Cultura

Published on 4 Gennaio, 2020 | by Redazione

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TRADIZIONI, C’era una volta la nostra befana…

C’era una volta una cara vecchina che se facevi il bravo ti portava un bel regalo. Se facevi il cattivo ti portava solo carbone, ma carbone vero!

 

Cara Befana, ne è passato di tempo da quel giorno in cui, piccina in trepida attesa, ricevetti un paio di polacchine rosse bordate di pelliccetta bianca. Ero stata buona, le avevo meritate. Qualcuno adesso dice che tu non esisti più, che sei obsoleta e che bisogna ristabilire la verità. Dice: “Che fa ancora questa vecchia incartapecorita col naso bitorzoluto in un tempo in cui la vecchiaia non è più di moda, è roba d’altri tempi. Che sono questi stupidi sogni?

Io che, da povera illusa, credo ancora alle favole, ti chiedo, invece, come posso spiegare ai miei figli che stiamo consegnando loro un mondo privo di ideali, di obiettivi, privo di cultura e civiltà, che gli stiamo preparando un mondo dove lo spettacolo è desolante, dove c’è un’apatia generale e un assordante silenzio di idee. Come faccio a dire ai miei figli che non devono credere a chi racconta loro che, per essere felici, devono comprare e consumare, e che, per avere successo e un futuro assicurato, basta andare in TV e apparire, senza sacrificarsi troppo. E che non devono cadere vittime della paura che viene sparsa dai mezzi d’informazione, televisione in testa. Paura diffusa ad arte, perché chi ha paura si può sottomettere più facilmente.

Come faccio a dir loro che la vita non può essere il deserto che ci viene propinato e l’obiettivo per la donna non può essere quello di essere scelta per danzare (e non solo) per il sovrano, mentre lui banchetta assieme ai suoi fedelissimi, anch’essi scelti o comprati.

Cara mia vecchia e stanca Befana, tra poco arriverà il 6 gennaio, il giorno in cui la tradizione vuole che i tre Principi d’oriente siano arrivati alla capanna di Betlemme. Sono venuti da lontano in quella terra che ha ricevuto per prima il messaggio di amore universale di Gesù. Per ironia della sorte, è quella una terra senza pace dove da sempre si ammazzano ebrei e giudei. Il 6 gennaio è anche il giorno in cui tu scendi a portare i tuoi doni ai bambini del mondo. Certo ti troverai un po’ in difficiltà a girare con queste case moderne dove non ci sono più le chiavi sulle porte e al contrario sbarre alle finestre come nelle prigioni. E i camini sono talmente stretti! E poi, una volta scesa, lì sotto ci sono stufe e bruciatori, cose moderne insomma.

Per favore Befana digli a quello lassù (sai noi italiani siamo abituati a farci raccomandare), se gli dovesse ricapitare, di pensarci su bene prima di andare a morire in croce per noi. E ai bambini non portare giocattoli, ne hanno troppi! E agli adulti che hanno permesso ad altri di espropriare il loro futuro, solo carbone… ma sì, anche un pò di speranza e di fiducia. Ciao vecchietta. E quando passerai sopra la mia casa, fai scodinzolare la tua scopa di saggina. Capirò che mi hai ascoltato.

Maria Cinus

(ilsarrabus.news)

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