Affinché la generosità ed il coraggio, i sacrifici e gli atti eroic..." /> VILLAPUTZU, Le alluvioni del 1907 e del 1940 e gli atti di eroismo dei comuni cittadini – IlSarrabus.news


Cultura

Published on Febbraio 2nd, 2019 | by Redazione

0

VILLAPUTZU, Le alluvioni del 1907 e del 1940 e gli atti di eroismo dei comuni cittadini

Affinché la generosità ed il coraggio, i sacrifici e gli atti eroici compiuti da alcuni cittadini villaputzesi non rimangano senza un premio di riconoscimento si vuole dedicare un intero articolo agli atti di prodezza, bontà e altruismo, ai sacrifici e agli atti valorosi compiuti da persone che rischiarono la propria vita per gli altri.

 

Qui di seguito scopriremo i volti dei protagonisti, accompagnati dai loro nomi e cognomi, affinché si conoscano le donne e gli uomini che hanno fatto da protagonisti in quelle storie, che con la luce di una medaglia sono rimasti impressi nella storia. Due differenti fatti accaduti durante le alluvioni del 1907 e del 1940 narrano gli avvenimenti accaduti. Le alluvioni sono state da sempre gli avvenimenti più duri a cui le popolazioni del Sarrabus hanno dovuto far fronte fin da sempre; le cause vanno riportate dalla totale mancanza di un adeguato arginamento delle rive del Flumendosa che in caso di piogge consistenti portavano alla sua esondazione quindi all’allagamento immediato dei centri abitati che sorgevano in prossimità del fiume stesso.

Una significativa testimonianza avvenne nell’ottobre 1907 quando un gruppo di giovani Villaputzesi traevano in salvo una giovane donna dalla piena improvvisa del Fiume Flumendosa causata dalle piogge torrenziali che colpirono il Sarrabus, già reduce da fatti analoghi che si verificarono tra il 1900 ed il 1906 mettendo in ginocchio un’economia agricola locale già precaria a causa delle ripetute alluvioni, allagamenti, trombe d’aria, siccità, invasione di cavallette e raccolti quasi del tutto inesistenti.

Era il 23 ottobre 1907 quando la giovane Atzeni Francesca fu salvata miracolosamente dalla furia delle acque alluvionali da diversi giovani che la trassero in salvo, prima assicurandola su una pianta di pioppo poi con un’imbarcazione che divenne immediatamente pericolante a causa della furia dei detriti a cui andava incontro. Secondo la Deliberazione della Giunta Municipale n.224 del 3 novembre 1907: “Il Signor Presidente nel riconoscere l’atto di coraggio compiuto nel 23 ottobre 1907 da diverse persone che salvarono la vita all’amministrata Atzeni Francesca, prega l’Assemblea di segnalare al Regio Governo i coraggiosi perché come di dovere si dia premio al merito. Ricorda che nel 23 Ottobre un improvviso temporale produsse lo straripamento del Flumendosa e l’immediato allagamento di queste campagne, con pericolo grave delle persone e degli averi. Si dice che la vittima era designata nella persona della giovine Atzeni Francesca, la quale fu bloccata dalle onde ed esposta all’impeto del rompente che minacciava di travolgerla da un momento all’altro. Soggiunge che la catastrofe non si sarebbe certamente evitata se l’eroico coraggio di alcuni giovani avesse avuto un minuto solo di riluttanza o un attimo di ritardo.

Corsero prima imminente e sicuro pericolo della propria esistenza i Signori Madeddu Francesco, Tamponi Salvatore e Utzeri Pietro, i quali a nuoto superarono l’impeto dei rompenti per apprestare alla pericolante Atzeni il soccorso che non ammetteva dilazione, il cambiamento di posizione, e la collocarono sopra un pioppo in attesa che giungesse a lei un più sicuro mezzo di salvataggio. Non bastando a ciò l’arte del nuoto. Corsero poi non meno imminente e maggiore pericolo della propria esistenza i Signori Sanna Tommaso Brigadiere Comandante la Stazione dei Regi Carabinieri di San Vito, Tamponi Salvatore, Caredda Antonio, Pisu Demetrio e Utzeri Pietro operando il salvataggio per mezzo di una mal sicura barca, che per gli urti ricevuti dai rottami travolti dalla corrente, rimase momentaneamente inservibile. La Giunta Municipale deliberava di segnare i fatti stessi al Regio Governo perché venisse  degnamente premiato il merito ed il coraggio dei Signori sullodati.

