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Cultura

Published on Ottobre 3rd, 2020 | by Redazione

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STORIA. Correva l’anno 1943: Villaputzu e quegli «sfollati» in fuga da Cagliari distrutta

Il 1 settembre del 1939 la Germania nazista invase la Polonia, iniziò così la seconda guerra mondiale che durò ben sei anni, dal 1939 al 1945, il più grande conflitto armato della storia combattuto tra le più grandi potenze del mondo. La Francia e l’Inghilterra si schierarono con la Polonia. La Germania si allea inizialmente con l’U.R.S.S. iniziando le sue conquiste con l’occupazione di diversi stati. E’ così che, nel 1940,  nel pieno del periodo fascista Mussolini decise di far entrare l’Italia in guerra schierandosi con la Germania e attaccando la Francia. Nel 1941 la guerra cambia aspetto e cambiano anche le alleanze tra nazioni, gli americani entrano a far parte del conflitto dopo l’attacco del Giappone.

 

Proprio in questo momento storico che entrano in gioco gli americani che  svolgeranno un ruolo fondamentale nel proseguo della nostra storia. Proprio il ruolo devastante dei bombardamenti aerei nemici sul territorio italiano le popolazioni civili furono trascinate nel conflitto a causa dell’utilizzo di armi sofisticate e distruttive.

Ma parliamo di “sfollamento antiaereo” inteso come l’esodo di popolazione civile in seguito a bombardamenti aerei nemici conseguenti allo stato di guerra, nel nostro caso parliamo proprio dei bombardamenti subiti dalle forze anglo-americane nemiche a discapito della città capoluogo di Cagliari. Il primo documento che ci descrive la situazione è una comunicazione della Regia Prefettura di Cagliari del 26 Gennaio 1935 in cui si propone ai Podestà della Provincia di Cagliari un progetto di protezione dei cittadini dal nemico disponendo che in caso di guerra la popolazione civile del capoluogo di Cagliari, per esigenze dell’Autorità Militare, dovesse sfollare nella zona ad est della linea Cagliari-Isili-Nuoro-Orosei. Si chiedeva quindi, ai Comuni compresi in questa zona, di comunicare la possibilità di accogliere detta popolazione e quali servizi e spazi i Comuni potevano dedicare ad eventuali profughi di guerra.

Il Comune di Villaputzu rispose con una relazione dettagliata a riguardo in cui si evidenzia la volontà di venire incontro agli sfollati. Vi era una disponibilità limitata di locali: nelle case private si potevano collocare circa 500 persone, i locali del Monte Granatico, dell’ex Chiesa di Santa Brigida e la ex casa Parrocchiale potevano accogliere 300 persone. Mentre fuori dal centro abitato nelle case di Porto Corallo, nella Miniera Baccu Locci e Miniera Gibbas (se riattate) avrebbero trovato alloggio 400 persone. L’occupazione dei locali poteva essere regolata dal Presidente dei mutilati ed invalidi di guerra da due applicati di segreteria e da due guardie comunali, tutti dovevano essere esenti da obblighi militari. Per quanto riguarda la provvista di viveri, nel caso in cui non fossero sufficienti le scorte locali si poteva rimandare la richiesta di aiuti all’Ogliastra e al Gerrei.

Il servizio sanitario era affidato al medico comunale che sarebbe stato sufficiente anche per le persone accolte nel paese oltre che per i cittadini. Vi era la disponibilità di costruire baracche nelle località denominate “Canali” e “Santa Maria” su terreni di proprietà comunale in prossimità della Strada Nazionale distanti circa un chilometro dal centro abitato; nel caso in cui si presentasse la necessità di costruirle si evidenziava la mancanza di tavolame, per il restante materiale si poteva trovare tutto sul posto. Queste località erano attraversate dall’acquedotto comunale e nel caso potesse servire si potevano sistemare delle diramazioni alla conduttura principale e fornire le baracche di acqua; d’inverno  l’acquedotto poteva fornire una misura illimitata d’acqua ed in estate poteva fornirla per non oltre altre 2000 persone.

La rete fognaria era inesistente in quel periodo ma vi era un progetto in corso di approvazione, si aspettava un imminente inizio lavori. Queste baracche potevano essere riscaldate sia grazie all’energia elettrica che con la legna da ardere che esisteva in loco in abbondanza. Sul territorio comunale non esistevano cucine collettive ma ci si poteva attrezzare con un impianto immediato; il servizio trasporti veniva assicurato da autobus pubblici e da tre camion privati; esisteva un servizio postale e telegrafico di seconda categoria; il servizio di pubblica sicurezza era affidato a due stazioni dei Regi Carabinieri con sedi diverse a San Giorgio e nel centro abitato di Villaputzu, a quattro guardie comunali e non esisteva compagnia barracellare; non era presente il servizio estinzione incendi fatto importante nel caso si verificasse un bombardamento nemico sul territorio. Nel Comune si trovavano le Scuole Elementari fino alla quinta classe gestite da sei insegnanti in un ampio edificio capace di accogliere fino a seicento alunni. Il Podestà Tamponi termina così: «Ritengo che questo Comune possa ben prestarsi a raccogliere gli eventuali sfollamenti dal Capoluogo della Provincia».

