VILLAPUTZU, Poligono Quirra: Comipa chiede chiarezza su forze armate straniere e aziende che lo utilizzano

Possibili attività di forze armate straniere al Salto di Quirra e richieste ancora aperte sulle aziende che utilizzano i poligoni: i rappresentanti regionali del Comitato misto paritetico per le servitù militari chiedono al ministro della Difesa Guido Crosetto informazioni complete prima di eventuali modifiche ai programmi. Il nodo emerge nella comunicazione inviata l’8 ottobre dopo il decreto ministeriale che ha confermato le esercitazioni a fuoco del secondo semestre 2026, superando il parere contrario espresso il 30 giugno su Quirra, Capo Teulada e Capo Frasca. Durante la seduta era stata prospettata la possibilità di attività di militari stranieri a Quirra, non ancora confermate e quindi assenti dal calendario sottoposto al Comitato. È stata assicurata una nuova convocazione in caso di variazioni, ma la componente regionale sollecita chiarezza preventiva sulle procedure e sulle informazioni da fornire. “Non contestiamo la necessità dell’addestramento, né il ruolo costituzionale delle Forze Armate”, precisano i firmatari, che rivendicano il compito di rappresentare gli interessi delle comunità coinvolte.
Il voto contrario viene motivato con informazioni insufficienti, questioni ambientali ancora irrisolte, risposte attese da anni e carenze nella condivisione delle decisioni. Alla data della riunione restavano aperte anche precedenti richieste sulle ditte utilizzatrici dei poligoni e sulla natura delle attività svolte. Per i rappresentanti regionali, il fatto che un’attività non sia ancora confermata non elimina la necessità di chiarire quali passaggi saranno seguiti prima delle successive decisioni e quali conseguenze potranno esserci per i territori. La lettera chiede impegni concreti, scadenze definite e aggiornamenti documentati, anche sul monitoraggio ambientale e sulle bonifiche. Per Capo Teulada richiama la necessità di dare priorità agli accertamenti sull’area marina, con tempi e modalità verificabili, esprimendo il timore che gli interventi continuino a essere rinviati mentre prosegue l’addestramento. Per Capo Frasca segnala le questioni aperte sul controllo e sulla bonifica dei fondali. Secondo i firmatari, le comunità attendono risposte più concrete e tempestive alle richieste avanzate nel corso degli anni.
Per i programmi di Quirra, Capo Teulada e Capo Frasca la componente regionale ha espresso cinque voti contrari e uno favorevole; per S’Ena Ruggia i voti favorevoli sono stati sei. “Prendiamo atto che il Ministro ha adottato il provvedimento previsto dalla legge. Ciò non cancella, tuttavia, le ragioni espresse nel Comitato, né trasforma il parere contrario in un segnale di disinformazione o di disinteresse per le esigenze della Difesa”, scrivono i rappresentanti regionali. Il documento ricorda che le domande e le motivazioni del dissenso sono state riportate nel verbale della seduta. La comunicazione, trasmessa anche alla presidente Alessandra Todde e al presidente del Comitato, generale Stefano Scanu, è firmata da Giovanni Aramu, Alessandra Berry, Domenico Cabula, Antonio Canu, Egidio Didu e Paolo Erasmo. “L’armonizzazione tra esigenze militari e interessi civili non può consistere soltanto nel richiamare la necessità dell’addestramento o nel comunicare che il programma è stato approvato”. (ilsarrabus.news)

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