SILIUS, Miniera verso la riapertura: può coprire il 4 per cento del fabbisogno di fluorite Ue

La miniera di Silius si prepara alla riapertura con lavori di adeguamento degli impianti. Il sito, capace di coprire da solo il 4 per cento del fabbisogno europeo di fluorite, è stato visitato da una delegazione di tecnici e dirigenti dei Ministeri delle Imprese e dell’Ambiente, con il supporto dell’Ispra nell’ambito del Programma nazionale di esplorazione. La visita ha aperto un confronto con la Regione Sardegna, in particolare con l’assessorato dell’Industria, sul rilancio dell’estrazione, della trasformazione e del recupero delle materie prime. La riattivazione di Silius rientra tra i progetti presentati alle istituzioni centrali, che si trovano in differenti fasi di avanzamento. Il percorso punta a valorizzare le risorse minerarie dell’isola e a rafforzare le attività economiche e occupazionali collegate al settore.
Per le imprese, il ritorno alla produzione deve accompagnarsi a condizioni che consentano di competere sul mercato internazionale. Le società impegnate nell’estrazione, nel riciclo e nella trasformazione chiedono soprattutto migliori infrastrutture regionali per la logistica e una sensibile riduzione dei costi energetici. Sono le due criticità indicate come prioritarie in un mercato globale dominato da concorrenti esterni all’Unione europea. Le istituzioni hanno condiviso le difficoltà segnalate e promosso una collaborazione tra i soggetti coinvolti, con attenzione alla sostenibilità economica, ambientale e sociale degli interventi. Per Silius, il confronto riguarda quindi non soltanto gli adeguamenti degli impianti in corso, ma anche il contesto nel quale dovrà operare la miniera riattivata. Il contributo potenziale al fabbisogno europeo di fluorite ne evidenzia il ruolo nel percorso sulle materie prime strategiche.
La missione istituzionale ha interessato anche Monteponi e Portovesme. Nel primo sito sono presenti depositi recuperabili lasciati dalle attività estrattive; nel polo metallurgico di Portovesme sono previsti progetti per riciclare batterie al litio, recuperare bismuto ad alta purezza e valorizzare residui minerari storici. Il progetto Urbes, “Urban Mining and Extractive waste information System”, finanziato dal Pnrr, punta al recupero di ferro, piombo, zinco e terre rare dai residui delle miniere, stimati in Sardegna in circa 70 milioni di metri cubi. L’obiettivo comprende la riqualificazione ambientale e il contrasto ai problemi sociosanitari legati alla diffusione degli inquinanti. (ilsarrabus.news)

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