In Italia Mussolini dichiarò guerra il 10 Giugno 1940. Per ragioni precauzionali si dispose una sistemazione alternativa della popolazione civile del capoluogo in caso di gravi danneggiamenti all’abitato. Con l’inasprirsi dell’offesa aerea nemica sui maggiori centri si richiedeva ai Comuni di inviare con urgenza periodica un elenco dei locali disponibili nel territorio comunale dove gli sfollati potevano trovare una sistemazione sicura. Con comunicazione della Regia Prefettura di Cagliari del 19 Dicembre 1942 a tutti i Podestà della Provincia di Cagliari si ordina: «Per disposizioni del Governo deve essere agevolato e intensificato il più che sia possibile lo sfollamento della Città di Cagliari ai fini della protezione antiaerea, tale sfollamento è in dipendenza delle possibilità ricettive dei Comuni dell’interno. Il capo del Governo ha già rivolto in tal senso un vivo appello a tutti i Comuni e a tutti i Podestà d’Italia perché in quest’ora di dura prova per la Patria essi accolgano con amore fraterno i cittadini che sono costretti ad abbandonare la loro casa e ad allontanarsi dalla città per sottrarsi alle vili offese del nemico. Occorrerà segnalare, non solo il numero dei locali, degli appartamenti e dei vani che possono essere ceduti in locazione agli sfollati, ma anche, e in modo particolare, il numero delle famiglie private che sono disposte ad offrire specificando il numero delle persone che possono essere accolte da ciascuna famiglia. Voi intendete tutta la nobiltà e l’eleganza di questo gesto delle nostre e buone patriottiche famiglie rurali eppertanto desidererei che la loro elencazione più che numerica fosse fin d’ora nominativa perché a suo tempo possa essere tenuto conto di queste alte benemerenze patriottiche». Tutte queste direttive fanno capire l’imminente pericolo a cui poteva essere sottoposta la zona, già dall’inizio dell’anno successivo, come previsto dal Governo, la popolazione fu sottoposta a dura prova.

Gli eventi bellici del 1943 rimasero scritti sulla storia della Città di Cagliari: tra i mesi di Febbraio e Giugno la città subì una serie di devastanti attacchi aerei anglo americani portando morte e distruzione. Il bombardamento del 13 Maggio fu il più pesante, gli obiettivi primari erano i porti, le strade e gli aeroporti ma anche il centro cittadino. Quel giorno 197 bombardieri e 186 caccia sganciarono centinaia di bombe riducendo buona parte della città ad un cumulo di macerie e provocando migliaia di morti tra cui donne e bambini. La gente a seguito fuggì da Cagliari, iniziando così lo sfollamento, un vero e proprio esodo di massa, quasi 100.000 persone cercavano rifugio nei paesi vicini in cerca di una sorte migliore. Ma le vicende storiche sono assai strane e curiose, avvolte inspiegabili, Cagliari dopo essere stata devastata dalle forze militari nemiche anglo americane, alcuni anni dopo, a guerra finita, ottenne forti aiuti economici da questi. Si pensi alla Rockefeller Foundation, società americana, che impiegò ingenti finanziamenti per debellare la malaria che regnava da sempre sovrana nell’isola e che a causa della mancanza di una cura continuava in quel periodo a portare con se morte e sofferenza. Pochi sanno che Cagliari dopo Napoli è stata la città più bombardata e che ha subito maggiori danni senza alcuna ragione plausibile.

Le motivazioni riguardanti la strategia militare fu quella che gli americani e gli inglesi vollero deviare l’attenzione dei tedeschi verso la Sardegna mentre si preparava lo sbarco in Sicilia. Una grande quantità di documenti d’archivio del 1943 ci testimoniano del fatto che numerosissime famiglie provenienti dalla Città di Cagliari trovarono ospitalità e alloggio presso il Comune di Villaputzu in case private che furono messe a disposizione dai cittadini a favore degli sfollati per un lungo periodo fino a quando venne a cessare quella terribile emergenza con la fine del secondo conflitto mondiale esattamente fino al 2 Settembre 1945.

Francesca Sanna 

(ilsarrabus.news)

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