VILLAPUTZU, Sul chiosco alla Prima Spiaggia è scontro, per la minoranza “pratica insolita” usare fondi pubblici per l’opera
Il progetto per la realizzazione di un nuovo chiosco-ristorante in muratura all’ingresso della Prima Spiaggia di Porto Corallo accende il dibattito politico a Villaputzu. L’intervento, promosso dal Comune, prevede la demolizione di un vecchio rudere e la costruzione di una struttura permanente, con un investimento complessivo di circa 150mila euro, destinata a ospitare un bar-ristorante e servizi a supporto della balneazione. L’opera si inserisce nel più ampio piano di riqualificazione dell’area costiera, avviato con l’apertura del primo tratto del nuovo lungomare, realizzato in calcestruzzo drenante e dotato di pista ciclabile e illuminazione a basso impatto. La gestione della struttura avverrà tramite un bando riservato ai residenti di Villaputzu, trattandosi di un’area soggetta a usi civici. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di rendere operativa la nuova attività già per la stagione estiva 2026. “Vogliamo realizzare il nuovo chiosco nel più breve tempo possibile – ha spiegato il sindaco Sandro Porcu – con la possibilità di aprire al pubblico per la stagione estiva e balneare 2026. Se non ci saranno inconvenienti, i lavori dovrebbero concludersi entro aprile”. Un intervento che, nelle intenzioni del primo cittadino, punta a valorizzare l’area: “Rilanceremo in chiave turistica e di servizi ai cittadini una delle porzioni di costa più belle di Porto Corallo”.
Di segno opposto le valutazioni espresse dal gruppo di minoranza “Villaputzu Futura”, che ha affidato ai social network una presa di posizione critica sull’iniziativa. I consiglieri Stefano Pili, Roberta Pisanu, Antonietta Granata e Gerolamo Solinas sottolineano come il Comune di Villaputzu spenderà per l’opera 160.000 euro di fondi pubblici. La minoranza richiama anche un precedente recente, ricordando che “neanche due anni fa il Comune ha speso oltre 40.000 euro per ricostruire il ristorante-pizzeria-bar Bellavista”, struttura che, evidenziano, “smontata a fine stagione 2024 è sparita dai radar”, chiedendosi “che fine ha fatto e perché quest’anno è rimasta chiusa”. Nel merito, i consiglieri osservano che la costruzione di un ristorante rappresenta “una pratica insolita da parte di un Comune, la cui attività dovrebbe concentrarsi su edifici con funzioni pubbliche”, come “bagni e docce” in ambito balneare. Vengono inoltre sollevati dubbi sulla gestione futura e sui costi di manutenzione straordinaria, che “resterebbero a carico dei contribuenti”, così come sull’affitto della struttura, che essendo su terreni gravati da usi civici “verrà di sicuro concesso a un canone molto conveniente”. Infine, la minoranza pone la questione della concorrenza, domandandosi se “la costruzione di un ristorante con fondi comunali non possa configurarsi come una concorrenza sleale nei confronti degli altri ristoratori della zona”. LUCA PERRA (ilsarrabus.news)
