Cultura

Published on ottobre 18th, 2018 | by Redazione

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STORIA. Nel 1616 un terremoto scosse Villasimius

1616, vuy alls 4 de juni 1616 di sa presente, aprés dinar a les 3 hores ha vingut un terramotu que batas, les cases parexian que ne caian y la terra tremulava de tal manera que les persones y totes les cases tremulavan…”.

 

Così cita il priore di Selargius nel suo stentato spagnolo, descrivendo il panico avvertito dalla popolazione per le scosse di terremoto che, nel giugno del 1616, fecero tremare le case e le persone.

Un’altra testimonianza dell’evento che quel lontano 4 giugno del 1616 colpì l’Isola è fornita da un’iscrizione graffita nella sagrestia della Cattedrale di Cagliari, che cita testualmente Ad 4 juny terremotus factus est 1616 (il 4 giugno 1616 c’è stato un terremoto).

Per via indiretta, inoltre, il terremoto del 1616, a tutt’oggi il più antico documentato nell’Isola , viene citato in una Gazzetta fiorentina (pur con data errata) quando, nel 1771, un terremoto viene avvertito nella Sardegna Sud Orientale:

Caglieri 23 Agosto [1771]. […] Non si ha memoria nel Regno di simile avvenimento dopo il 4 di Giugno 1610: ricavandosi ciò da una iscrizione scolpita in questa Cattedrale che dice: 4 Junii terraemotus factus est 1610. […]” [Notizie del Mondo, 1771.09.17]

Ma la localizzazione precisa e le caratteristiche del sisma sono frutto della ricerca presso l’Archivio di Stato di Cagliari effettuate una decina d’anni fa circa dall’Istituto di storia dell’Europa mediterranea del Consiglio nazionale delle ricerche (Isem–Cnr).

Nel Fondo “Reale amministrazione delle Torri”, infatti, un ricercatore dell’Istituto ha rinvenuto alcuni documenti, datati tra l’agosto e il dicembre del 1616, relativi ad una gara d’appalto indetta per il restauro di otto torri difensive. Il restauro si era reso necessario a causa delle lesioni determinate da una scossa di terremoto avvenuta proprio nel mese di giugno.

L’evento colpì il litorale di Villasimius ed il golfo di Cagliari, interessando le torri di Cala Pira (Castiadas), San Luigi a Serpentara (Villasimius), di Porto Giunco (Villasimius), quella dell’Isola dei Cavoli (Villasimius), di Cala Caterina (Villasimius), di Capo Boi (Sinnai), Monte Fenugu (Maracalagonis), di Cala Regina (Quartu Sant’Elena).

L’entità dei danni subiti dalle torri costiere ha portato gli studiosi del dipartimento di geoingegneria, che hanno collaborato con l’Istituto di Storia, ad ipotizzare un sisma di intensità pari al 6° o al 7° grado della scala Mercalli.

Per quanto riguarda l’epicentro è stato ipotizzato dagli esperti che fosse localizzato in mare, non distante dalla costa. Il sisma sarebbe stato, quindi, una conseguenza della dinamica del bacino del Tirreno meridionale.

Elisabetta Valtan

(ilsarrabus.news)

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