parla della necessità di “accelerare la progettazione del nuovo accesso alla statale”, mentre la riunione successiva, fissata per il 5 marzo, dovrebbe addirittura “avviare la progettazione dell’accesso alternativo sulla nuova 125 in località Sant’Angelo, con la possibilità di trasformarlo in uno svincolo definitivo”. Da notare i piccoli capolavori della burocrazia applicata alla relatività: nel gennaio 2024 la progettazione procedeva “spedita” ed era “ad un buon punto”; nel giugno successivo esisteva un progetto da 1,26 milioni; nel febbraio 2025 bisogna ancora “avviare la progettazione”. Insomma, un inno al nulla. Nel frattempo il ponte, chiuso dal dicembre 2023, diventa un caso sempre più grave e il Sarrabus continua ad affidarsi al guado sul Flumendosa, utilizzabile quando il fiume, bontà sua, lo consente, o al lungo giro sulla viabilità alternativa. Nel 2026 la crisi esplode definitivamente e porta alla risoluzione del contratto con l’impresa incaricata dei lavori del ponte per grave inadempimento.
Lo svincolo? Ancora non pervenuto. Ma del resto una striscia d’asfalto di pochi chilometri è un’idea troppo terrestre, per cui nell’aprile 2026 il dibattito alza decisamente lo sguardo o, meglio, lo abbassa sotto il letto del fiume. Nel “Quadro esigenziale” predisposto dal Comune di Villaputzu compare infatti anche l’ipotesi di un attraversamento sotterraneo del Flumendosa, una “galleria artificiale, o altra tipologia di opera interrata”, indicata dall’allora sindaco Porcu come soluzione da valutare con attenzione. Tra le alternative figurano anche un nuovo ponte, un attraversamento affiancato a quello storico e, guarda caso, la ristrutturazione del ponte esistente accompagnata dalla realizzazione di un nuovo svincolo sulla 125. Oggi, e siamo ad agosto del 2026, invece, si ragiona su un nuovo ponte, per la cui progettazione “completa” la Regione ha destinato 4,8 milioni. Resta inevasa una domanda assai meno spettacolare: che fine ha fatto lo svincolo di Sant’Angelo? Non era un’idea scarabocchiata sul retro di un tovagliolo: è comparso in riunioni istituzionali, comunicati, progetti, finanziamenti annunciati, incontri con Regione, Provincia, Anas e Adis. Nel giugno 2024 aveva perfino un costo stimato, un tracciato, due rampe, un limite di velocità e un tempo di percorrenza. Eppure, nell’agosto 2026, di quella strada non c’è traccia. Eppure potrebbe rappresentare la soluzione più semplice per alleviare le difficoltà di chi da Villaputzu vuole raggiungere il resto del Sarrabus e viceversa, in attesa che si trovi un’impresa capace di portare a termine la “ristrutturazione” del vecchio ponte e che si reperiscano i denari (tanti, forse troppi) per costruirne uno nuovo. Tutte cose che, allo stato attuale, fanno sembrare lo sbarco su Marte una passeggiata di piacere. È difficile non cogliere l’amara ironia di questa vicenda: per quasi tre anni Villaputzu ha sognato (si fa per dire) uno svincolo che, a seconda della stagione, era imminente, in progettazione, a buon punto, prossimo all’appalto, dotato di progetto oppure nuovamente da progettare. Annunci. Solo annunci. Con tanti punti esclamativi come le bollicine della gazzosa. Mentre i cittadini chiedevano fatti. Che, puntualmente, non sono arrivati. (ilsarrabus.news)
