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Sarrabus

Published on Marzo 14th, 2020 | by Redazione

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SARRABUS, Territorio blindato per Covid-19. L’appello dei sindaci: «I cittadini siano responsabili»

L’emergenza Covid-19 ha fatto una vittima illustre ben prima della “chiusura” totale di tutto il territorio nazionale: il Carnevale Sarrabese di Villaputzu che quest’anno non festeggerà il suo 26esimo compleanno. Villaputzu non ha avuto la sua domenica di festa, niente via Nazionale colma di spettatori, niente carri, niente maschere, niente coriandoli. Niente musica fino a tarda sera, niente frittelle e niente premiazioni, solo vie semideserte: è l’immagine più eloquente di questi giorni difficili.

 

L’allarme per il Coronavirus ha così raggiunto l’isola. Nei giorni della scorsa settimana ogni comunicato di ente culturale o governativo recitava, per ogni annullamento o rinvio di manifestazioni, “in via precauzionale” ma la preoccupazione era già nell’aria. Quella di domenica è stata quindi una mattinata scandita dal silenzio, già caratterizzata dagli inviti a uscire di casa il meno possibile. Ultima celebrazione della messa prima della decisione dei vescovi di bloccare anche le funzioni religiose aperte al pubblico. Nelle chiese del Sarrabus continueranno infatti a svolgersi in maniera privata. Nella parrocchia di San Giorgio Martire suoneranno comunque le campane e alla messa, oltre al parroco don Franco Serrau saranno presenti solo le suore. La parrocchia di Muravera garantirà la diretta della messa, celebrata da don Emilio Manca, su Radio La Voce e il parroco di San Vito don Pasquale Flore celebrerà la messa in diretta Facebook.

Diverse attività commerciali annunciano la chiusura o un’apertura in determinati orari o addirittura su prenotazione finché la situazione non si sarà almeno minimamente normalizzata, al fine di scongiurare il più possibile gli assembramenti. I market e discount alimentari rispettano un’entrata a numero chiuso e forniscono guanti all’ingresso.

Poche le bancarelle al tradizionale mercato del martedì. Anche gli uffici comunali sono chiusi al pubblico, fatta eccezione per le pratiche che non possono essere espletate telefonicamente o telematicamente. In ogni caso ci si potrà recare negli uffici del comune solo dopo aver preso appuntamento. Chiusa la biblioteca “Efisio Melis” che però ricorda l’adesione della stessa alla piattaforma digitale Media Library On line che permette il prestito gratuito degli e-book.

Presi d’assalto sia nei negozi che nelle farmacie i prodotti igienizzanti e le mascherine, che infatti scarseggiano già dalla scorsa settimana. Anche nelle farmacie ingressi contati e file all’esterno dei locali. «Se non ci ammaliamo dal virus ci ammaliamo per il freddo», commenta ironicamente un cliente in attesa del suo turno. Popolazione concorde nel constatare la difficoltà del periodo, specialmente vedendo il paese che prende le sembianze di un paese fantasma. Cosa che, assurdamente, non accade per la marina di Porto Corallo e, in generale, per le residenze estive di tutto il Sarrabus, insolitamente ripopolate da turisti in fuga dalla zona rossa del settentrione.

Il sindaco Sandro Porcu, raggiunto telefonicamente lunedì mattina, non tarda a rassicurare i compaesani: «La prima considerazione da fare – spiega – è che il Comune e l’amministrazione comunale, e quindi il sindaco in primis come autorità sanitaria locale, stiamo attuando tutte quelle che sono le precauzioni e i controlli a seguito del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) e dell’ordinanza del Presidente della Regione, quindi stiamo facendo tutti i controlli e quello che possiamo fare nel nostro piccolo. Purtroppo non abbiamo strumenti e mezzi per poter contrastare questa situazione di emergenza, però stiamo facendo del nostro meglio. Innanzitutto, ciò che abbiamo iniziato a fare da subito è controllare Porto Corallo e, in paese, le seconde case per possibili arrivi di persone dal Nord Italia che hanno la seconda casa qui e che si stanno recando in Sardegna. Purtroppo questa è una cosa che stanno segnalando moltissimi comuni dell’isola, pare che Costa Rei sia pieno di persone arrivate dal Nord in questi giorni, Villasimius anche, ma mi risulta anche Pula e un po’ tutti i comuni costieri e questa è una grave emergenza. Come sindaci della Sardegna, tramite l’Anci e personalmente ogni singolo comune, abbiamo mandato una lettera al presidente della Regione per aumentare i controlli e soprattutto di prevedere la quarantena per le persone che arrivano dalle zone rosse e per renderla retroattiva, quindi almeno nei 14 giorni previsti per l’incubazione. Come Comune stiamo cercando di limitare gli ingressi nei nostri uffici, cercando ovviamente di mantenere quelle che sono le direttive, le ordinanze e i vademecum che sono stati mandati in questi giorni».

Una risposta positiva dalla Regione è arrivata proprio in queste ore con l’ordinanza del Presidente Christian Solinas che impone la quarantena a chi è arrivato in Sardegna anche nei 14 giorni precedenti l’8 marzo.

L’intervento del sindaco Sandro Porcu si conclude con un a pensiero rivolto a tutti i villaputzesi: «Seguite scrupolosamente tutte le indicazioni che sono state date in questo periodo – dice – Quindi rimanere a un metro di distanza l’uno dall’altro, evitare gli assembramenti, evitare strette di mani e contatti fisici. Sono piccoli accorgimenti che devono essere rispettati e che dobbiamo mantenere  il più possibile perché ne va della salute e della vita dei cittadini. L’invito rivolto a tutti quanti è di avere buonsenso e responsabilità. Quindi anche nei ristoranti, nei bar e nei locali: rispettare il più possibile tutte le regole. Noi faremo la nostra parte. Il mio è un pensiero rivolto a tutti e soprattutto alla popolazione anziana che è quella che può essere maggiormente colpita. Mi sento comunque di rassicurarla, faremo di tutto per preservarla perché sono anziani ma soprattutto perché sono il nostro patrimonio. Mantengono la nostra cultura e i saperi del nostro paese. Siamo con loro, siamo vicini a loro, l’amministrazione comunale tutta è vicina a tutta la popolazione. Siamo pronti a rispettare i protocolli e le regole che ci vengono imposte dall’alto e chiediamo anche di rafforzarle per la sicurezza di tutti».

Sara L. Canu

(ilsarrabus.news)

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