Sarrabus

Published on Agosto 13th, 2020 | by Redazione

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SPORT, Il kayak per scoprire il Sarrabus rispettando la natura

Uno degli sport praticati nel Sarrabus che consente di stare a stretto contatto con la natura è il kayak da mare, che permette di unire la passione della navigazione per mare e fiume con l’amore per la conoscenza del territorio.

 

Alessandro Porcu (41 anni) è il presidente della Flottiglia Bosoosss Porto Corallo, un’Associazione Sportiva Dilettantistica nata nel settembre 2017. Alessandro Porcu ha accettato di concederci un’intervista per far conoscere ai nostri lettori la propria esperienza in questo campo sportivo.

Potresti spiegarci cos’è un kayak da mare?
Il kayak da mare è un imbarcazione che deriva dagli antichi popoli Inuit. E’ capace di affrontare mare in condizioni difficili se utilizzato al meglio e di percorrere lunghe distanze. Veniva utilizzato per la caccia e la pesca. Al giorno d’ oggi invece il suo scopo principale è l’ escursionismo e da la possibilità di poter stivare il necessario per stare in mare svariati giorni.

Come nasce il nome della tua associazione?
L’associazione è denominata Flottiglia Bosoosss Porto Corallo e ha la sede presso il Porto Turistico di Porto Corallo a Villaputzu. Bosoosss è il nostro motto, che prima di essere un’associazione veniva impiegato come una sorta di grido di battaglia, lo urlavamo per scaricare la tensione in mare, per darci la carica, ma anche in occasione di un brindisi sorseggiando del buon vino e cucinando con la pentola a pressione, perché il nostro modo di vivere la giornata in kayak comporta anche questa modalità di organizzare i pasti e in generale l’adattarsi alla vita all’aria aperta rispettando la natura. Con il passare del tempo Bosooss è diventato il nostro modo di essere. Noi della Flottiglia abbiamo la possibilità di vivere il mare e trarne i suoi benefici molto più da vicino, siamo in lui, ne sentiamo la temperatura piacevole in estate e la sua freddezza in inverno, il suo respiro calmo durante una bella giornata di sole oppure il suo forte sussurro con mare agitato. In entrambi i casi al termine della nostra pagaiata siamo soddisfatti e appagati per aver convissuto per un po’ con lui.

In quali zone preferisci navigare?
Prevalentemente navighiamo nella zona del Sarrabus dal momento che ci sono tanti chilometri di costa. Partendo da Murtas, a Nord, navighiamo in direzione Sud ammirando la scogliera Su Franzesu, Porto Corallo, Capo Ferrato, l’Isola dei Cavoli e Capo Carbonara. Il nostro territorio è inoltre attraversato da uno dei più importanti fiumi della Sardegna, il Flumendosa, ma ci sono anche altri pittoreschi corsi d’acqua, Flumini Durci a Quirra, il Rio Picocca e Corr’e Pruna, tutti navigabili con il kayak, un’esperienza che tra l’altro consente di entrare in contatto con la fauna del luogo. Ci spostiamo anche in altre zone della Sardegna grazie al fatto di poter caricare il kayak sulla macchina. Nonostante Villaputzu sia situato lungo la costa purtroppo ci sono delle difficoltà logistiche per praticare questo sport, ma confido sempre nell’Amministrazione Comunale del paese che si sta impegnando nella valorizzazione degli sport all’aria aperta. Il kayak dovrebbe essere un punto di forza per il territorio e vorrei approfittarne per ringraziare lo stabilimento balneare Vela Sport di Porto Corallo per la disponibilità data in questi anni di attività della nostra Associazione. Le nostre attività escursionistiche, oltre a osservare le bellezze della natura, ci portano a vedere qualche traccia di plastica lungo le coste. Diamo il nostro piccolo ma grande contributo raccogliendola durante le soste nelle calette.

Dopo le escursioni, per mare o per fiume, registri ciò che hai visto?
Compilo sempre una sorta di Diario di Bordo dove indico le escursioni in kayak, annoto i nomi dei partecipanti, il nome dei luoghi, le condizioni meteo e altri particolari di rilievo che hanno caratterizzato l’escursione. Credo che sia molto importante scrivere per gli altri e leggere per se stessi. Ciò che si legge sulle esperienze di altri marinai migliora il proprio bagaglio culturale. Inoltre faccio delle foto delle attività che svolgiamo e le pubblico sulla pagina Facebook della Flottiglia.

Possono partecipare alle escursioni solo gli adulti o anche i bambini?
Possono partecipare kayakers over 70 ma allo stesso tempo faccio escursioni con mio figlio Marco di 7 anni, che ha già qualche anno di esperienza con gli sport nautici.

Sfatiamo un mito. Molti genitori temono di far praticare questo sport ai bambini perché non lo ritengono sicuro. Come puoi rassicurarli a tal proposito?
Nonostante Villaputzu sia un paese sul mare la gente ha paura di esso. Per quanto riguarda l’incolumità, sia per i bambini che per gli adulti, è necessario avere e conoscere tutto ciò che riguarda la sicurezza, come il giubbetto di aiuto al galleggiamento, paraspruzzi, pompa di sentina, tecniche di risalita e di traino di un kayak in difficoltà. La paura legata al mare purtroppo comporta uno sviluppo lentissimo delle possibili attività economiche a esso legate. L’avvicinamento al kayak potrebbe essere un’ottima possibilità per sconfiggere questo timore, soprattutto per le nuove generazioni.

Hai qualche progetto per il futuro che potrebbe coinvolgere le nuove generazioni?
Sì. Lo scorso autunno la Flottiglia Bosoosss Porto Corallo ha organizzato un progetto con le scuole medie di Villaputzu grazie alla collaborazione del Comune di Villaputzu e alla dirigente scolastica, coinvolgendo anche Carlo Coni, un canoista di grande esperienza che svolge attività di istruzione per le scolaresche. A causa del Covid – 19 non è stato possibile realizzare il progetto, quindi è stato rimandato

Angelica Porcu

(ilsarrabus.news)

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