Ville, appartamenti, terreni, una struttura alberghiera, autovetture, partecipazioni societarie e disponibilità finanziarie per un valore superiore a 4,5 milioni di euro passano definitivamente al patrimonio dello Stato. Gli uomini della Guardia di finanza di Arbatax, al comando del tenente Leonardo Di Blasi, hanno completato gli ultimi adempimenti della procedura di prevenzione patrimoniale denominata “Affari di famiglia”, avviata nel 2015 nei confronti dell’imprenditore di Tortolì Mario Pischedda e giunta ora alla trascrizione dei trasferimenti nei pubblici registri. La vicenda rappresentò uno dei primi casi in Sardegna di applicazione delle misure previste dal Codice antimafia nei confronti di un soggetto non collegato alla criminalità organizzata tradizionale, sulla base della pericolosità economico-sociale contestata dagli inquirenti e della qualificazione di “evasore fiscale seriale”. Gli accertamenti economico-finanziari avevano evidenziato, secondo la ricostruzione investigativa, una rilevante sproporzione tra redditi dichiarati e disponibilità patrimoniali, estendendo le verifiche anche ai rapporti economici e societari del nucleo familiare.
Il primo sequestro risale al giugno 2015, poche settimane dopo l’arresto di Pischedda nell’ambito di un procedimento per bancarotta fraudolenta legato a un dissesto quantificato in circa 12 milioni di euro. Nel marzo 2018 il Tribunale di Lanusei dispose la confisca dei beni sequestrati e nel febbraio 2019 il provvedimento divenne definitivo in appello, ma il trasferimento materiale del patrimonio non venne completato e i beni rimasero in amministrazione giudiziaria. Nel giugno 2020 intervennero anche le condanne definitive per bancarotta fraudolenta, con il successivo arresto dell’imprenditore. Nel luglio 2026, su delega del Tribunale di Lanusei, le Fiamme gialle di Arbatax hanno ripreso l’intera posizione patrimoniale, verificando intestazioni, dati catastali, registri immobiliari, partecipazioni societarie, disponibilità finanziarie e veicoli. Non si è trattato quindi di un nuovo sequestro, ma del completamento amministrativo e formale di una procedura iniziata undici anni prima.
Per definire la consistenza e la situazione attuale degli immobili è stata necessaria anche una ricognizione sul territorio, svolta con il coinvolgimento della Prefettura e della Questura di Nuoro e con specifiche misure di ordine pubblico nelle giornate del 31 agosto e del primo settembre. Gli ultimi passaggi sono stati eseguiti presso i Pubblici registri immobiliari dell’Agenzia delle Entrate di Nuoro e Tempio Pausania e presso l’Aci per gli autoveicoli. Il patrimonio, distribuito tra l’Ogliastra e l’area di Olbia, comprende immobili residenziali, terreni, un hotel, mezzi, quote societarie e somme di denaro. Il 28 settembre l’esito dell’attività è stato comunicato al Tribunale di Lanusei e all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, completando così il passaggio dei beni dall’amministrazione giudiziaria al patrimonio dello Stato. (ilsarrabus.news)







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