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Published on Settembre 22nd, 2020 | by Redazione

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SARRABUS, Via alle lezioni anche alle scuole superiori: “Il Covid cambierà le nostre abitudini”

Se tutte le scuole sono preoccupate per questo che sarà un anno difficile, un occhio di riguardo lo merita l’istituto tecnico per geometri Einaudi che, al di là del Covid, aveva già da affrontare gli imprevisti di un anno scolastico decisamente movimentato. A gennaio gli studenti esasperati scioperarono per un guasto all’impianto di riscaldamento che si protraeva da mesi. La provincia, sollecitata più volte a intervenire già nei mesi precedenti, non lo fece. Poche settimane dopo, il coronavirus ha chiuso l’istituto.

 

È proprio il preside Settimio Mario Secchi a parlarne: “Il problema del riscaldamento è finalmente risolto, i lavori sono finiti a maggio. Le aule sono a posto. Sono in corso anche dei lavori di sicurezza. Penso che il metodo ideale per affrontare le modifiche che abbiamo dovuto apportare per il Covid, sia fare in modo che possano essere utili anche per il futuro. Ecco perché stiamo rifacendo completamente le scale esterne. Sono le scale di sicurezza, adesso serviranno per gli ingressi separati ma una volta finita l’emergenza saranno lì, nuove e sempre pronte a rendere la scuola più sicura. Stessa cosa per quanto riguarda le porte per le uscite di sicurezza. Le stiamo sostituendo, finalmente. Abbiamo i defibrillatori e tutto il personale è stato formato da un medico per sapere sempre cosa fare”.

Sia il liceo che l’istituto tecnico, quest’anno possono contare su due classi in più. Ma la possibilità di effettuare gli ingressi separati in entrambi gli edifici, permette di mantenere per tutti gli stessi orari. Afferma il preside Secchi: “I ragazzi entreranno tutti alle 8.30 e usciranno tutti alle 13.30. Hanno tutti gli ingressi separati, ne abbiamo sei al tecnico e quattro al liceo. È importante perché altrimenti metteremmo in difficoltà gli studenti per quanto riguarda i trasporti”. E aggiunge: “Varrebbe la pena soffermarsi anche sugli altri problemi. Il liceo è un cantiere aperto da 15 anni, al tecnico ci sono delle aree da riqualificare, come il campo da basket e il vialetto che quest’anno sarà utilizzato maggiormente proprio per gli ingressi differenziati”.

Prima di pensare all’anno scolastico 2020/2021 è utile ripensare agli ultimi mesi. Prosegue il preside: “Di positivo c’è stato che i fondi per la didattica a distanza sono arrivati subito, abbiamo potuto dare dei tablet agli studenti che ne erano sprovvisti. Certo, in questa zona andrebbe migliorata la connessione, ma non spetta alla scuola intervenire. Vorrei conservare le cose positive della didattica a distanza che potrebbe essere utilizzata ancora. Non ritenerlo più uno strumento straordinario, ma uno strumento ordinario. Penso ai corsi di recupero, ad esempio. Anziché tenere a scuola oltre l’orario sia studenti che insegnanti, potrebbero seguire i corsi da casa. O nel caso uno studente dovesse subire un lungo periodo di convalescenza, potrebbe seguire le lezioni da casa. E penso anche ai colloqui, perché no. Si possono fare molte cose a distanza, bisogna valutare, è un risparmio di tempo e di energia”. E spinge a una riflessione sul mondo del lavoro che ultimamente tiene banco a livello nazionale: “Valutare anche il modo di lavorare, il lavoro viene svolto nel luogo e nel tempo che si vuole”.

Basta fare un giro di perlustrazione per l’istituto per notare i cambiamenti. Il personale ha già preparato i banchi, ognuno a debita distanza e i posti sono ben segnalati dai segnali sul pavimento. In alcune aule i banchi sono doppi ma con una sola sedia. Più spazio per uno studente. In altre aule ci sono i banchi singoli, a più di un metro di distanza l’uno dall’altro. Sottolinea il preside Secchi: “Quando troviamo due banchi vicini significa che quello accanto è il posto dell’insegnante di sostegno che avrà comunque la visiera di protezione. Tutti i docenti la avranno. Dal ministero ci hanno già mandato forniture di gel e mascherine per gli studenti”.

Il Covid cambierà necessariamente le abitudini all’interno della scuola. Aggiunge ancora Settimio Mario Secchi: “Non si potranno utilizzare i distributori automatici per evitare gli assembramenti e perché sarebbe impossibile disinfettare i macchinari a ogni utilizzo. I ragazzi porteranno la merenda da casa e faranno la ricreazione in classe”. Teoricamente è tutto pronto e calcolato ma, come ha ripetuto anche la dirigente scolastica Atzeni, anche per l’istituto tecnico sarà necessariamente un procedere per tentativi. E continua: “Tutto si vedrà quando entreranno gli studenti. Abbiamo fatto in modo di preservare tutti, soprattutto i più fragili, tra studenti, docenti e tutto il personale. Abbiamo liberato tanto spazio occupato inutilmente, c’erano delle sale occupate da computer non funzionanti e obsoleti. La scuola è fruibile in ogni suo spazio. Ma soprattutto ci aspettiamo molto dai ragazzi, dovranno essere molto collaborativi. E il nostro compito è verificare se quanto pensato, sia effettivamente fattibile e, in caso di problemi, cambiare in corso d’opera”.

Nelle parole dei dirigenti la preoccupazione è tangibile ma non manca la voglia di ricominciare e di mettere alla prova quanto progettato. Il preside Settimio Mario Secchi conclude con un appello ai sindaci: “Appena possibile vorrei che si organizzasse un tavolo con i sindaci del territorio. È giusto che la scuola abbia gli occhi puntati addosso, ma non solo in casi di emergenza. La scuola è una parte fondamentale del territorio e mi piacerebbe sapere quale sia la visione strategica per le scuole. Dobbiamo tenerci i nostri ragazzi, perché se un quattordicenne decide di andare a Cagliari per un servizio che ha anche qui, allora è una sconfitta per tutti. La scuola fa la sua parte ma abbiamo bisogno anche di trovare terreno fertile intorno”.

(ilsarrabus.news)

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