Muravera

Published on Giugno 8th, 2020 | by Redazione

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MURAVERA, Il Comitato per il San Marcellino: “Regione indifferente, nessun reintegro dei servizi tagliati”

Dalla Regione nessuna risposta alla richiesta del Comitato che si batte per la difesa dell’ospedale San Marcellino di reintegrare i servizi tagliati e dare al nosocomio la dignità di “ospedale di base”. Lo denuncia Lidia Todde, esponnte di punta del Comitato.

 

“Come cittadina e come paziente – ha spiegato Todde – sono davvero preoccupata per il proseguo dello sfascio negli ospedali periferici. Gli ospedali colpiti dalla mannaia della Riforma della Rete ospedaliera nel 2015 sotto l’egida Pigliaru-Arru, ha sancito il declassamento di sei ospedali periferici che sono stati depredati di servizi indispensabili alla cittadinanza, e sono stati qualificati come Stabilimenti di zona disagiata”.

“Vedo le lotte nei territori – cha continuato Lidia Todde – il disagio, il terrore di non essere in grado di affrontare un’emergenza-urgenza tempo-dipendente in quanto i pronto soccorso sono stati sostituiti con un punto di primo intervento solo per codici bianchi e verdi. Non si fa più la stabilizzazione del paziente in loco, anzi non lo si vede proprio in quanto l’ambulanza lo dirotta all’Hub di Cagliari. Mi chiedo ma l’ospedale di prossimità non dovrebbe accogliere i pazienti di questo variegato territorio, con un sistema viario inadeguato e costringendo i malati a migrare negli ospedali di Cagliari, per poi essere riportati a Muravera se le condizioni non sono così critiche. I pazienti spostati da una parte all’altra come pacchi postali e lasciati soli perché non è possibile per le famiglie viaggiare tutti i giorni sia per le difficoltà oggettive ma anche per problemi economici. Mi chiedo quale sia il risparmio con questo via vai di ambulanze verso quel di Cagliari e che qualità di assistenza stiano dando ai pendolari della salute costretti a viaggiare in ambulanza”.

“Abbiamo due blocchi operatori nuovi che molti ci invidiano – ha detto ancora Todde –  una chirurgia con professionisti preparati costretti a non fare più interventi di elezione perché una riforma calata dall’alto ne ha decretato la fine con l’unico obiettivo del risparmio, che poi invece non c’è stato, anzi il debito pubblico è aumentato. Ci hanno tolto gli anestesisti, dicono che costano troppo, invece di assumerli in ex articolo 55 assumeteli diversamente”.

“In effetti – ha concluso la leader del Comitato per la difesa del San Marcellino – non chiediamo la luna, chiediamo di ridarci i servizi che avevamo prima, un ospedale di base con le specialità necessarie ai cittadini di questo territorio. Abbiamo bussato tante volte alle porte della Regione ma i suoi inquilini sono indifferenti al nostro grido di dolore. Nessuna risposta al documento inviato via Pec il quindici maggio. Il diritto alla salute dovrebbe essere garantito a tutti invece hanno fatto figli e figliastri come fossimo figli di un Dio minore. Chiediamo un incontro urgente con i vertici regionali affinché si possa aprire un dialogo in questa controversa situazione di inadeguatezza sanitaria a danno dei cittadini”.

(ilsarrabus.news)

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