SARDEGNA, Regione prima in Italia a integrare scenari climatici in piano Protezione civile

Estendere a tutta la Sardegna il bollettino sulle ondate di calore, oggi previsto soltanto per Cagliari, e predisporre misure per proteggere la popolazione. È uno degli obiettivi allo studio nell’aggiornamento del Piano regionale di Protezione civile, presentato durante la Settimana nazionale dedicata al settore. Il percorso nasce dalla collaborazione tra le direzioni generali della Difesa dell’Ambiente e della Protezione civile e applica la Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici, Sracc. Secondo i documenti tecnici del tavolo, l’estensione del sistema rappresenterebbe la prima esperienza di questo tipo in Italia e richiederà dati previsionali, livelli di allerta e coordinamento con il settore sanitario. “Oggi stiamo presentando il tavolo tecnico della Sracc che mette a sistema la strategia regionale di adattamento al cambiamento climatico con il sistema protezione civile. Quindi come abbiamo sempre detto la strategia non è un piano, non è un file e basta, ma è una strategia all’interno del quale tutti i piani dovrebbero essere adeguati. Quindi in questo caso specifico noi stiamo adeguando, cercando di adeguare la pianificazione della protezione civile proprio all’adattamento al cambiamento climatico”, afferma l’assessore Rosanna Laconi. 
La protezione delle persone più fragili sarà centrale nella definizione degli interventi contro il caldo estremo. Il Piano regionale dovrà fornire indicazioni a Province, ambiti territoriali e Comuni, attraverso schede operative che aiutino gli enti a scegliere le misure adatte alle condizioni locali. Alle informazioni ricavate dagli eventi del passato saranno affiancati scenari climatici futuri, analisi delle vulnerabilità e azioni preventive. Laconi spiega: “Cosa significa? In particolare per quanto riguarda le ondate di calore, quindi prendiamo, esaminiamo un aspetto specifico come impatto del cambiamento climatico e ne decliniamo quelle che sono le azioni che dovranno essere messe in campo all’interno della pianificazione di protezione civile a tutti i livelli, quindi sia a livello regionale, a livello provinciale, ma soprattutto a livello comunale, dove i sindaci dovranno nei propri piani mettere in campo le azioni specifiche per proteggere il cittadino da queste problematiche, quindi dagli effetti che le ondate di calore possono determinare. Quindi proteggere, questo è il compito specifico della Protezione Civile, le vite umane, quindi tutti i cittadini, soprattutto quelli più fragili che sono i più colpiti quindi da questi eventi.” 
“L’integrazione non consiste nell’aggiungere semplicemente una nuova sezione al Piano”, sottolinea il direttore generale della Difesa dell’Ambiente Matteo Muntoni: “significa applicare il principio del mainstreaming che sta alla base della SRACC: fare in modo che scenari climatici, vulnerabilità e misure di adattamento entrino stabilmente negli strumenti attraverso i quali la Regione programma e pianifica le proprie politiche. Il modello di integrazione trasversale costituisce uno degli elementi fondanti dell’attuazione della Strategia regionale.” Il direttore generale della Protezione civile Mauro Merella osserva: “La pianificazione di Protezione civile deve tenere conto di scenari di rischio sempre più complessi, anche in relazione agli effetti dei cambiamenti climatici.” E aggiunge: “diventa, quindi, fondamentale adottare un approccio multirischio e multilivello, che consenta di integrare le diverse tipologie di rischio e di coordinare la pianificazione regionale con le specificità dei territori. Integrare gli scenari climatici futuri, le vulnerabilità e le misure di adattamento significa rafforzare la prevenzione e la preparazione, migliorando la capacità delle istituzioni e delle comunità di affrontare gli eventi estremi e ridurne gli impatti.” (ilsarrabus.news)

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