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Sarrabus

Published on Dicembre 30th, 2017 | by Redazione

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SARRABUS, Viaggio attraverso gli antichi mestieri

Nella storia si susseguirono una serie di cambiamenti delle attività produttive che in qualche modo portarono la nascita di diversi mestieri, fortemente legati quindi allo stile di vita locali delle diverse epoche. Mestieri che oggi, per la maggior parte, non esistono più ma ricordarli ha un preciso significato. Dalle ricerche effettuate nel nostro archivio, emergono diversi mestieri che venivano praticati nel Sarrabus e non solo.

Iniziamo con il ruolo del banditore pubblico, mestiere ancora oggi presente, ma con origini antiche già nel Medioevo: diffondeva le notizie in modo veloce ed accessibile a tutti, leggeva ad alta voce per le vie dei centri abitati le disposizioni delle autorità. Abbiamo un documento datato 1 Gennaio 1828, riguardante il banditore Mandamentale del tempo Raimondo Corona a cui le fu dato ordine di dare bando a suon di tamburo avvisando tutti gli abitanti di Villaputzu ed a ogni possidente di beni immobili, che dopo giorni 8 dal comunicato, nel piazzale della chiesa, ci si doveva radunare per la denuncia dei rispettivi beni, soggetti a Reale Donativo con lo scopo di formare il nuovo catasto.

Il Pedone comunale invece era una sorta di fattorino che svolgeva la sua attività a piedi o a cavallo, si occupava di corrispondenza postale tra Comuni vicini. Secondo una comunicazione dell’Amministrazione Comunale di San Vito del 15 Febbraio 1848, si richiedeva al Comune di Villaputzu di nominare un pedone allo scopo di far eseguire con esattezza le debite consegne senza il pregiudizio del Fiume Flumendosa in quanto non si poteva sempre valicare con la barca ed essendo a periodi impossibile attraversarlo con il cavallo a causa delle piene. Si richiedeva che questa figura potesse curarsi di effettuare la corsa tra i tre Comuni del Sarrubus ed intraprendere una corsa settimanale a cavallo da Villaputzu a Lanusei.

Esistevano anche i periti per la valutazione di diverse colture, come le ghiande, la legna, e di tutti i frutti in natura di proprietà comunale, che necessitavano di estimo per essere date in affitto. Si trattava di agricoltori o pastori esperti che prestavano la loro opera di estimatori di terreni comunali sotto giuramento.

Il cosiddetto fabbro ferraio, era un mestiere molto richiesto all’epoca e tutt’oggi. Sappiamo che nell’Aprile del 1893 il Comune di Villaputzu concedeva dei permessi di carbonizzazione di diversi quintali di legna delle foreste comunali ai fabbri del luogo, arrivando a pagare fino a Lire una per ogni quintale. Un ulteriore problema era dato dalla mancanza di un medico locale, perché esisteva solo quello Mandamentale che risiedeva a Muravera, e che spesso era impossibilitato, soprattutto in inverno e nelle ore notturne, ad attraversare il fiume per far fronte alle urgenze.

Esistevano però dei flebotomi e dei vaccinatori speciali, che avevano il compito di curare i pazienti dietro ordine del medico per quanto riguardava le medicazioni e le vaccinazioni.

Il ruolo del barcaiolo comunale era strettamente legato alle piene del Flumendosa, in quanto mancando di arginamento l’acqua invadeva i campi coltivati e rendeva necessario l’impiego di un barcaiolo comunale, che veniva ricompensato con un sussidio che poteva arrivare fino a Lire 10, nel caso in cui percepiva poca remunerazione da parte dei cittadini trasportati da una sponda all’altra. Spesso capitava che la furia delle acque spazzasse via la barca che sostava sulla riva del fiume, ed il Comune era obbligato ad acquistare della legna per farla ricostruire.

Anche il ruolo di accalappiacani era di origini antiche. Nei primi anni del 1900 sappiamo che queste figure dovevano seguire gli ordini del Prefetto della Provincia per la prevenzione dei casi di rabbia canina. Non dovevano lasciare vagare nel popolato cani randagi e senza museruola, e dovevano sequestrare quelli erranti. I proprietari potevano pretendere la restituzione dietro il pagamento di una multa di circa centesimi 25 per ogni giorno di custodia, e la sua remunerazione dipendeva dal numero di contravvenzioni effettuate.

Era importante anche il ruolo del guardia fuochi, così chiamato chi doveva controllare ed avvistare scrupolosamente i principi di incendio nei boschi e nelle foreste comunali.

L’attendente all’orologio pubblico doveva occuparsi della riparazione dell’orologio posizionato sul campanile della Chiesa Parrocchiale, ai primi del 1900 poteva guadagnare fino a Lire 2,50.

Invece il campanaro aveva il compito di suonare con precisione le campane della Chiesa e della scuola elementare, remunerato dalla Parrocchia, poteva percepire nel 1930 circa Lire 45.

Francesca Sanna

(ilsarrabus.news)

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