Storia

Published on Gennaio 5th, 2019 | by Redazione

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STORIA. 1815, Villaputzu dice “no” all’invio di due cavalleggeri

Il 10 settembre 1815, il Maggiore di Giustizia dell’Incontrada di Muravera Salvatore Sirigu durante un’adunanza della Giunta Comunitativa di Villaputzu, fa presente ai Consiglieri radunati una richiesta inoltrata dal Signor Damiano Apeddu, Ar.me dell’Incontrada, sul permesso che fu accordato dal Governo a due cavalleggeri di dimorare presso l’Incontrada di Muravera con il compito di perseguitare dei malviventi locali con l’obbligo per il Comune di fornirgli vitto e alloggio anche per i loro cavalli.

 

Si chiedeva ricorso alla Reale Segreteria dello Stato di esentare il Comune da questo obbligo in quanto l’annata agraria in corso risultava pessima, paglia e cereali scarseggiavano anche per i cavalli dei Barracelli che si occupavano di arrestare malviventi e difendere giornalmente il territorio dai continui assalti barbareschi.

Il testo originale ci racconta: “Ad ognuno sia manifesto qualmente sonosi uniti, e radunati il Notaio Gregorio Mulas attual Sindaco, Giovanni Congiu Porcu, Agostino Pisu, il Nobile Don Vincenzo Sotgiu, Antonio Maria Secci, Priamo Cabra Zucca ed il Notaio Tommaso Selis consiglieri tutti che compongono la Giunta Comunitativa di questa Villa Putzu ed essendo così uniti in forma di Giunta in compagnia di Salvatore Sirigu Maggiore di Giustizia… a richiesta del Signor Apeddu Damiano attuale Ar.me di questa Incontrada sono stati dal Governo accordati a dimorare nella di Muravera due cavalleggeri col pretesto di dover arrestare alcuni malviventi di questa Incontrada, qual, in un mese, che trovasi di residenza in detta villa non hanno effettuato, ne per altro detto Ar.me se ne serve che per condurgli in sua compagnia ovunque vada a guisa di scudieri, e che in questa villa non sonovi malviventi di arrestare o quando ce ne fossero non s’abbisogna di essi e basterebbe darne l’incarico al Barrancello, mentre gli attuali Barrancelli sono bastanti atti a praticare qualunque arresto di questi comunisti e non di meno viene questo Comune obbligato a somministrare ad essi e loro cavalli tutti gli alimenti necessari di tre in tre settimane per lo che sarebbe convenevole ricorrere alla Reale Segreteria di Stato e supplicare di esentare questo detto Comune di dover somministrare a detti cavalleggeri genere alcuno di viveri atteso principalmente che per la sterilità del presente anno neppur col danaro alla mano trovasi chi venda grano ed orzo e molto meno paglia che per gli quotidiani timori in cui ci troviamo di esser assaliti dai Barbareschi è necessario tener sempre i nostri cavalli a mano e sostenerli con la poca paglia che si è raccolta… e la Cassa Comunale senza un soldo da poter anticipare o spendere.

Francesca Sanna

(ilsarrabus.news)

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