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Published on Settembre 16th, 2017 | by adminalex

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COMUNE UNICO, Sarrabus unito? Un’opportunità di rinascita da non perdere assolutamente

Una tendenza ormai diffusa in tutta Italia e principalmente nelle Regioni settentrionali, ma che non ha riscontri nella Regione Sarda e il fallimento manifesto dei quindici anni dell’Unione dei Comuni ci porta chiederci se non sarebbe necessario ammainare il campanile che ci divide e iniziare un nuovo percorso comune, con un’unica entità municipale che possa meglio assolvere i problemi che quotidianamente affliggono la nostra Comunità locale. Per una volta si lascerebbe alla storia la vecchia definizione che i governanti spagnoli avevano dei Sardi, ossia di un popolo piccolo, fatto di persone matte e disunite. Un unico Comune, per un popolo che diventerebbe grande, con una scelta sensata e contraddistinto da una unità di intenti, che possa difendere un territorio, che possa programmare un futuro migliore, con un’Amministrazione efficiente e un azione amministrativa efficace ed economica.

I più grandi amministrativisti italiani d’altronde concordano che un’Amministrazione possa assolvere correttamente il proprio mandato se, e solo se è efficiente, efficace ed economica ed è sotto gli occhi di tutti che attualmente le nostre Amministrazioni locali sono tutto fuorché efficaci, efficienti ed economiche.

Una fonte più autorevole di chi scrive queste poche righe disse che: “Se un regno è diviso in parti contrarie, quel regno non può durare. Se una casa è divisa in parti contrarie, quella casa non potrà reggere” (Mt 3, 24-25). Ed è quello che tutti i giorni si assiste nel nostro Sarrabus, dove la divisione e la poca unità di intenti delle varie amministrazioni locali manifestano che il regno non può durare. Unità di facciata per la difesa del presidio ospedaliero, ma divisi quando si deve eleggere un rappresentante di quel territorio all’interno delle Istituzioni regionali. Il Sarrabus è schiacciato da un lato da una Regione ormai matrigna, dall’altra da uno Stato che mette al primo posto gli obiettivi di bilancio e non lo sviluppo e la crescita della nazione, e da una Comunità Europea che assume sempre più le sembianze di una Grande Germania, piuttosto che una vera Europa.

Solo se uniti in unico Ente rappresentante la Comunità sarrabese, vi sarebbe l’unica speranza di riuscire ad arrestare un declino che appare inesorabile.

Ma oltre alle motivazioni di carattere generale e considerando che il nascente Comune del Sarrabus (almeno nella fusione dei Comuni di Muravera, San Vito, Villaputzu e Castiadas) sarebbe l’ottavo Comune Italiano per estensione territoriale rappresentante di circa 15000 abitanti, con l’estensione costiera più vasta e il Comune non capoluogo con l’estensione più vasta in Italia, bisognerebbe considerare i vantaggi tangibili e intangibili che tale fenomeno potrebbe creare per la Comunità locale.

UN SINDACO, UNA GIUNTA, UN CONSIGLIO. La prima semplificazione tangibile sarebbe l’avere un unico Sindaco, con una Giunta composta da 6 Assessori e e un Consiglio composto da 20 consiglieri a fronte degli attuali 4 Sindaci 14 Assessori complessivi e 52 consiglieri comunali. Per i fautori del taglio dei costi della politica una vera e propria inattaccabile benedizione, senza considerare il maggior peso politico dei rappresentanti eletti.

UN’UNICA MACCHINA AMMINISTRATIVA. Attualmente nel Sarrabus vi sono 4 Segretari comunali (sebbene spesso part time con altri Comuni), dalla fusione vi sarebbe un unico Segretario Comunale impiegato full time sul nuovo Comune, inoltre ci sarebbero 8 responsabili di posizioni organizzative (Amministrativo, Bilancio, Entrate, Lavori Pubblici, Edilizia Privata, Servizi Sociale, Polizia Locale) a fronte delle attuali organizzazioni presenti nei Comuni con evidente razionalizzazione delle competenze,miglior assetto organizzativo e dotazioni organiche aggregate più efficienti.

APPALTI UNICI. Solo per esemplificare, attualmente sono attivi 4 contratti di gestione della raccolta rifiuti per i 4 Comuni interessati. Prendendo ad esempio l’appalto del Comune di Muravera che incide per circa 2 milioni di euro l’anno su una popolazione di 5000 abitanti, l’incidenza pro capite è di circa 380 euro (non l’incidenza in bolletta, ma il costo del servizio a persona). Se si considera il Comune di Sestu, il costo del servizio è pari a 2.600.000 euro con un incidenza pro capite (circa 20.000 abitanti) di 194 annui. Da questo dato, e rapportato per tutti i servizi oggetto di appalto, possiamo evidenziare la creazioni di economie di scala con un vantaggio netto in termini per i cittadini i quali pagano un servizio ad un prezzo più basso rispetto a quello praticato in precedenza.

UNICO SISTEMA TRIBUTARIO, UNICO ASSETTO DEL TERRITORIO. La fusione comporterebbe un unico sistema tributario, un unico PUC e un unico sistema di governo del territorio.

CONTRIBUTI STATALI E REGIONALI. Secondo le norme vigenti (legge del Rio, finanziaria 2014 e leggi regionali) al Comune nascente spetterebbero il 20% dei trasferimenti erariali attribuiti per il 2010 oltre ad un finanziamento regionale di 350.000 euro annuali per i primi 3 anni e 200.000 euro annuali per i successivi dodici. Occorrono inoltre due considerazioni non di poco conto: non sussistenza dei vincoli derivanti dal patto interno di stabilità per i 5 anni successivi all’entrata in vigore del nuovo Ente; possibilità di andare in deroga alle spese del personale per i successivi 2 anni dall’entrata in vigore del nuovo Ente (con una serie di paletti e considerazioni derivanti dal trasferimento del personale dai vecchi Comuni al nuovo Comune)

LA PROPOSTA. allo stato attuale, i Comuni interessati dovrebbero indire il giorno stesso delle elezioni politiche del 2018 un referendum consultivo, al cui esito, se positivo, darebbe forte mandato ai Consigli comunali di presentare la proposta di fusione alla Regione Sardegna. Una volta deliberata dal Consiglio Regionale, avendo già attivato un meccanismo di consultazione delle popolazioni interessate ex ante, non apparirebbe più necessario il referendum confermativo sulla fusione stessa.

Paolo Farci

(ilsarrabus.news)

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