Invece per quanto riguarda il fatto accaduto il 18 ottobre del 1940, valorosi uomini salvarono 8 persone rimaste bloccate all’interno delle loro abitazioni a causa dell’inondazione avvenuta durante la famosa e drastica alluvione del 18 Ottobre del 1940. Secondo la deliberazione Podestarile n.63 del 13 Novembre 1940: “Considerato che il giorno 18 Ottobre 1940 verso le ore 12, a causa di abbondanti e continue piogge, tale da determinare la piena del Flumendosa, tanto che il grande volume delle acque, non più contenuto dagli argini di protezione all’uopo costruiti, ha straripato allagando con violenza tutte le campagne sottostanti e parte di questo abitato. L’inondazione ha prodotto il crollo di n.12 case di civile abitazione ed il danneggiamento di altre 23. La violenza delle acque nonché l’eccezionale volume, fino ad oggi mai raggiunto, ha posto in serio pericolo di vita 8 persone tra cui 4 bambini che si trovavano nelle rispettive case coloniche al momento dell’inondazione.

L’inondazione ha causato simultaneamente ed immediatamente l’interruzione delle comunicazioni telegrafiche, telefoniche e stradali, tanto che questo abitato fu totalmente isolato e posto nell’impossibilità di poter avere per altre 24 ore nessun contatto con i paesi vicini per la mancanza necessaria di soccorsi. In tale contingenza le locali autorità, con piena comprensione della gravità del momento e del loro compito, organizzarono immediatamente il servizio di salvataggio e di sgombero delle case inondate. Con sprezzo del pericolo ed instancabile attività, validamente coadiuvati da alcuni volenterosi cittadini, riuscirono dopo lunghe ore di sforzi per ripetuti salvataggi tentati a porre in salvo le 8 persone che si trovavano in serio pericolo di vita. Verso le ore venti dello stesso giorno infatti gli ultimi pericolanti furono ottenendo così, senza nessun mezzo adeguato di non avere nessuna vittima.

Altamente apprezzabile è stata l’opera svolta per lo sgombero del quartiere invaso dalle acque, la sistemazione immediata per le famiglie senza tetto ed i pronti soccorsi prodigati.”

Per le ragioni esposte in riconoscimento degli atti di coraggio compiuti da alcuni cittadini, ai sensi del Regio Decreto 30-04-1851 n.1168, si proposero le seguenti ricompense al valore civile per medaglia d’argento al valore civile: Pili Pietro classe 1905, “per avere con sprezzo del pericolo montato un cavallo ed attraversato con grande rischio tutta la zona invasa dalle acque, giungendo dopo grandi sforzi a trarre in salvo una famiglia composta da 5 persone, tra cui 3 bambini e una donna che si trovavano seriamente minacciati dalla corrente”. Atzori Giovanni classe 1907, “per essersi gettato in acqua a nuoto non curante del pericolo, concorrendo così validamente nell’opera di salvataggio di una intera famiglia composta di 5 persone che si trovavano circondate dalle acque”. Airi Emanuele classe 1900, “per aver preso parte attiva ed altamente apprezzabile, non curante del pericolo, al salvataggio di 8 persone che si trovavano in serio pericolo di vita”. Pau Antonio classe 1908, “per avere prestato volontariamente e ripetutamente la propria opera, non curante del pericolo nel salvataggio di tre persone che si trovavano nel tetto di una casa circondata dalle acque in imminente pericolo di crollare, tanto che dopo appena pochi minuti che operato il salvataggio crollò, ed avrebbe sicuramente travolto e sotterrato nelle macerie i tre pericolanti”. Loi Giovanni classe 1901, “per avere prestato spontaneamente, senza curarsi del pericolo la propria opera per operare il salvataggio di tre persone circondate dalle acque, riuscendo dopo grandi sforzi a portare in salvo i pericolanti”. Seu Maurizio classe 1887, “per avere concorso validamente ed ovunque con sprezzo del pericolo, nell’opera di salvataggio di 8 persone che si trovavano circondate dalle acque, dando costantemente prova di eccezionale ardimento”. Si propongono attestati di benemerenza per: Pili Luigi classe 1921, Pisanu Eugenio classe 1893, Paderi Antonio classe 1908, Porcu Follesa Emanuele classe 1883 per assidua opera svolta quale Commissario Prefettizio, Demurtas Armando classe 1906, Zedda Francesco classe 1907, Cocco Dott. Flavio Parroco per avere prestato la propria opera di assistenza e di conforto tra le famiglie colpite e per avere preso parte attiva alla direzione dell’opera di salvataggio di tutte le persone in pericolo. Tutt’oggi non sappiamo quale reale ricompensa sia stata conferita a questi valorosi personaggi.

Francesca Sanna

(ilsarrabus.news)

:
Condividi sui social e seguici:
error

Tags: ,


About the Author



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top ↑
  • Notizie più recenti

  • Seguici su Facebook

  • Commenti recenti

  • Archivi

  • Categorie