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Published on Ottobre 29th, 2020 | by Redazione

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SARRABUS, Parla il medico del 118: «Ora siamo preparati per fronteggiare l’emergenza Covid»

«Non siamo nello stato di febbraio-marzo perché allora eravamo sostanzialmente impreparati. Non conoscevamo bene le terapie e le procedure, il tutto ci ha colto in una situazione particolare. Adesso siamo preparati».

 

Lo dice Luigi Cadeddu medico del 118 e promotore di corsi Covid nelle scuole. Poi, sul trattamento dei pazienti: «Quando sospettiamo un paziente sintomatico da coronavirus – spiega Cadeddu – verifichiamo i sintomi che corrispondono a una febbre che non risponde ai normali antipiretici o a problemi respiratori molto importanti come un distress respiratorio, che avviene quando la persona ossigena male. Se la persona ha prima contattato il medico di base per una terapia, a questo punto il medico di base può attivare il sistema delle USCA o può attivare noi. Attualmente noi portiamo direttamente il paziente al Santissima Trinità, lì viene effettuato il tampone e poi i pazienti vengono smistati a seconda del risultato».

Da molti anni il dottor Cadeddu lavora anche nelle scuole, attraverso i corsi di primo soccorso. Adesso l’attività è estesa anche alle esigenze odierne. Commenta così: «Bisognerebbe sedersi a tavolino per insegnare ai ragazzi a prendersi cura di loro. Se insegnassimo ai ragazzi a prendersi cura di se stessi, i ragazzi imparerebbero a essere prudenti. Per esempio, se si insegnasse che il casco serve a evitare i traumi cranici e gli spiegassimo cosa sono i traumi cranici, forse avremmo meno casi. Bisogna dare ai ragazzi gli strumenti».

C’è panico fra la gente? Risponde il dottor Cadeddu: «C’è tutto. Ci troviamo davanti a tre casi. Nel primo caso ci sono le persone oggettivamente consapevoli. Stanno attente, non vanno nel panico, rispettano le regole e sono la minoranza. Nel secondo caso ci sono le persone in preda al panico e che diventano praticamente i collaborazionisti del partito nazista, che denunciano «ho visto uno che correva da solo e lontano da tutti senza mascherina». Oppure mettono la mascherina quando sono all’interno della propria automobile e in completa solitudine. E poi c’è il terzo caso. Quelli che, per ragioni assurde, vivono tutte le precauzioni come violazione delle libertà personali». 

Sara L. Canu

(ilsarrabus.news)

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