Sarrabus

Published on Marzo 18th, 2020 | by Redazione

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SARRABUS, Nel territorio troppi prendono alla leggera l’emergenza Covid-19. Il 118: “Siate responsabili”

Sono ancora troppi quelli che, nel Sarrabus-Gerrei prendono alla leggera l’emergenza Covid-19 e non prendono le precauzioni necessarie soprattutto in presenza di persone o anziani malati. E’ quanto gli operatori del 118, in prima linea in tutta Italia e quindi anche nel Sarrabus per dare assistenza alla cittadinanza, riscontrano nel loro lavoro quotidiano. In zona, almeno fino ad ora, non ci sono casi di positività conclamata al virus ma valgono, come nel resto del territorio nazionale, le prescrizioni che impongono alla popolazione di rimanere in casa, salvo situazioni di estrema urgenza.

 

“Si può dire che noi dell’équipe del 118 di Muravera – spiega Luigi Cadeddu, dirigente medico del 118 – conosciamo personalmente quasi tutti i cittadini del Sarrabus-Gerrei. Del resto i componenti della nostra squadra sono gli stessi da vent’anni e in precedenza hanno prestato servizio alla Guardia Medica o al pronto soccorso. La gente è diventata per noi di famiglia. Proprio in virtù di questa conoscenza, siamo preoccupati per gli individui più a rischio. Cerchiamo di essere molto rigidi nelle precauzioni durante i nostri interventi pur con il materiale risicato che abbiamo a disposizione. Siamo nella stessa situazione di tutto il resto d’Italia. Abbiamo le tute, le mascherine cerchiamo di parcellizzarle. E’ cambiato l’aspetto umano: l’approccio è molto più di sicurezza. Entriamo comunque anche in un evento a basso rischio con la mascherina chirurgica, i doppi guanti, a tutela nostra e del paziente. Siamo molto più freddi e distaccati, fisicamente e non umanamente”.

Il punto è che ancora in zona non tutti hanno la percezione esatta del pericolo rappresentato da questo virus: “Proprio così – conferma Cadeddu – ancora non si è ben compreso il rischio che corrono gli anziani o comunque le persone più fragile: si continua a pensare come se tutta la situazione fosse un qualcosa che capita alla televisione. Spesso riscontriamo che qualche familiare che assiste persone anziane o malate non utilizzano gli accorgimenti di base: ad esempio, non si può andare a lavorare nelle seconde case riaperte con l’inizio di questa emergenza e poi tornare a casa propria a badare ai propri anziani senza prendere delle precauzioni. Non ci si rende conto dei rischi, sembra una situazione surreale, troppi la prendono alla leggera e non va assolutamente bene”.

Precauzioni massime utilizzano anche gli operatori 118 della cooperativa SoSeso, presiduta da Christian Locci, che hanno base a Villaputzu: “Siamo in sei – spiega l’operatrice Patrizia Porcu – suddivisi in due gruppi da tre persone. Da quando è scoppiata quest’emergenza abbiamo stabilito che i due gruppi non debbano mai incontrarsi fino alla fine della quarantena in modo tale che una persona di un gruppo si dovesse ammalare, l’altro gruppo rimanga pienamente operativo. Tutto questo fino al 3 di aprile, salvo proroghe. Prima di entrare nelle case per qualsiasi intervento chiediamo se le persone manifestino febbre o abbiano avuto contatti con persone provenienti da oltre Tirreno. In presenza di sintomi sospetti deve sempre intervenire l’ambulanza medicalizzata. In ogni caso non ci è mai capitato”.

Intanto al pronto soccorso di Muravera è spuntata una tenda per il pre-triage e un grande gazebo, un segno evidente dell’emergenza Covid-19. A gestirle è l’Avocc, l’associazione di volontariato di Villaputzu, presieduta da Nice Coas, inserita nel sistema della Protezione Civile: “Fortunatamente non si sono ancora presentati casi sospetti per cui la tenda non è stata ancora utilizzata – spiega Ennio Quaresima, vice-presidente dell’associazione – Da un mese non facciamo più il servizio 118 ma continuiamo a fare i trasporti di malati da e per gli ospedali. Andiamo anche a Cagliari. Svolgiamo in nostri servizi e abbiamo carenza di dispositivi di protezione individuale. Stiamo aspettando che l’Associazione Nazionale Pubblica Assistenza, di cui facciamo parte, ce ne fornisca dato che a livello regionale pare che sia riuscita a fare un acquisto e dovrebbe fornirceli nei prossimi giorni. Nel frattempo le mascherine sono contate e già distribuite ai nostri volontari operativi, una trentina, e così gli occhiali e le visiere. La gente? Da quanto abbiamo riscontrato, per adesso non manifesta particolari paure. Noi dobbiamo usare il massimo delle precauzioni anche per interventi di routine: chiediamo se hanno sintomi riconducibili al virus”.

(ilsarrabus.news)

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One Response to SARRABUS, Nel territorio troppi prendono alla leggera l’emergenza Covid-19. Il 118: “Siate responsabili”

  1. Lucio says:

    “… ma valgono, come nel resto del territorio nazionale, le prescrizioni che impongono alla popolazione di rimanere in casa, salvo situazioni di estrema urgenza.”

    Questo è falso, come lo sono tutte le affermazioni di verità parziali. Andava aggiunto anche che: “… lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro”.

    In verità. proprio oggi si parla anche di vietare le attività sportive individuali all’aperto; ma non è ancora successo.

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